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«Black Mirror 4», le anticipazioni dell’autore e della produttrice

Cosa succederà nella quarta stagione? Vedremo un sequel di «San Junipero»? Tutte le risposte qui

27 Dicembre 2017 | 14:20 di Valentina Cesarini

Per un appassionato di «Black Mirror», la serie tv che nel 2011 ha rivoluzionato non solo la scrittura ma anche l'immaginario legato al concetto stesso di "serie televisiva", incontrare l'autore Charlie Brooker e la produttrice Annabel Jones è un'occasione indimenticabile. «Black Mirror» - tradotto letteralmente «specchio nero», ovvero il display del nostro smartphone/pc/dispositivo in modalità offline - non è una serie qualunque ambientata in un futuro distopico; è piuttosto un viaggio esplorativo nei meandri dell'evoluzione tecnologica e della nostra società, che sfrutta una storia di vita quotidiana a noi vicina (ogni episodio è una storia a sé) per rivelare i possibili scenari delle perversioni più distorte della mente umana. È infatti attraverso il meccanismo dell'identificazione dello spettatore con i protagonisti delle vicende raccontate che «Black Mirror» riesce a evocare un senso di profondo malessere: è davvero lo sviluppo della tecnologia a farci paura, o piuttosto il modo in cui noi esseri umani possiamo utilizzare gli strumenti sempre più raffinati in nostro possesso per distruggere tutto ciò che di "umano" ci è rimasto? 

Nella prima puntata della prima stagione, dal titolo «The National Anthem» («Messaggio al Primo Ministro» in italiano), il primo ministro del Regno Unito veniva costretto a consumare un rapporto sessuale con un maiale, in diretta nazionale su YouTube: ha senso chiedersi se fosse la copulazione in sé a disturbarci, o forse il fatto che i concetti di cyberbullismo e di libertà potessero assumere un significato nuovo, dal momento che si andava a intaccare il territorio intoccabile per definizione, quello della politica. Se nemmeno il primo ministro può rifiutarsi di dire addio alla propria famiglia, alla propria dignità, alla propria vita dunque, cosa resterà di noi comuni cittadini?

Sono passati già sei anni da quello sconvolgente episodio e la serie si è trasformata nella forma ma non nella sostanza: dalla terza stagione, con il rilancio di Netflix e l'avvento della produzione americana (e della distribuzione worldwide), le puntate hanno iniziato a offrire un ventaglio sempre più ampio di scenari, alcuni molto patinati, altri romantici, altri ancora satirici, rendendosi digeribili da un pubblico sempre più ampio.

«San Junipero»: un sequel nella quarta stagione?

Questo episodio della terza stagione è stato molto spesso oggetto di discussione: una puntata ispirata agli anni '80 nell'estetica, malinconica nel racconto ma tutto sommato romantica e consolatoria. Lo afferma Brooker stesso: «Volevamo concedere almeno un po' di speranza allo spettatore». Per i fan della prima ora questa frase suona come un piccolo tradimento (nelle prime due stagioni siamo stati male, ma era proprio questo a farci riflettere su noi stessi); per molti altri risulta invece necessario scorgere una piccola luce in fondo a quel tunnel di distopia e degrado sociale.

La domanda quindi sorge spontanea: possiamo aspettarci un po' di romanticismo anche nella quarta stagione? La risposta la troverete nella video intervista di apertura.

Jodie Foster regista di «Arkangel»

Nota in Italia soprattutto come attrice, Jodie Foster si è già distinta alla regia dalla fine degli Ottanta e negli ultimi anni ha girato episodi per «House of cards» e «Orange is the new black». Nella quarta stagione di «Black Mirror» ha firmato la regia per l'episodio «Arkangel», la storia di una madre iperprotettiva che viene aiutata a controllare e manipolare la realtà della figlia per il suo bene. La Foster dimostra eccelse abilità nel trasmettere allo spettatore un senso duplice di giustificazionismo e soffocamento, di legittimità e paura, di amore e perversione.

Il tema del controllo è centrale in quasi tutti gli episodi di tutte le stagioni: l'essere umano cerca di portare la tecnologia a un livello sempre più alto e raffinato affinché questa possa aiutarlo a controllare la malattia, la morte, la solitudine, il potere, i rapporti d'amore e famigliari, i ricordi, le paure recondite, l'immagine di sé che proiettia sugli altri.

Speriamo che «Black Mirror 4» non sia profetico

È quando chiedo a Charlie Brooker cosa prova mentre scrive una nuova storia, se non senta anche lui, in fondo, il terrore che ciò che sta buttando giù nero su bianco possa presto rivelarsi profetico che risponde sorridendo: «Beh, speriamo proprio che tutto ciò che accade nella quarta stagione non lo sia, altrimenti possiamo considerarci davvero nei guai!»

Dobbiamo quindi aspettarci un'altra bella avventura in sei episodi che ci faranno mettere in discussione il rapporto morboso che abbiamo con i nostri dispositivi tecnologici, ma anche quello talvolta disumano - nel senso di privo del rispetto della libertà altrui - che instauriamo con i nostri simili.

Quando uscirà la nuova stagione?

Tutti gli episodi della quarta stagione saranno disponibili su Netflix a partire dal 29 dicembre 2017.