Home MusicaDa Spotify a Tidal, le 5 migliori app di streaming musicale

Da Spotify a Tidal, le 5 migliori app di streaming musicale

Aspettando le mosse di Apple con il rilancio di Beats, Jay-Z, Beyoncé e altri grandi nomi sfidano il colosso Spotify

Foto: Usher, Rihanna, Nicki Minaj, Madonna e Deadmau5 all'evento di lancio di Tidal  - Credit: © Getty Images

03 Aprile 2015 | 10:30 di Marco Goi

Sullo streaming musicale negli ultimi tempi è una corsa continua alla concorrenza a Spotify, che attualmente rimane il servizio leader. Alcuni tra gli artisti più popolari e influenti della scena pop, hip-hop, rock ed elettronica di oggi si sono ?coalizzati? per promuovere un nuovo servizio: Tidal. A dirla tutta non si tratta di una novità assoluta nel panorama dei programmi web; al momento conta appena 17 mila utenti iscritti contro gli oltre 60 milioni del rivale. Le cose sono presto destinate a cambiare, visto che Jay-Z ha rilevato la società e ha rilanciato l'applicazione con un evento in cui ha coinvolto molti nomi illustri.

Beyoncé, Kanye West, Rihanna, Madonna, i Daft Punk, Jack White, Alicia Keys, Nicki Minaj, gli Arcade Fire e molti altri celebri artisti fanno ora parte del gruppo Tidal e distribuiranno la loro musica in streaming soltanto attraverso questo programma. Quali sono però le differenze con Spotify e gli altri servizi musicali attualmente in circolazione? Proviamo a scoprirlo.

1.

Spotify


Spotify attualmente domina il mercato streaming mondiale e propone ai suoi utenti una doppia opzione: quella Free, che è intervellata da occasionali spot pubblicitari, e quella Premium, che consente di ascoltare musica senza pause, senza vincoli e anche offline.
Perché usarlo: è disponibile in versione gratuita e offre un archivio musicale oggi senza pari.


2.

Tidal


Jay-Z e compagni non offrono una versione gratuita, ma solo un abbonamento competitivo con la versione Premium di Spotify. Tidal punta su una qualità musicale più elevata rispetto alla concorrenza e a un parco nomi di artisti davvero esclusivo. L'obiettivo è quello di offrire un servizio ?artist-centric?, in modo da ridare valore al lavoro di cantanti e band.
Perché usarlo: d'ora in poi sarà l'unico servizio dove poter ascoltare molti degli artisti più quotati in circolazione. E l'elenco è destinato ad aumentare.


3.

Beats


La app più attesa dei prossimi mesi, almeno tra gli appassionati di musica. Il nuovo servizio di streaming musicale di Apple dovrebbe essere lanciato il prossimo giugno e potrebbe cambiare le regole del mercato. Beats si differenzia dagli altri servizi perché le playlist e i suggerimenti sono curati da appassionati di musica e non da algoritmi artificiali.
Perché attenderlo: Apple difficilmente delude e ha una base potenziale di milioni e milioni di utenti formata da tutti i possessori di iPhone e iPad


4.

Deezer


Deezer è un'applicazione molto simile a Spotify, con identica possibilità di essere usato sia in versione gratuita che Premium. La sua particolarità è quella di puntare su un database meno vasto (ma comunque di oltre 35 milioni di brani), però più ricercato a livello musicale, attraverso cui scoprire tante chicche. Inoltre ha appena lanciato il servizio Deezer Elite, per uno streaming a una qualità altissima.
Perché usarlo: è più "alternativo" rispetto a Spotify.


5.

Google Play Music


L'applicazione di Google per ascoltare musica in streaming sui dispositivi Android è disponibile solo in abbonamento. Rispetto a Spotify punta maggiormente a essere uno Store digitale in cui acquistare, e non solo ascoltare, la propria musica preferita.
Perché usarlo: di recente ha aumentato il limite di upload a ben 50 mila brani.