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Tiziano Ferro: «La vita ha deciso per me»

Il cantante di Latina presenta a Sorrisi il nuovo album. E in una lunga intervista racconta la sua rivoluzione personale. «Nulla è andato secondo i piani» dice. «Ora abito a Los Angeles, sono sposato, le mie canzoni le produce una star mondiale. Ma ho un problema: l’aria condizionata...»

Foto: Tiziano Ferro vive a Los Angeles e proprio durante questa intervista ha saputo di aver ottenuto il permesso di residenza  - Credit: © Pigi Cipelli

28 Novembre 2019 | 09:53 di Alex Adami

Nei giorni scorsi tutti hanno parlato della polemica a distanza tra Tiziano Ferro e Fedez innescata da una dichiarazione rilasciata durante la conferenza stampa di “Accetto miracoli”, il nuovo album di Tiziano. Noi qui però vorremmo raccontare un’altra storia. Fatta di coraggio, belle canzoni, verità e felicità ritrovata. La storia di Tiziano, che era sparito da un po’.

Certo, sappiamo che vive a Los Angeles e che è (felicemente) sposato. Ma poco altro, come al solito. Così, quando entro nella nostra chiacchierata lunga un pomeriggio, mi viene da salutarlo come un amico apprensivo: «Ciao Tiziano. Va tutto bene?». Lui sorride e risponde: «Non è facile ammetterlo, per un maniaco del controllo come me: ho scoperto che faccio parte di un copione che non scrivo io. Tre anni fa avevo preso delle decisioni e la vita mi ha detto: “Questa cosa no, quest’altra no, e quest’altra ancora meno che mai”. Avevo comprato casa a Milano e mi sono ritrovato a vivere a Los Angeles».

Città che un tempo non ti piaceva.
«Quando mi capitava di andare lì per promuovere un disco sul mercato sudamericano pensavo: “Qui non vorrei mai viverci”».

Del resto tu non vuoi vivere in un posto dove ti riconoscono per strada.
«Non è snobberia, è che io devo fare una vita normale. A Los Angeles mi sveglio la mattina, prendo la macchina, faccio le mie commissioni, vado a far colazione in un caffè e mi guardo intorno. Di che scrivo, se non vivo una vita reale?».

Uno s’immagina che a Los Angeles tu viva in mezzo alle grandi star.
«Eh certo! (ride)» .

Perché ridi? Non hai conosciuto nessuno?
«Ripeto, io vivo una vita normale. Ma una volta Sofia Vergara (la star della serie americana “Modern family”, molto amata anche da noi, ndr) mi ha fermato per dirmi che era una mia grande fan. È stato il mio momento di gloria (ride)».

Se ti dico “casa” oggi pensi a Los Angeles o all’Italia?
«Penso a dov’è la mia famiglia. Ciò che è difficile confessare è che la mia famiglia ora è anche, anzi prima di tutto, Victor, l’uomo che ho sposato. Ma la questione in fondo non esiste. Né quando parto per l’Italia né quando ritorno a Los Angeles penso: “Che noia”. Ho sempre voglia di arrivare dove sto andando, perché c’è la mia famiglia ad aspettarmi».

Un’abitudine “americana” che non sopporti di tuo marito?
«Come tutti gli americani ha un problema con l’aria condizionata. Dorme a meno 20° e con un ventilatore puntato su di sé».

Come si risolve la questione?
«Una volta in vacanza sono uscito e ho comprato del nastro adesivo e una pellicola di plastica per indirizzare il getto del condizionatore tutto su di lui».

La tradizione vuole che i tuoi genitori e tuo fratello ascoltino le canzoni prima che siano pubblicate. È stato così anche questa volta?
«In parte, perché la gestazione è stata lunga. L’hanno ascoltato “sparpagliato”».

Il singolo “In mezzo a questo inverno” è dedicato a una persona che non c’è più.
«Mia nonna Margherita. Una figura fondamentale, per me. A 18 anni, in piena fase di ribellione, sono andato via di casa per abitare da solo con lei».

Sai che faccio fatica a immaginarti «in piena fase di ribellione»?
«Invece vivo da sempre in uno stato di contestazione. Contro me stesso, soprattutto. Quando le cose iniziavano a funzionare con la musica, parlavo con gli amici di Latina che nel frattempo si laureavano in Legge e stavo male: “Ma dove sto andando io?”. La mia direzione mi sembrava vaga. Io ero lì che scrivevo e nessuno mi correggeva il tema».

La tua famiglia cos’ha detto quando ha ascoltato la canzone?
«Forse farla ascoltare ai miei poco dopo la scomparsa di mia nonna è stato scorretto. Credo che pure mia nonna mi avrebbe mandato a quel paese, se avesse avuto modo di sentirla. Era una persona dura, ma mi ha insegnato tanto (Tiziano deve fermarsi un istante. Non trattiene la commozione, ndr). Bisognerà che lo risolva, questo problema, altrimenti non potrò mai cantare quella canzone dal vivo».

