Home MusicaZucchero, il ricercato blues: «Bella quest’analogia con John Belushi»

Zucchero, il ricercato blues: «Bella quest’analogia con John Belushi»

È in circolazione il monumentale «Wanted» (10 CD + un DVD) e noi siamo andati a interrogare colui che aveva (e ha) il diavolo in sé: Sugar Fornaciari

Foto: Zucchero Fornaciari live  - Credit: © Splashnews

21 Novembre 2017 | 12:50 di Simone Sacco

Entri in questa stanza a vetri della sua casa discografica e lui è esattamente come te lo immagini: con il cappello da cocchiere delle diligenze western, il pizzo caprino, il capello castano e selvaggio, l'occhio felino ma buono.

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Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, fa fede alla sua iconografia pop, ma allo stesso tempo è leggenda italiana che cammina. Mai del tutto rock, sempre così visceralmente "tutto il resto" (blues, rhythm 'n' blues, soul, latino). Un grande autore di canzoni, spesso contestato da quelli che a casa hanno milioni di dischi e sanno perfettamente, dentro di loro, che alla fine la buona musica è tutto un riciclo costante tra fratelli maggiori e minori. Tra Blues del Delta e produzioni moderne.

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Uno, Sugar, che è riuscito nell'impresa mirabile di portare metaforicamente Lucio Battisti a fare la conoscenza di Joe Cocker (uno dei dischi prediletti del Fornaciari resta 'Sheffield Steel', gemma nascosta dell'urlatore di Woodstock) diventando inevitabilmente altro. E quell'altro è rappresentato oggi da una carriera mostruosa che ha inserito in un lavoro magistrale, perfetto mix di suono e grafica, intitolato 'Wanted'. Insomma, come direbbe l'Adelmo: rispetto. Andiamo con l'intervista.

Zucchero e la sua storia

Intitoli l'album 'Black Cat' e fai promozione di venerdì 17: direi proprio che tu e la superstizione siete come l'acqua e l'olio...
Mica lo sapevo che oggi fosse venerdì! (ride) Già quel numero, 17, mi puzzava, ma non avevo proprio fatto caso al giorno... Vabbè dai, tutto è relativo in questa vita. Per noi italiani il Black Cat (il gatto nero) porta sfiga, ma pensa per esempio al grande Muddy Waters. Lui, nella sua immortale 'Hoochie Coochie Man', cantava di avere un 'black cat bone', ovvero un ossicino di gatto nero. E pare pure che lo tenesse nel taschino a mò di amuleto! Comunque la risposta è no: non sono affatto superstizioso. Esattamente come Muddy.

Chi è lo Zucchero sessantaduenne di oggi? Parlo di quel signore ritratto dal fotografo austriaco Stefan Sappert sulla copertina di 'Wanted'...
Eh, sono esattamente quello che vedi in quella bellissima fotografia. Stefan me l'ha fatta modello dagherrotipo (il trisavolo delle attuali Leica, ndr) e non me ne frega niente che mi abbia invecchiato. Uno, dopo trentacinque anni di carriera, avrà pure il diritto di sentirsi vecchio e intenso come mi sento io, no? E poi in quello scatto sembro davvero un "ricercato". Come dici? Esatto, tipo Billy The Kid in quel famoso western di Sam Peckinpah.

Senti, il tuo ultimo singolo 'Un'altra storia' è una traccia recente o un brano che tenevi da parte? Te lo domando perché, nei crediti, compare il nome di Robyx (al secolo Roberto Zanetti) che i tuoi fan associano al periodo di 'Shake' (2001)... 
Quella l'ho scritta tra un tour e l'altro. Roberto è un amico di lunga data (lui era il tastierista del mio primo gruppo quando si andava per balere), viviamo in Toscana a pochi chilometri di distanza e ogni tanto ci capita di collaborare assieme. Robyx aveva questo inciso che mi ha subito ispirato una canzone semplice, parecchio smooth, come poteva essere 'Senza una donna'. Il testo? Parla di come si vive l'amore quando hai vent'anni, a quell'intensità lì. Che poi purtroppo, andando avanti si perde.

