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Arriva Cine34, il canale dedicato ai film italiani

Dal 20 gennaio sul numero 34 del digitale terrestre troveremo una nuova rete targata Mediaset con tutto il meglio del nostro cinema

Foto: Federico Fellini sul set di "Amarcord", nel 1973. In alto a sinistra, il logo del nuovo canale Cine34

16 Gennaio 2020 | 16:09 di Enrico Casarini

Lunedì 20 gennaio, di buon mattino, abbiamo un appuntamento con il telecomando del nostro televisore. Dalle 6.20, componendo il numero 34 incontreremo sul digitale terrestre una nuova rete tematica gratuita targata Mediaset. Il suo nome è Cine34, ed è un nome che dice praticamente tutto quello che c’è da sapere sul neonato canale diretto da Marco Costa. Sintonizzandoci sul 34 troveremo, infatti, cinema italiano 24 ore su 24.

In cartellone ci saranno film d’autore e film di genere, titoli popolarissimi e gioielli per appassionati, produzioni di ieri e prime visioni per la tv. Insomma, andremo dalla poesia neorealista di un super classico come “Miracolo a Milano” all’intrattenimento tutto sberle e pistolettate di Terence Hill e Bud Spencer con “Lo chiamavano Trinità…”, e all’altissima tensione di horror classici come “Profondo rosso” o “La casa dalle finestre che ridono”.

La programmazione di Cine34 sarà caratterizzata da appuntamenti fissi: ogni giorno sarà dedicato a un genere riconoscibile dal nome della serata. Quella del lunedì sarà intitolata “I supercult” e proporrà ogni settimana una monografia, ovvero un tema svolto con film di genere diventati “di culto”. Al martedì, invece, conosceremo i “Maestri del cinema”, cioè i film dei grandi registi che hanno fatto amare il cinema italiano in tutto il mondo. Il mercoledì sarà segnato dalle “Sfumature di giallo” dei thriller. Al giovedì “Non ci resta che ridere” con la nostra grande commedia. Al venerdì poi incontreremo “Le bellissime” dei film della commedia piccante (e vedremo film dai toni più e meno sensuali). Il sabato sarà all’insegna dell’avventura con “Lo chiamavano western”, e naturalmente si fa riferimento alla lunga stagione dello spaghetti-western. Ancora azione e tensione, infine, ogni domenica con gli scatenati poliziotteschi di “A mano armata”.

Tanti gli splendidi film che vedremo su questo nuovo canale. Molti però si saranno fatti una domanda: che fine farà Mediaset Extra, che finora ha “occupato” la posizione 34? Lo troveremo sempre sul digitale terrestre, ma alla posizione 55.

Ciak, si parte! il primo giorno celebrerà i 100 anni di Federico Fellini con sette capolavori

Rimini, 20 gennaio 1920: nella casa che sorgeva dove oggi è il numero 60 di viale Dardanelli, a un passo dal porto canale e a pochi di più dalla darsena e dal leggendario Grand Hotel, nasce Federico Fellini (morto nel 1993 a 73 anni). Cento anni dopo, nello stesso giorno nasce Cine34, canale dedicato ai film italiani.

Allora è naturale che dedichi tutta la prima giornata di trasmissioni proprio all’opera del regista che è un’incarnazione del nostro cinema nel mondo. Dalle 6.20 fino a notte fondissima vedremo in totale sette tra le opere più amate e importanti del genio romagnolo, più il suo contributo al film a episodi “Boccaccio ’70”.

E le emozioni che ci regaleranno saranno tantissime. Ad aprire la maratona sarà “Lo sceicco bianco” alle 6.20 (poi in replica alle 2.50 di notte). Questo verrà seguito da “8 ½“ alle 8.00 (replica alle 18.50) e “Le tentazioni del dottor Antonio”, l’episodio di “Boccaccio ‘70”, trasmesso alle 10.30. A mezzogiorno toccherà a “La dolce vita” (replica alle 22.50), mentre alle 14.50 vedremo “I vitelloni” (replica alle 0.50). Alle 16.50 sarà la volta di “Giulietta degli spiriti”, mentre alle 21 vedremo “Amarcord”.

Cosa abbia significato Fellini per il cinema mondiale è impossibile da sintetizzare. Ma in effetti potrebbe bastare una parola soltanto. Fellini ha generato un aggettivo d’uso in tutte le lingue: “felliniano”, che rende ancora meglio nell’inglese “felliniesque”, ovvero qualcosa di visionario, surreale e a suo modo grandioso come può essere solo un suo film. Dopo una intensa giovinezza riminese, il 19enne Federico va a Roma, dove emerge subito come vignettista e autore satirico. La sua vena è così ricca che inizia anche a scrivere freneticamente testi per la radio. Il passaggio al cinema è rapido: mette le mani in decine di soggetti e sceneggiature, dalle commedie più commerciali ai capolavori del neorealismo (“Roma città aperta”, “Paisà”…). Nel 1952 dirige il primo film tutto suo, “Lo sceicco bianco”, ed è l’inizio di una storia trionfale. Vincerà cinque premi Oscar (l’ultimo, nel 1993, alla carriera) e si farà mito attingendo a un patrimonio infinito di sogni, ricordi e ossessioni.

Tutto in una girandola di collaborazioni storiche (con Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Tonino Guerra e il musicista Nino Rota, tra
gli altri), amicizie sornione e amori veri o presunti. Fellini è un mito che genera altri miti: Mastroianni come l’uomo italiano per definizione, le donne prosperose e al contempo madri, la “dolce vita”, l’infinita persistenza della giovinezza, il circo come messa in scena della vita tra spettacolo e tristezza.