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03 Gennaio 2018 | 12:38

8 cartoni animati con i robot giapponesi da rivedere

A cacciare gli alieni ci pensano loro, con pugni rotanti e alabarde spaziali: da Goldrake a Jeeg Robot, passando per Mazinga

 di Paolo Paglianti

8 cartoni animati con i robot giapponesi da rivedere

A cacciare gli alieni ci pensano loro, con pugni rotanti e alabarde spaziali: da Goldrake a Jeeg Robot, passando per Mazinga

03 Gennaio 2018 | 12:38 di Paolo Paglianti

Erano gli Anni 80, in Italia le reti televisive si contavano sulle dita di una mano, ma dai televisori arrivavano le avventure dei robottoni giapponesi, che distruggevano a suon di pugni rotanti e doppie alabarde gli orribili nemici del genere umano. Ecco i sette cartoni animati che non dovrebbero mancare nella videoteca di ogni appassionato che si rispetti. Potreste proporre qualche serata di bingewatching ai bimbi di casa vostra, vedrete che apprezzeranno! Da Goldrake a Jeeg Robot, passando per Mazinga, ecco 8 cartoni animati coi robot da riguardare.

Goldrake UFO Robot

Per noi italiani è il primo robot dell'infanzia: sebbene da un punto di vista cronologico sia successivo ai due Mazinga, in Italia è stato trasmesso per primo Goldrake e quindi ha un posto speciale nel nostro cuore tricolore. Il protagonista è Actarus, un alieno in fuga dal pianeta Fleed in seguito all’attacco del Re Vega, il cattivone di turno. Actarus è l’infallibile pilota di Goldrake, un robot che può volare (grazie a un disco speciale che lo ingloba) ed è equipaggiato con armi  avanzatissime come le lame rotanti o l’alabarda spaziale.

Jeeg Robot d’Acciaio

Altro mito con la “M” maiuscola: qua il protagonista è Hiroshi, il figlio del professor Shiba, che rimane vittima di un terribile incidente. Il padre, per salvarlo, gli impianta un'antichissima campana di bronzo nel petto. È un manufatto dell’antico popolo Yamatai e oltre a salvare Hiroshi gli dona l'invulnerabilità. Quando l’antico popolo si risveglia per conquistare il mondo, è Hiroshi che deve difendere la Terra: unendo i pugni, si trasforma nella testa di Jeeg Robot d’Acciaio, e si unisce agli altri componenti (braccia, torso, gambe, ecc) per diventare un gigantesco guerriero senza paura. Segnaliamo un tema particolarmente attuale e “moderno”: il padre di Hiroshi muore all’inizio della storia, ma continua a vivere nel suo computer perché ha “uploadato” la sua coscienza e intelligenza.

Mazinga Z/Il grande Mazinga

La firma è sempre quella dell’autore di Goldrake, Go Nagai, che è stato un po’ il Leonardo Da Vinci dei manga con i robottoni giapponesi. Come abbiamo già detto, Mazinga nasce cronologicamente prima di Goldrake, ma nel nostro Paese è arrivato dopo e questo ha creato una gran confusione nei piccoli italiani degli Anni 80. Ad ogni modo, ritorna il tema del robot che difende l’umanità da un nemico “interno”: la civiltà micenea non ha costruito solo templi, come ci insegnano i libri di Storia, ma anche degli enormi cyborg che vengono risvegliati dal perfido Dr Inferno. Per fortuna, un suo ex collega non ci sta: il professor Kabuto crea un robot usando l’indistruttibile lega Z e lo fa pilotare al nipote Ryo. Nasce così il mito di Mazinga Z, che verrà “sostituito” al termine della serie dal Grande Mazinger, il “Mazinga 2.0”. Mito che è arrivato fino a oggi, visto che è appena uscito il nuovo cartone animato Mazinga Z Infinity al cinema.

Daltanius

In un futuro apocalittico, la Terra è ridotta in ginocchio da uno spietato attacco alieno. Una banda di ragazzini giapponesi si rifugia in una grotta, e scopre che è il nascondiglio del corpo ibernato del dottor Earl. I ragazzini lo risvegliano per errore, e questo fa scattare la ritorsione degli alieni. Colpo di scena: Earl, appena rimessosi, convince i ragazzi a salire a bordo dei suoi mezzi di combattimento per affrontare gli alieni. Con grande sorpresa di tutti, il team di umani improvvisati batte gli alieni veterani: quando gli xeno schierano il loro primo robot, arriva il potentissimo Beralios, un leone meccanico che può unirsi ai mezzi pilotati dagli umani e picchiare ancora più duro gli alieni.

Mobile Suit Gundam

Tra tutti i robot giapponesi, è quello più “realistico”: ispirato ai romanzi di Robert Henlein (quello di «Fanteria dello Spazio», da cui è stato tratto un film virato però sull’ironico e sulla parodia militare), racconta di un futuro prossimo in cui l’uomo ha colonizzato lo spazio vicino alla Terra. Le colonie esterne vogliono separarsi dalla Madre Terra e questo scatena una guerra totale tra il Principato di Zeon e le colonie fedeli, tra cui Side 7, dove abita Peter Rei, il protagonista del manga (fumetto) e dell’anime (cartone animato). Peter scopre di essere un pilota fenomenale di Mobile Suit, ovvero di armature potenziate da combattimento. Gundam è, secondo noi, il cartone animato invecchiato meglio e ancora oggi, nonostante siano passati più di 30 anni e i bimbi di allora sono i quarantenni di oggi, si lascia vedere con estrema soddisfazione (ed è disponibile su Netflix).

Daitarn 3

Terra, prossimo futuro. La gente inizia a sparire: tutta colpa dei cyborg creati dal professor Sozo, i Meganoidi, che si sono ribellati al loro creatori e ora seguono il loro nuovo leader, il perfido e diabolico Don Zauker. Per fortuna ci sono Haran Banjo (il figlio di Sozo) e il suo titanico robot da combattimento Daitarn 3, che può trasformarsi – a seconda della missione – in carro armato o aereo da combattimento. Anche Daitarn 3 è invecchiato bene, soprattutto grazie all’ironia che lo contraddistingue, forse fin troppo acuta per i ragazzini degli Anni 80. È disponibile su Netflix!

Supercar Gattiger

Una sola serie di 26 episodi, ma Gattiger è entrato nella storia dei manga/anime e soprattutto nei cuori di molti ragazzini di inizio Anni 80. A differenza dei suoi “competitor”, in Supercar Gattiger si corre oltre che combattere: i cinque protagonisti pilotano altrettanti bolidi in competizioni contro i “cattivi” – i Demoni Neri – e quando arriva il momento di fare sul serio, le cinque auto si uniscono per formare un mega robot d’assalto.

GodSigma

La Terra del futuro è sconvolta da sovra popolazione e crisi energetica: gli autori di GodSigma avevano visto bene, purtroppo. Per fortuna, uno scienziato (giapponese, ovviamente) scopre la Triplice energia. Pulita, sicura e inesauribile, sembra la soluzione a tutti i mali del mondo. Purtroppo, è talmente perfetta che gli alieni si ingolosiscono e vogliono strapparla ai terrestri. L’unico baluardo alla loro invasione, altrimenti inarrestabile, è GodSigma, un giga-robot che si forma unendo tre robot più piccoli, attivati ovviamente dalla Triplice Energia.