Alessio Viola racconta gli eventi del millennio in “Venti20 Volume 2”

Mentre è in onda su Tv8 il venerdì in seconda serata, è in libreria con “Sarò bre”: una raccolta delle sue battute più argute postate su Twitter

Alessio Viola
16 Luglio 2021 alle 08:20

Romano di Roma Nord (ci tiene a ribadirlo), conduttore, volto amato di Sky e adesso anche scrittore. Mentre è in onda su Tv8 il venerdì in seconda serata con il programma “Venti20 Volume 2”, Alessio Viola è in libreria con “Sarò bre”: una raccolta delle sue battute più argute postate su Twitter, il social che è un folgorante elogio della concisione. Lo intervistiamo brevemente, per coerenza.

“Sarò bre”. Per amore della sintesi ha mozzato persino il titolo: manca il “ve” di “bre-ve”. Ma in che altro modo si potrebbe completare il “bre”, in base ai suoi gusti?
«Bre... ...saola? Buona e non fa ingrassare. Bre... ...ssanone? Bel posto e fa fresco. Bre... ...ga nel senso di Mario, l’attore romano. Potrei pure dire: “Sarò bre... ...vo”, come lo pronuncerebbe Lino Banfi. Senza esagerare, però, sennò divento bre... ...suntuoso!».

Perché la diverte sintetizzare in pochi caratteri i fatti d’attualità?
«Perché in tanti anni di lavoro giornalistico ho imparato che a volte un breve motto di spirito serve a decifrare la realtà più di un lungo editoriale».

A quali umoristi si ispira?
«A Ennio Flaiano, Leo Longanesi e Gino & Michele perché, da ragazzo, ho amato molto il libricino comico “Anche le formiche nel loro piccolo si inc...ano” che mi ha trasmesso la grammatica dell’umorismo, l’attenzione per le parole, l’amore per la brevità».

Il suo libro è un diario breve o “brev-iario”, e il breviario è anche un testo liturgico. Lei è credente?
«Ho fatto la comunione e la cresima. Poi ho sviluppato una spiritualità mia, che a volte coincide con quella cristiana. Ogni tanto ancora oggi prego, come un bambino: recito l’Angelo custode».

In cos’altro crede?
«Nell’amicizia».

E in che cosa non crede?
«Negli assolutismi».

C’è chi l’ha definita un “conduttista”. Spieghi, in poche parole.
«L’incrocio tra un conduttore, un battutista e un giornalista. Un conduttista o, se preferisce, un battutore... libero».

Di cosa parlerà l’ultima puntata di “Venti20 Volume 2” il 16 luglio?
«Chiudiamo questo ciclo di racconti sui primi vent’anni del 2000 con una puntata dedicata alla “#Generazione Z”, quella dei nati tra il 1995 e il 2010. Lo considero un atto d’amore nei confronti dei ragazzi giovanissimi che hanno un approccio più fresco, concreto e responsabile di tanti miei coetanei».

Lei, tra 20 anni, come si vede?
«Sono ipocondriaco: spero di essere vivo».

La brevità aiuta sempre o ci sono eccezioni che richiedono lentezza?
«Non bisogna avere fretta a farsi un’opinione: per quello ci vuole lentezza».

L’amore è breve?
«L’amore dura tre anni. Era il titolo di un libro di Frédéric Beigbeder degli Anni 90. Ed è vero».

Su Twitter scrive spesso “Ti amo” per costruire dialoghi ironici. Ma lei è innamorato?
«Lo vorrei tanto, ne ho voglia».

Firma l’affettuosa prefazione al libro la giornalista Marianna Aprile. C’è del tenero fra voi o siete amici?
«Siamo più che amici. Siamo come fratello e sorella».

Insomma, vive solo?
«No. Non vivo soltanto, a volte faccio anche dell’altro (ride

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