Alessandro Greco: «Chiedetemi perché ogni tanto sparisco dalla tv»

Presenta "Dolce quiz" il sabato su Rai2 a mezzogiorno. E parlando con noi di Sorrisi si toglie qualche sassolino

Alessandro Greco
30 Ottobre 2021 alle 08:15

Questa volta il programma glielo hanno davvero scritto su misura. Per uno come Alessandro Greco, che viene da una famiglia di pasticcieri e si tuffa volentieri in una vaschetta di gelato da mezzo chilo (finendola), condurre “Dolce quiz” ogni sabato a mezzogiorno su Rai2 è un’esperienza al limite del sublime: «Mio nonno era il pasticciere più famoso di Taranto e mio padre ne ha seguito le orme per un po’. Ricordo ancora quel laboratorio pieno di profumi e di sapori» dice il conduttore. «È un piacere assaggiare le delizie preparate dal maestro Ernst Knam e da sua moglie Alessandra Mion Knam».

Le assaggiano anche i concorrenti del quiz.
«Sì, ma solo se rispondono correttamente alle mie domande. In caso contrario, sono solo io a “sacrificarmi” (ride)».

I dolci, oltre a piacerle, le offrono l’opportunità di tornare in tv dopo un bel po’ di tempo.
«A parte “Miss Italia” nel 2019, l’esperienza con “Telethon” e la partecipazione a “Il cantante mascherato”, l’ultima conduzione risale al 2018 con “Zero e lode!”, un programma che costava pochissimo e ha avuto un grande successo».

Però non venne rinnovato per la stagione successiva. E lei sparì di nuovo dagli schermi.
«Mi è dispiaciuto molto, grazie a “Zero e lode!” si era ricreato il rapporto quotidiano con il pubblico».

Che, però, non smette di seguirla. È bastata la notizia del suo ritorno con “Dolce quiz” a far scatenare i fan sui social.
«È vero, il pubblico non mi ha mai abbandonato, ogni volta che mi rintraccia da qualche parte i riscontri sono lusinghieri. Una cosa che continua a sorprendermi, perché l’affetto della gente non devi mai darlo per scontato. Per un conduttore è il massimo ottenere una popolarità che nessuno può scalfire».

Perché il pubblico la ama così tanto nonostante una carriera, diciamo così, intermittente?
«Penso che le persone vedano in me l’onestà, la genuinità e una certa coerenza, come uomo e nel lavoro. È difficile dirselo da soli ma per la gente sono come quell’amico che è sempre un piacere ritrovare, anche se non lo vedi da un po’ di tempo. Un amico che lasci entrare volentieri in casa tua perché ti piace ascoltare ciò che ha da dirti».

Ma qualcosa non quadra, se per un nuovo programma deve aspettare sempre qualche anno...
«Sì, sono d’accordo. Possedere un mestiere e dimostrare ogni volta di poterlo svolgere con certi risultati dovrebbe essere sufficiente a giustificare una presenza costante. Attenzione, non parlo di sovraesposizione, ma di continuità. Con i risultati che ho ottenuto, e non solo con “Zero e lode!”, dovrei essere un punto fermo dell’offerta televisiva, in un’ottica meritocratica».

E invece?
«Come ha detto lei, tra un programma e l’altro passano anni».

Se ne sarà chiesto il motivo.
«Forse il non essere disposto a salire su certe giostre o frequentare certi giri...».

Lei non ha mai nascosto la sua fede e il fatto che abbia un ruolo centrale nella sua vita. Pensa che anche questo possa averla penalizzata?
«Probabilmente sì. Ho interessi diversi dagli altri, accentuati dal mio percorso di fede, che forse non vengono considerati adatti a chi fa il mio mestiere».

Nel 2022 lei compirà 50 anni. Se le chiedo di tracciare un bilancio in anticipo?
«Le dico che ciò che provo è solo gratitudine per i doni che ho ricevuto finora, partendo dalla vita privata fino a quella professionale. Ancora ricordo gli inizi, i primi spettacoli itineranti… Eppure, dopo tanti anni ancora non riesco a essere indifferente: quando conduco un programma di prima serata e qualche minuto prima c’è il collegamento con il tg mi emoziono come se fosse la prima volta».

Stavolta, però, con “Dolce quiz” non va in onda in prima serata, ma a mezzogiorno.
«Ma sono su Raidue, la rete che ha acceso la mia carriera iniziata, e sempre proseguita, con... “Furore”».

Seguici