Home TvBallando con Milly Carlucci: «In discoteca ero una frana: io amo il tango»

Ballando con Milly Carlucci: «In discoteca ero una frana: io amo il tango»

Non si ferma mai e sta lavorando sia al nuovo "Ballando con le stelle" sia alla 2a edizione di "Il cantante mascherato"

Foto: Milly Carlucci  - Credit: © Iwan Palombi

18 Giugno 2020 | 11:32 di Stefania Zizzari

Pensi a Milly Carlucci e ti viene subito in mente un ciclone di energia travolgente. Da 15 anni è alla guida di un programma complesso come “Ballando con le stelle” e ne controlla ogni più piccolo ingranaggio: nulla sfugge al suo controllo. E lo stesso succede con “Il cantante mascherato”, un’altra sfida super impegnativa in termini di controllo dal momento che l’intero show si basa sulla segretezza dell’identità dei concorrenti.

Milly organizza, Milly presenta, Milly sa ballare, Milly sa cantare, Milly sa recitare, Milly parla correntemente le lingue, Milly è stata una campionessa di pattinaggio artistico, ma… c’è una cosa che Milly non sa fare: il pane. Anzi no. Ora Milly sa fare pure quello. «In questi tre mesi mia sorella Anna è venuta a stare da noi» ride Milly. «Lei è una cuoca sopraffina e ha una passione per le cose naturali. A causa della mia intolleranza al glutine io posso mangiare solo il pane di grano saraceno, ma il fornaio dove mi rifornisco purtroppo era chiuso per via dell’emergenza Covid. Allora Anna mi ha insegnato a farlo in casa».

Ha imparato a fare una cosa nuova…
«Già ed è bello. Si riempie la casa di questo profumo magnifico e poi ha un sapore buonissimo. E sa una cosa? Questa competenza rimarrà in dotazione in questa famiglia: ho intenzione di continuare a farlo. Anche mio padre si è appassionato, in fondo basta prendere un po’ la mano, non porta via molto tempo e il risultato dà grande soddisfazione».

A proposito di soddisfazioni, tra quelle professionali “Ballando” è in prima linea.
«Sì. Siamo all’edizione numero 15 e le parole d’ordine sono due: felicità e sorrisi, perché ne abbiamo tanto bisogno. Ora ci serve una pausa di evasione mentale. La televisione è stato un mezzo preziosissimo in questo periodo, ci ha informato e con un lavoro capillare e battente ha spiegato, a un popolo di natura non proprio disciplinato come il nostro, il bisogno di seguire delle regole. E lo abbiamo fatto, giustamente. Adesso però, pur con le dovute attenzioni abbiamo bisogno di ritrovare la libertà di sognare, di fare cose nuove e di stare insieme, perché è così che la creatività si accende».

Tornerete in onda a settembre?
«Sì. Quando la struttura Sicurezza della Rai ci darà il via allora potremo partire con tutto l’entusiasmo e la voglia di tornare a fare televisione. Presumibilmente entro la metà di settembre».

Ci saranno delle novità?
«Il mio desiderio è quello di proporre “Ballando” nella sua formula originaria. Avremo sempre 13 coppie, la giuria è confermatissima, Carolyn Smith, Guillermo Mariotto, Fabio Canino, Ivan Zazzaroni e Selvaggia Lucarelli. E poi torneranno i nostri commentatori a bordo campo: Roberta Bruzzone e Alberto Matano. Quest’ultimo si alternerà in una staffetta con i suoi colleghi del Tg1 Laura Chimenti, Emma D’Aquino, e Francesco Giorgino».

I concorrenti si cimentano in 18 tipi diversi di ballo. Qual è il ballo che lei preferisce da spettatrice?
«Mi piacciono i balli di interpretazione nei quali vedi l’espressività del ballerino, la sua anima e non solo la tecnica. Come per esempio il tango “scenario”, che è quello in cui c’è un grande movimento di piedi, e in alcuni momenti la donna viene sollevata, fa dei passi con le gambe in aria e poi torna a terra. È meraviglioso. E mi stupisce perché i loro piedi e i loro corpi sono talmente incrociati l’uno con l’altro che ti chiedi: “Ma come fanno ad avere questa precisione?”. Basta mezzo centimetro e fai inciampare e cadere a terra l’altro...».

