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Al Bano e Romina su Raiuno dall’Arena di Verona

Intervista alla coppia d'oro della canzone italiana, in tv con un grande concerto

Foto: Al Bano e Romina Power  - Credit: © Romina Carrisi

29 Maggio 2015 | 19:04 di Stefania Zizzari

Al Bano e Romina. I nomi bastano: in qualunque angolo della terra, non serve aggiungere altro. Perché sono sufficienti le prime note di «Felicità», uno dei loro cavalli di battaglia, a scatenare la reazione del pubblico, che magari non capisce il senso delle parole ma le canta a memoria. Ai concerti di Al Bano e Romina i fan arrivano addirittura in aereo da Paesi lontani. L’importante è esserci, per applaudirli sotto il palco.

E questo amore incondizionato esplode tutte le volte, in qualunque parte del mondo. Dopo vent’anni hanno ripreso a cantare insieme, e il 29 maggio saranno in Italia, all’Arena di Verona e in diretta tv per un grande show. E raccontano solo a Sorrisi le loro emozioni, offrendosi anche agli scatti, che vedete in queste pagine e in copertina, della figlia Romina Jr.

Siete appena tornati da tre concerti da «tutto esaurito» al Teatro del Casinò alle Cascate del Niagara, in Canada. Come è andata?
Al Bano: «Talmente bene che l’anno prossimo saremo ancora lì a cantare. C’era gente che arrivava dal Messico, dal Venezuela: è incredibile. Dal palco a volte mi incanto a guardarli: conoscono le parole delle canzoni meglio di me».
Romina: «È pazzesco. Continuo a meravigliarmi di come la gente possa percepire la tua essenza senza neanche capire le parole delle canzoni. Penso che l’unione della mia voce con quella di Al Bano produca qualcosa che va oltre le canzoni».

Dopo 20 anni, perché avete deciso di tornare a esibirvi insieme?
A. «La “colpa” è di un impresario e amico russo: Andrei Agapov. Due anni fa, in occasione del concerto a Mosca per il mio settantesimo compleanno, mi disse: “È assurdo festeggiare questo traguardo senza la donna che ti ha accompagnato per tanti anni artisticamente e umanamente”. Io gli risposi: “Lascia perdere, stiamo bene così, c’è un cast fortissimo con Riccardo Fogli, Gianni Morandi, Umberto Tozzi….”. Ma lui ha fatto di testa sua e ha chiamato Romina. Io ero convinto che dicesse di no».
R. «Andrei mi ha invitata e io ho accettato con grande piacere. Da quella serata si è mosso un interesse incredibile intorno a noi».

Come è stato ritrovarsi insieme sul palco dopo tanto tempo?
A. «Vent’anni sono vent’anni. È stato come ricominciare da capo. Lei ha voluto abbassare le canzoni di un tono perché non cantava da tanto tempo, io ho dovuto modificare il mio modo di cantare da solista… Ci sono voluti alcuni concerti per rodare il tutto. C’era una specie di ghiaccio dell’Alaska da rompere».

In Alaska ci sono gli iceberg…
A. «Appunto. Io ero impreparato a un evento del genere, non avevo mai pensato di tornare a cantare con Romina. A volte però devi capire quando è il momento giusto per dire sì, anche se l’istinto magari ti farebbe dire no. E infatti i risultati ci sono e ora va tutto alla grande».

Romina, per lei come è andata?
R. «Cosa vuole che siano vent’anni di fronte all’eternità? Abbiamo preso una piccola pausa di riflessione… In realtà per me tornare a cantare con Al Bano è stato come riprendere un discorso interrotto. In fondo lo avevamo fatto per così tanti anni che ritrovare lui, le coriste, i tecnici, i musicisti è stato come tornare in una famiglia. Non cantavo da tempo, ma i brani, pure con arrangiamenti nuovi, sono quelli che avevo già proposto migliaia di volte. Ricordo ancora tutti i pezzi dei Beatles, figuriamoci se non ricordo i miei… L’unica differenza è che adesso il palco lo devono rinforzare!».

Ma se a Sanremo l’abbiamo vista in gran forma…
R. «Ma no, ho un parrucchiere e un truccatore che sono bravissimi».

Com’è lo spettacolo?
A. «Ci sono tre momenti. Apro io con una parte da solista, una in cui Romina canta da sola e una in cui ci esibiamo insieme. E poi c’è nostro figlio Yari (42 anni, ndr) che canta, suona e chiacchiera con noi».
R. «Yari è divertente, ha successo. Non abbiamo in realtà un copione, è tutto spontaneo, le battute nascono lì per lì».

Qual è la parte che preferite dello show?
A. «La partecipazione del pubblico è sempre commovente. Quando da solista attacco “Nel sole”, “Mattinata” o “È la mia vita” mi emoziono. E quando cantiamo insieme “Felicità”, l’esplosione di gioia del pubblico mi lascia senza fiato».
R. «Da sola propongo “U.S. America” composta negli Anni 70. Ne ho fatte tante versioni, ora ne sto preparando una acustica, intima. Mi piace molto perché lì sento la mia voce».

Cosa intende?
«Cantare insieme ad Al Bano non è mica facile, sa? Dice sempre che non si sente, ma in realtà ci stordisce ancora tutti quanti…».

Cosa vi dite prima di salire sul palco?
A. «Niente, perché Romina ha il suo camerino, io ho il mio e nostro figlio Yari fa la spola tra uno e l’altro».
R. «Non abbiamo scaramanzie. Non è come quando stavo in tv a “Per tutta la vita” con Fabrizio Frizzi: ci si riuniva con i ballerini dietro le quinte e ci si toccava il sedere come augurio di buona fortuna. No, con Al Bano a questo non siamo ancora arrivati».

Per il vostro ritorno sulle scene italiane avete scelto un palcoscenico speciale: l’Arena di Verona.
A. «Già a Sanremo era andata benissimo: la nostra esibizione è stata tra i momenti più visti del Festival. Mi auguro che gli spettatori ci seguano anche nella diretta di Raiuno da Verona».
R. «Sono emozionata, torno sempre volentieri in Italia. Non sono mai stata all’Arena di Verona. Spero che quella città ci porti più fortuna che a Giulietta e Romeo...».

Perché gli italiani vogliono vedervi insieme?
A. «Perché abbiamo vissuto con grande verità il nostro rapporto, sia nelle fasi positive sia in quelle nelle quali il destino ci ha voltato le spalle. Sempre con sincerità e dignità. Queste sono cose che non si dimenticano».
R. «Ci hanno sempre seguito fin da quando eravamo ragazzini e proiettavano su di noi i loro sogni. L’affetto nei nostri confronti diventa confidenza, e va bene così. Però se ci considerassero soprattutto due artisti sarei ancora più felice… E poi c’è l’effetto delle nostre canzoni, che fanno ricordare certi periodi della vita, magari un’estate indimenticabile o un amore romantico. Questa è la magia della musica».

E quando il concerto finisce?
A. «Io faccio i complimenti a Romina, lei li fa a me, lei va a dormire nella sua camera, io nella mia. Poi resto in silenzio a ripensare all’affetto che il pubblico ci dimostra ogni volta. E magari ci sono i nostri figli. E allora penso: “Però, di cose belle io e Romina ne abbiamo fatte. Non solo sul palco, ma anche nella vita”».