Belen Rodriguez presenta “Le Iene”. E in questa edizione è anche inviata

«Se potessi incontrare la Belen bambina, la abbraccerei con queste parole: “Non aver paura, andrai alla grande!”»

18 Ottobre 2022 alle 08:29

Le gallerie che stava attraversando in macchina hanno reso un po’ difficile la nostra conversazione al telefono. Ogni tanto ci perdevamo e dovevamo riprendere il filo. Ma la sua voce, interrotta di tanto in tanto dalla mancanza di campo, non ha mai perso vigore e sensualità. Perché Belen Rodriguez, oltre a essere un’icona di bellezza e una conduttrice di talento, ha anche un timbro irresistibile, con quel delicato e inconfondibile accento argentino.

Belen è abituata alle interviste, sa come trattare i giornalisti ed è sempre gentile e disponibile. Basta non toccare, nemmeno lambire, le questioni di cuore. «Alla fine di tutte le interviste c’è sempre la domanda sulla vita privata. Sono un po’ stufa...» ci rivela con la sincerità che la contraddistingue da sempre. Lo spunto per la nostra conversazione, invece, è la sua brillante conduzione di “Le Iene”, il programma più irriverente di Italia 1, di cui ha preso il timone lo scorso inverno, affiancata ancora una volta da Teo Mammucari.

Belen, in questa edizione di “Le Iene” c’è una grande novità: lei non veste solo i panni di conduttrice del programma, ma anche di inviata sul campo. Quanto si è divertita?
«Condurre mi diverte tantissimo, ma nel ruolo di inviata mi sono proprio appassionata. Per me è stata anche una prova impegnativa da un punto di vista mentale. Abbiamo trattato un argomento molto serio, cioè la dismorfofobia (disturbo psicologico che nasce dalla preoccupazione cronica e immotivata per un presunto difetto fisico, ndr). Ho incontrato una ragazza che soffriva di quel disturbo e mentre mi raccontava la sua esperienza ho capito quanto dolore ci possa essere in questo tipo di storie».

Com’è nata l’idea di realizzare un servizio sulla dismorfofobia?
«Stiamo vivendo un momento difficile, soprattutto le nuove generazioni. Viviamo in una società in cui c’è poca comprensione e attenzione per l’altro. Non ci si aiuta quando invece dovremmo essere tutti più uniti, come dice Gianni Morandi. Mi viene in mente, per esempio, il caso di bullismo di Marco Bellavia al “Grande Fratello Vip”. È stato un episodio gravissimo. Credo che si debba affrontare più spesso un argomento come la dismorfofobia perché le persone, soprattutto i più giovani, quando si guardano allo specchio si vedono deformate. Un po’ come accade per l’anoressia. Spesso questi disagi nascono da un insulto o semplicemente da un giudizio approssimativo. E talvolta certe parole possono portare a vere e proprie disgrazie».

Nel servizio è stato coinvolto anche Fabrizio Corona (ex compagno di Belen), intervistato sull’uso della chirurgia plastica e sui cambiamenti fisici. Abbiamo notato che lei spesso rideva. Cosa avrebbe voluto dirgli?
«Di comportarsi bene sempre...».

A proposito di cambiamento, lei è una che ama guardarsi indietro o che, al contrario, dà le spalle al passato?
«A volte guardarsi indietro ci fa bene perché ci riconosciamo in qualcosa che abbiamo fatto, ma è un lavoro tosto. Io sono abituata a guardare avanti. Sono una persona in continua evoluzione».

Se dovesse incontrare la Belen di tanti anni fa, che cosa le direbbe?
«Se potessi scegliere, mi piacerebbe tanto incontrare me da piccolina, magari alla stazione, in procinto di prendere un treno. Le andrei incontro e la abbraccerei, le darei tanti baci sul viso e le direi: “Non avere paura, che andrai alla grande!”».

Lei racconta spesso della crisi economica in Argentina che la costrinse a lasciare la famiglia per cercare fortuna. Ma quando è venuta la prima volta in Italia, chi l’ha aiutata?
«All’inizio sono stata a Riccione dove facevo la ragazza immagine. Ma non la cubista! Ci tengo a precisarlo, perché ho ballato sui cubi con le mie amiche da giovane, ma non lo facevo per lavoro. In quel periodo non mi ha aiutato proprio nessuno. Ricordo che dividevo l’appartamento con cinque donne, dormivamo l’una sull’altra (ride) ma tra noi non c’era solidarietà femminile, ahimè».

La complicità con le altre donne l’ha poi ritrovata negli anni?
«Il mio attuale team è formato per la maggior parte da donne. Ci sono soltanto due maschi. Credo molto nello spirito di squadra al femminile. E soprattutto, ho conosciuto e conosco tantissime donne in gamba».

Tornando al suo racconto, che cosa ha fatto poi?
«Me ne sono tornata in Argentina. Ero delusa perché mi avevano detto che avrei fatto la modella, invece lavoravo solo in discoteca ed era un’esperienza che non mi gratificava. L’unica cosa positiva è che sono tornata a casa con le tasche piene perché l’euro valeva tantissimo in Argentina. Una sensazione mai provata prima…».

E poi?
«Sono ritornata in Italia e ho cominciato a lavorare per un’agenzia di Bologna. Da lì è iniziato tutto».

La sua storia è la fabbrica dei sogni di una donna che ha saputo prendere a morsi la vita.
«La verità è che io non ho mai avuto sogni, ma obiettivi. I sogni rimangono tali e si fanno dormendo. Gli obiettivi implicano pragmatismo e per raggiungerli io lavoro sodo».

Oggi che valore dà al denaro?
«Lei ci crede che io non so quanti soldi ho sul conto corrente? Non li controllo più, ma non perché siano tanti. Certo, adoro averli perché mi fanno tanto comodo, grazie ai soldi ho la libertà di pagarmi una vacanza o togliermi degli sfizi. Ma non sono una mia priorità».

Quando i suoi fratelli Jeremias e Cecilia hanno preso parte a programmi tv, lei era contenta o ha pensato a una sovraesposizione della famiglia Rodriguez?
«Rispondo solo che loro sono la mia famiglia. Per me erano e sono tutto. Sempre».

Alla mia ultima domanda, sul perché della decisione sua e dell’ex compagno Stefano De Martino di avere fatto scadere per due volte la richiesta di divorzio, Belen “schiva” con eleganza e si fa maliziosamente scudo rispondendo così: «Ha un’altra domanda...?».

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