Tu esordisci a Sanremo 1982, tra i giovani, con 'Una notte che vola via'. Qualche mese più tardi muore a Los Angeles un certo John Belushi, il Blues Brother definitivo. Ecco, io questa cosa l'ho sempre trovata affascinante, quasi un passaggio di consegne (e mi perdoni chi non sarà d'accordo)...
Bella come analogia! (riflette) Ok, lascia che ti racconti un aneddoto: ai tempi di 'Spirito DiVino' feci due concerti alla House Of Blues di Los Angeles e, ad un certo punto, arriva sul palco Dan Akroyd. Con lui c'era anche Jim, l'attore e fratello del povero John. Bene, Dan si rivolge al pubblico e fa: 'Voi sapete che io difficilmente scendo dalla collina', e intanto col dito punta verso Hollywood. 'Ma per stasera ho voluto fare un'eccezione perché è venuto a trovarci questo bravissimo Fratello Blues dall'Italia: ladies and gentlemen, Zucchero!'. Che show! Poi siamo andati a cena tutti assieme.

E Belushi?
Come faccio a descrivertelo? John è stato un soggetto innarrivabile: per simpatia, per il suo modo di essere personaggio. Ricordi quando faceva l'imitazione di Joe Cocker al Saturday Night Live? Mamma mia, quante risate!

Sempre parlando di America, dentro 'Wanted' ad un certo punto salta fuori una bella cover di 'Long as I can see the lights' dei Creedence Clearwater Revival...
L'ho fatta diversa come ogni bella cover merita. L'ho rallentata e ci ho messo dentro più ariosità, pianoforte, pedali... Amo i CCR: da giovane, nelle balere, suonavo almeno dieci brani a sera del canzoniere di John Fogerty.

Tu da giovane giocavi anche in porta nella Reggiana, vero?
Ora non esageriamo: ero portiere nei pulcini della Reggiana! (ride)

Che effetto ti ha fatto il tuo "collega" Gianluigi Buffon dopo la partita con la Svezia che ci ha sbattuti fuori dal Mondiale? Lui è di Carrara, tu vivi da molti anni a Pontremoli...
Mi ha fatto male vederlo piangere in televisione anche perché Gigi è un amico. Sul serio, mi sono commosso anch'io pur non essendo un fanatico di calcio; ma queste sono situazioni che vanno ben oltre il football...

Buffon non andrà in Russia, mentre tu il prossimo 26 febbraio (da Padova) cominci un breve, ma impegnativo tour italiano di supporto a 'Wanted'.
Sì, saranno dieci date secche senza repliche. Visto che potrò ancora disporre della mia strepitosa band (quella con Brian Auger all'organo Hammond C3, ndr) mi sono detto: 'Bene, facciamo questi altri dieci concerti così non mi accuseranno più di suonare solo all'Arena di Verona!' (ride). Abbiamo almeno cento brani in repertorio e posso tranquillamente cambiare la scaletta di serata in serata: ci saranno le hit, ma anche canzoni meno popolari.

Ci pensi mai che nel giugno di trent'anni fa usciva nei negozi 'Blue's'? Un milione e 400mila copie vendute e Zucchero che, a quel punto, non si ferma davvero più. Il disco di 'Dune mosse', per citarne una tra tante: la melodia che stregò pure Miles Davis.
Ci penso ed ora va pure di moda celebrare per intero album del genere: lo hanno fatto gli U2 con 'The Joshua Tree' così come Peter Gabriel con 'So'. Io magari aspetto direttamente il 2019, alias il trentennale di 'Oro, Incenso e Birra', e porto in tournée direttamente quel discone. Sarebbe bello risuonarlo con la band di allora, ma ancora non lo so.

Il nuovo album di inediti arriva invece nel 2022? Sai, facendo due conti, 'Chocabeck' era del 2010 e 'Black Cat' del 2016...
Speriamo esca prima perché sai come si dice, no? Invecchiando, la borsa si stringe! (ridacchia) Il problema è che il tempo passa inesorabilmente ed uno come me è sempre strapieno di impegni.

Grazie, Sugar.
Grazie a voi. E che Dio ci benedica. E ci perdoni!

**Le date nei palasport di 'Wanted \- Un'altra storia':**

26 febbraio - Padova (Arena Spettacoli PD Fiere)

28 febbraio - Torino (Pala Alpitour)

2 marzo - Milano (Mediolanum Forum di Assago)

3 marzo - Firenze (Nelson Mandela Forum)

5 marzo - Pesaro (Adriatic Arena)

7 marzo - Roma (Pala Lottomatica)

8 marzo - Eboli (Pala Sele)

10 marzo - Acireale (Pal'Art Hotel)

12 marzo - Bari (Pala Florio)

13 marzo - Bologna (Unipol Arena)