Home TvBianca Guaccero: «Vorrei cantare a Sanremo: ma in gara!»

Bianca Guaccero: «Vorrei cantare a Sanremo: ma in gara!»

Si divide tra il programma “Detto fatto” e il set di una nuova fiction. Sta per compiere 40 anni e svela uno dei suoi sogni

Foto: Bianca Guaccero  - Credit: © Iwan Palombi

14 Gennaio 2021 | 8:47 di Tiziana Lupi

Bianca, il 15 gennaio lei compie 40 anni. Possiamo farle gli auguri?
«Non me lo ricordate! E ancora niente auguri, per piacere».

È una forma di scaramanzia?
«No, è che voglio difendere i miei 39 fino all’ultimo. Quel “4” davanti è troppo grande per l’età che mi porto dentro. Come si dice dalle mie parti “non c’azzecca”, non c’entra niente».

Quindi è inutile chiederle di fare un bilancio dei suoi primi 40 anni?
«No, perché è comunque un momento importante della mia vita: si sono chiusi tanti capitoli, molte cose stanno quadrando. Mi è costato un po’ di fatica ma ora sento di avere davanti a me un libro bianco con le pagine tutte da scrivere».

Sembrerebbe un ottimo motivo per festeggiare.
«Quando ero piccola invidiavo le mie amiche che facevano il compleanno in estate perché potevano fare la festa al mare, sulla spiaggia. Visto che, a causa del Covid, non potrò fare grandi cose adesso, ho avvisato che è tutto rimandato all’estate. Così coronerò il mio sogno di festeggiare il compleanno abbronzata».

Ha citato il Covid: come sta affrontando questo periodo?
«Vivo a Milano ed è stato tutto complicato fin dall’inizio. Nel corso dei mesi ho attraversato diverse fasi: angoscia, depressione, consapevolezza. Oggi ci convivo perché, mio malgrado, è diventato parte della nostra vita. Viaggiando molto per lavoro prendo tutte le precauzioni necessarie: quando torno a casa tolgo le scarpe, disinfetto le valigie e tutti gli oggetti».

Ha detto che sta viaggiando molto per lavoro.
«Durante la settimana sono a Milano per “Detto fatto” e nel weekend vado in Puglia per le riprese di “Fino all’ultimo battito”, una serie che Cinzia TH Torrini sta girando per Raiuno. Interpreto Rosa, un personaggio un po’ borderline, a cavallo tra il bene e il male. Sono contenta perché con Marco Bocci, Violante Placido, Loretta Goggi, Fortunato Cerlino e tutti gli altri attori del cast è nata una bella complicità».

A proposito di “Detto fatto”, questo è il terzo anno.
«Amo profondamente il programma e tutti coloro che ci lavorano. Si è creato un gruppo magico, siamo molto uniti e abbiamo un rapporto che va al di là del lavoro che, pure, ci impegna 24 ore su 24. “Detto fatto” mi ha insegnato tanto: per me, che avevo bisogno di imparare e crescere professionalmente, è stato quasi un’università dell’intrattenimento».

Lo condurrà anche il prossimo anno?
«È presto per parlarne, vedremo».

A parte “Detto fatto”, cosa le piacerebbe fare?
«In quello studio è scoppiato l’amore per la conduzione che, in realtà, avevo fin da bambina. Ha ragione Venditti quando canta: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Amo molto i vecchi varietà come “Milleluci”, “Studio Uno”, “Senza rete” e mi piacerebbe un programma che ricreasse quelle atmosfere ma in maniera moderna, un intrattenimento puro. Nello stesso tempo mi piacciono anche i programmi, passatemi il termine, “alla Fiorello”».

Vorrebbe fare un “one woman show”?
«Mi piacerebbe poterne parlare con il direttore di Raiuno. Lavoro da tanti anni in Rai, l’azienda in cui ho iniziato da ragazzina e sono diventata donna. Mi auguro che vogliano continuare a farmi crescere».

Come sogno nel cassetto non c’è male.
«Se è per questo, ne ho anche un altro».

Quale?
«Vorrei partecipare, in gara, al Festival di Sanremo».

Per quest’anno è tardi.
«Non ho fretta. Mi piacerebbe cantare un brano su una donna come me, una senza un uomo potente alle spalle, che si è conquistata tutto da sola».

Che rapporto ha con la musica?
«È una passione. Non sono una cantante ma canto da quando avevo 2 anni. La musica mi avvicina ai miei sentimenti, quando la ascolto mi lascio andare. E quando sento mia figlia Alice cantare mi emoziono. Ho conservato un video in cui lei, a soli 2 anni e mezzo, cantava “Una carezza in un pugno” talmente bene… Se volesse seguire questa passione, sarei felice».

Rimanendo nel campo musicale, lei ha anche condotto insieme a Enrico Ruggeri “Una storia da cantare” dedicata a miti come Lucio Battisti, Fabrizio De André…
«Un’esperienza che mi piacerebbe ripetere all’infinito. Abbiamo ancora tanti artisti da raccontare».

Per esempio?
«Mia Martini, Luigi Tenco, Renato Zero, solo per citare i primi che mi vengono in mente».

Torniamo ad Alice: cosa dice del lavoro della sua mamma?
«Non mi guarda mai in tv, è il mio lavoro e, come tale, lei lo odia. A lei dedico tutto il mio tempo libero: guardiamo i film, correggiamo i compiti e parliamo tanto. Mi faccio raccontare tutto quello che fa a scuola. Lei è più pagliaccio di me, certe volte sembriamo due sceme ma ci facciamo un sacco di risate».

In questi giorni, tra una polemica e l’altra, i bambini sono tornati a scuola.
«E io non posso che fare un applauso alle maestre. Soprattutto a quelle di Alice che, fin dall’inizio dell’anno, sono state bravissime a non far vivere ai bambini il Covid come un incubo».

In che modo?
«Per esempio, visto che per loro stare soli al banco era qualcosa di inusuale, gli hanno fatto trovare il banco singolo impacchettato con un bel fiocco come fosse un regalo. È anche vero che i bambini sono molto più bravi di noi: quando Alice vede qualcuno senza la mascherina lo rimprovera. Poi, certo, c’è rimasta male perché a Natale non ha potuto vedere i cugini come ha sempre fatto, ma complessivamente mi sembra che se la stia cavando benino».

Abbiamo iniziato questa intervista dal suo imminente 40º compleanno.
«Come ho detto, è un periodo fondamentale della mia vita, uno di quelli in cui o acceleri e cambi o rimani sempre uguale. Io vorrei andare avanti sulla strada che ho intrapreso: essere sempre più coraggiosa e sicura di me stessa. Sono felice? Ancora no, la felicità non l’ho raggiunta totalmente. Ma sono soddisfatta».