E quello che lei balla meglio?
«Quello più adatto a me è sempre il tango, anche perché per via dei miei problemi di schiena non potrei fare i balli veloci e saltati come il rock ‘n roll, il jive o il boogie. Il tango invece è per tutti, mi sono persino azzardata a farlo in trasmissione quando un paio di anni fa mi mancò il ballerino per una notte: misi insieme una micro coreografia di tango e feci io la ballerina per una notte. Proprio con un tango: aiutata dalla guida sicura del maestro riuscii a non farmi tirare i pomodori addosso (ride)».

Un’ ipotesi del tutto impossibile d’altronde.
«No no, succede. Il ballo è una delle cose in cui le chiacchiere stanno a zero: o la coreografia la sai fare oppure no».

Nei 15 anni del suo programma lei ha dimostrato che tutti, con l’allenamento e lo studio, possono imparare a ballare.
«È proprio così. Lo può fare chiunque, anche chi non si sente portato e una cosa è certa: ci si diverte moltissimo e ci si tiene in forma. Quest’anno alle selezioni che ho fatto per “Ballando on the road” si è presentata una coppia meravigliosa: lui 98 anni e lei 86. E hanno ballato uno swing…».

Alle feste nel periodo della scuola lei era un tipo che si scatenava in pista?
«Io andavo a poche feste perché quelli erano gli anni dell’allenamento tosto di pattinaggio e nel weekend in genere c’erano le gare. Ma ricordo che erano soprattutto in discoteca, dove si ballava con le braccia e le gambe in libertà: io non riuscivo a trovare uno stile e… diciamo che “facevo un po’ tappezzeria” (ride)».

Sta lavorando anche alla seconda edizione di “Il cantante mascherato”?
«Sì, ci saranno nuove maschere perché sono legate alla personalità del personaggio che si nasconde sotto. Potrebbero essere più delle quattro puntate della scorsa edizione e quindi i concorrenti dovrebbero essere più di otto, per poter andare avanti con le eliminazioni».

A proposito di cantanti, qual è quello di cui può dire: «So tutte le canzoni a memoria»?
«Il primo è Freddie Mercury, sono da sempre una fan dei Queen, li ho seguiti in diversi concerti negli Stati Uniti. A parte le loro canzoni, mi piaceva il loro modo di stare in scena e Freddie Mercury era un mito. Sono anche una grande fan di David Bowie, che purtroppo non sono mai riuscita a vedere dal vivo. Ho visto invece Cher e Tina Turner durante il mio “periodo americano” di frequentatrice di concerti. Cher e Tina Turner sono altri due grandi miti della mia vita, non solo per la meraviglia della voce e la potenza della canzoni, ma anche per la presenza scenica. Di questi quattro artisti che le ho citato potrei non solo cantarle a memoria tutte le canzoni ma anche dirle come erano vestiti ai concerti che ho visto».

E in Italia?
«Amo tantissimo la musica in generale e seguo anche quella italiana, da Zucchero a Baglioni, dai Negramaro a Morandi, da Battisti a Celentano. Sono anche attenta a tutti i giovani che hanno successo, come Achille Lauro per esempio, perché vuol dire che hanno intercettato un sentimento».

Con i suoi figli condivide la passione per la musica?
«Sì, entrambi hanno studiato pianoforte e chitarra, e mio figlio Patrick ha continuato a coltivare questa passione. Vive a Londra e nel tempo libero fa il dj nei locali underground. È sempre andato in giro a seguire concerti e quando era minorenne spesso l’ha accompagnato mio padre. Un nonno “santo”, perché parliamo di gruppi che non si esibivano mica negli stadi ma nei pub bui e fumosi di qualche paesino sperduto alla fine del mondo».

Le ha fatto conoscere qualche gruppo?
«Come no? Innanzitutto i Coldplay, di cui mi sono innamorata pazzamente. Poi i Green Day e i Thirty seconds to Mars, per citarne solo alcuni».

Ma lei durante la giornata canta?
«Come no? Ma più che cantare mormoro, faccio il coro muto con la bocca chiusa, ha presente? Non dico le parole perché non le ricordo mai con precisione, ma più o meno me le canto nella mia testa mentre faccio il sottofondo musicale mormorando».

Quando le capita: in auto, sotto la doccia oppure in altre situazioni?
«Non solo. Anche quando sto scrivendo al computer o perché no? Quando… sto impastando il pane (ride)!».