Tiziano Ferro: «Il mio successo dell’estate? È nato per caso»

Per quasi due mesi la popstar di Latina ha dominato la classifica dei singoli più suonati dalle radio con «Indietro». «E pensare che non riuscivo a comporre il testo: la canzone non sarebbe mai uscita, se non m’avesse aiutato Ivano Fossati. Ma il brano da spiaggia a cui sono più legato è “Tre parole” di Valeria Rossi»...

7 Agosto 2009 alle 22:31

Per sette settimane «Indietro» di Tiziano Ferro è stata la canzone più trasmessa dalle radio italiane. La si sente ovunque, ma sarebbe riduttivo definirla «tormentone dell’estate». Perché ha un testo d’autore, scritto da Tiziano con Ivano Fossati, e una melodia che non si fissa subito nella mente. Un brano dal respiro internazionale, influenzato dall’amore di Ferro per la black music.

«A parte il ritmo, “Indietro” non ha nulla di estivo» spiega lui da Londra, dove si sta riposando dopo le fatiche del tour. «Pur essendo la mia preferita tra le canzoni dell’ultimo album, non mi sarei mai aspettato un successo di queste proporzioni. E pensare che ha rischiato di non entrare nel disco».

Per quale motivo?
«Non mi veniva il testo. Volevo scrivere una canzone d’amore partendo dal concetto dell’andare indietro, preso dal rugby, dove per costruire un’azione devi passare indietro la palla. Non ci riuscivo, però. Allora, prima di rinunciare, ho pensato di chiedere aiuto a Ivano Fossati, secondo me il miglior autore in circolazione».

E lui come ha risposto?
«Ha accettato con entusiasmo. Per merito suo sono riuscito a raccontare l’amore tra due persone che girano a velocità diverse. Amare richiede un grande sforzo quotidiano, perché è difficile camminare con lo stesso passo. Chi si ama veramente deve saper rallentare o accelerare a seconda del momento».

A lei è capitato spesso di dover rallentare?
«Su questo tema ho parecchio da riflettere. Sono molto impaziente e negli ultimi anni ho dedicato tempo soprattutto al lavoro, trascurando i rapporti personali. Siccome io giro veloce, spesso lascio indietro gli altri».

A Fossati è piaciuta la versione finale di «Indietro»?
«Era molto soddisfatto, ma ciò che l’ha sorpreso di più è stata la versione inglese incisa con Kelly Rowland. All’improvviso, Ivano si è trovato in un contesto, la musica internazionale, diverso da quello in cui siamo abituati a vederlo. “Ma tu sei pazzo”, mi ha detto, “mi fai fare cose che non avrei mai immaginato”. Magari un giorno la canteremo insieme, ma certe cose non bisogna pilotarle, devono accadere spontaneamente».

Che cosa ricorda dell’estate di otto anni fa, quella del suo esordio con «Xdono»?
«Mi alzavo la mattina e pensavo che era incredibile quel che mi stava succedendo. Eppure era tutto vero. Il mio sogno si era realizzato, ero un cantante. Sono stato felice tante volte nella mia vita, ma quel grado di felicità credo di averlo provato soltanto allora».

E il successo di oggi che effetto le fa?
«Sto vivendo un momento speciale della mia carriera. Il tour è andato benissimo, fra poco andrò in Canada e Stati Uniti per i miei primi concerti americani. Ma otto anni fa era diverso. Allora c’era lo stupore, l’entusiasmo dell’inizio, il primo contatto con quello che fino a un attimo prima era il mio sogno. Insomma, un momento unico».

Per lei qual è la più bella canzone dell’estate 2009?
«Sono letteralmente schiavo di “I Gotta Feeling” dei Black Eyed Peas, un brano che mi fa stare bene. E poi mi piace molto “Ferragosto” di Samuele Bersani».

E in assoluto?
«Nel mio cuore ci sarà sempre un posto speciale per “Tre parole” di Valeria Rossi. Perché è stato il tormentone dell’estate 2001, la più intensa della mia vita».

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