È l’unico brano che hai prodotto da solo. Gli altri li ha prodotti Timbaland, un guru mondiale che ha lavorato con Beyoncé e Madonna.
«Prima di tutto lui è uno dei miei eroi da quando avevo 16 anni».

Il primo incontro?
«A casa sua a Miami. Per prendere un caffè e conoscerci».

Eri teso?
«Tesissimo. Me la facevo addosso».

E invece...
«Scambiamo due battute e poi mi fa: “Dove sono le canzoni?”».

E dov’erano, le canzoni?
«Non le avevo. C’erano solo un paio di provini in uno studio di registrazione a Milano. Per fortuna il fuso orario ha permesso di farmeli mandare via web».

E sono piaciuti a Timbaland?
«Mi ha detto: “Bella la tua voce, mi ricorda certi film italiani degli Anni 60”. Poi ha iniziato direttamente a lavorarci elaborando i suoi suoni».

E voi che eravate lì per un caffè.
«Ecco, appunto. Sono venuto via da casa sua con un brano praticamente finito, “Vai ad amarti”, e un altro pronto a metà. Pensavo: “Se anche non vorrà più vedermi, avrò questa canzone”. Ero incredulo, mi veniva da piangere».

Veramente ora stai ridendo.
«Perché mi è tornata in mente la scena di Timbaland che lavora sul divano, proprio nel punto dove un attimo prima Fabrizio (Giannini, suo storico manager e amico, ndr) aveva appoggiato la sua bellissima giacca nuova. Mentre creava, Timbaland sbriciolava la glassa dei suoi dolcetti sulla giacca ormai informe. Chi conosce Fabrizio sa quanto l’esperienza sia stata devastante per lui (ride)».

Nell’album c’è un solo duetto: “Balla per me” con Jovanotti.
«Lorenzo è stato il mio primo idolo da bambino, è stato il primo a occupare un posto della mia cameretta con un poster. Avevo l’astuccio di scuola e il diario con la sua faccia e a Carnevale mi vestivo da Jovanotti. In classe avevo aperto pure un fan club con tanto di tessere. Poi un ragazzino invidioso della mia popolarità fondò il fan club di Morandi e coinvolse la maestra: fine del momento fortunato. Sono andato da Lorenzo in studio a Los Angeles, gli è piaciuta la canzone, l’ha cantata e in 48 ore l’avevamo finita».

L’anno prossimo tornerai in Italia come superospite a Sanremo.
«Sì. Non so cosa farò, dobbiamo pensare a tutto. Ma mi fido di Amadeus, viene dalla radio e di musica ne sa».

Poi arriveranno i 40 anni.
«Il tempo ha fatto il suo dovere. Le cose diventano più chiare e tu inizi a calmarti».

E a essere felice?
«È una parola che uso con prudenza. Ma ora so quanto vale quello che ho e che ho costruito con le persone che mi stanno accanto».

E se oggi potessi incontrare il Tiziano irrequieto di 20 anni fa che gli diresti?
«Bella lì».

Solo «Bella lì»?
«I dubbi, le paure, le ansie, i tormenti e gli errori hanno portato quel Tiziano fino qui, ora. E ora sì, sono felice».

Già. Bella lì, Tiziano.

La storia del nuovo singolo dedicato all’amata nonna Margherita

Il nuovo singolo che accompagna l’uscita dell’album s’intitola “In mezzo a questo inverno” ed è l’unico che Tiziano ha prodotto da solo. «È dedicato a mia nonna Margherita, l’ho scritto poco dopo la sua scomparsa. Lei è stata una persona fondamentale per la mia vita. Ha attraversato due guerre mondiali, ha sempre vissuto in condizioni di reale povertà, ma è sempre stata lei a tenere insieme tutta la famiglia. A 18 anni dopo aver litigato con i miei genitori sono andato via di casa per abitare da solo con lei sulle colline intorno a Latina. E, lo ripeto, mi ha insegnato molte cose sulla vita».

Il brano, però, è al maschile. «Non volevo che fosse solo mia. Volevo che chiunque ci si potesse riconoscere». Prosegue Tiziano: «Era una donna dura, la tenerezza l’ha imparata molto tardi, grazie ai nipotini. Del resto io provengo da una famiglia semplice e certe cose ti restano dentro per sempre. All’inizio della carriera i miei amici di Milano raccontavano che le loro madri erano in vacanza alle Seychelles. A quel tempo non credo che mia madre si fosse mai mossa da casa, neppure d’estate».

Certo, è singolare che questo lento sia stato scelto come singolo di lancio dell’album dopo la ballata “Accetto miracoli”. «Le regole della discografia sono cambiate. Io ho cantato al Forum di Milano dopo tre album di successo, oggi possono farlo gli esordienti. Perché oggi i concerti sono il “Disco di platino” di una volta, il successo lo sancisce il fatto che in tanti vogliono venirti ad ascoltare dal vivo. E forse è anche giusto così» conclude Tiziano Ferro. Che quest’estate sarà in tour negli stadi di tutta Italia...