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17 Gennaio 2010 | 08:38

Beppe Fiorello nella fiction «Lo scandalo della Banca Romana»

E' stato il «padre» di tutti gli scandali italiani. Ha coinvolto banche, presidenti del Consiglio, ministri. Ed è avvenuto cent'anni prima di Tangentopoli. Oggi «Lo scandalo della Banca Romana» rivive in una fiction per Raiuno (in onda stasera e domani) interpretata da Beppe Fiorello...

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Beppe Fiorello nella fiction «Lo scandalo della Banca Romana»

E' stato il «padre» di tutti gli scandali italiani. Ha coinvolto banche, presidenti del Consiglio, ministri. Ed è avvenuto cent'anni prima di Tangentopoli. Oggi «Lo scandalo della Banca Romana» rivive in una fiction per Raiuno (in onda stasera e domani) interpretata da Beppe Fiorello...

17 Gennaio 2010 | 08:38 di Redazione

Beppe Fiorello (foto Kikapress)
Beppe Fiorello (foto Kikapress)

E’ stato il «padre» di tutti gli scandali italiani. Ha coinvolto banche, presidenti del Consiglio, ministri. Ed è avvenuto cent’anni prima di Tangentopoli. Oggi «Lo scandalo della Banca Romana» rivive in una fiction per Raiuno (in onda stasera e domani) interpretata da Beppe Fiorello.

Il marcio comincia a venire a galla nel 1889, a Italia unita da neanche trent’anni. La speculazione edilizia e la corruzione politica gravano sugli istituti di credito: per salvarsi, la Banca Romana, ex Banca dello Stato Pontificio, ha stampato senza autorizzazione milioni di lire. Malgrado gli insabbiamenti, le indagini riveleranno collusioni ai massimi livelli, portando alla caduta del primo governo Giolitti.

«La storia, purtroppo, si ripete» racconta Beppe Fiorello. «Il film è una copia da carta carbone dell’attuale situazione, italiana e forse mondiale, in cui capita che la politica faccia l’occhiolino all’economia sporca e al malaffare». Il tema centrale è l’integrità: Fiorello interpreta un giornalista che i potenti cercano di corrompere e che alla fine saprà riscattarsi. «Anche allora la politica comprava i media» dice l’attore «ma un altro tema attuale sono le conseguenze sul cittadino comune. Ieri come oggi, quando c’è un crollo, tutti alzano le braccia dicendo che è colpa del sistema».

Il rischio di questa fiction è che gli scandali del passato possano giustificare quelli del presente: se c’erano nell’800, come stupirsene nel terzo millennio? «Al contrario» dice l’attore. «Il fatto che nulla sia cambiato fa solo preoccupare. E io spero che questa fiction dia la possibilità a chi ci governa di non cadere negli stessi errori. La dedico a tutti i politici, dicendo loro di guardare attentamente i colleghi del passato». Polemiche in vista? Possibile, anzi probabile. «Molti si indigneranno del parralelismo, qualcuno dirà che non è vero, i politici ci stuzzicheranno. Ma la voce più giusta sarà quello del pubblio, che riconoscerà l’attualità».

E il prossimo progetto di Fiorello è ancora più scomodo: in «Il sorteggio» (il 19 gennaio in anteprima a New York, in primavera su Raiuno), l’attore è un operaio della Fiat scelto come giurato popolare nel primo processo alle Brigate Rosse.

 

di ALBERTO ANILE