Carlo Conti: «E poi c’è anche chi mi imita “bene bene bene”»

Il conduttore è ripartito con la nuova edizione del suo varietà dedicato alle trasformazioni

6 Ottobre 2022 alle 08:52

La 12ª edizione di “Tale e quale show” ha preso il via e il varietà di Carlo Conti torna a portare allegria ed emozione il venerdì sera su Rai1 con le imitazioni dei protagonisti, che si esibiscono nei panni delle più grandi star della musica.

Carlo, sono passati dieci anni dalla prima edizione: è uno tra i suoi programmi più longevi e forse il più complesso.
«Sicuramente è quello che richiede il lavoro più grande dietro le quinte. Pensate ai costumi, ai balletti, al lavoro dei tutor, al trucco e parrucco, alla parte musicale, con le scelte dei brani, le tonalità, le prove... è un programma che ha bisogno di tante professionalità».

Scegliere un nuovo cast è sempre più complicato...
«Sì, perché i personaggi sono sempre meno (sorride)! Ma in realtà poi ogni anno arriva qualcuno che non ti aspetti, o qualcun altro nel frattempo si è reso disponibile o altri ancora vengono presi dopo aver provato per tante volte».

Come mai?
«Perché la cosa importante è che il cast sia variegato. È un insieme di tasselli: non è detto che se un artista non è stato preso due anni fa e quest’anno sì è perché sia migliorato. Semplicemente magari due anni fa quel “tassello” era già occupato da un altro artista».

È una questione di incastri dunque. Quali sono i tasselli?
«Già è un vero puzzle (ride). Ci deve essere il nome più famoso, quello meno noto che si può mettere in luce, l’outsider che non ti aspetti, il personaggio che porta allegria... il denominatore comune è la voglia di mettersi in discussione e di fare una gara con se stessi per migliorare. Per il resto c’è la leggerezza del divertimento».

Tra i protagonisti chi è stato più “testardo”?
«Valentina Persia erano tre anni che mandava provini, Claudio Lauretta credo cinque, Antonino l’ho corteggiato davvero per tanto tempo».

Quindi la fila dietro la porta è sempre lunga?
«Sì. Qualcuno ci rimane male ma quando si forma un cast è inevitabile scegliere».

Prima dell’inizio del programma i protagonisti le fanno mai delle richieste su qualcosa che non vogliono fare?
«No, c’è una piena disponibilità. Penso, nel passato, a Sergio Assisi che si è tagliato la barba o a Massimo Lopez che ha rinunciato ai baffi. Quest’anno Valeria Marini mi ha detto: “Io sono una ritardataria cronica, ma qui arrivo sempre puntualissima!”».

In questi anni ha mai pensato di lasciare?
«No, se mi diverto ancora perché dovrei lasciare?».

Con “L’eredità” l’ha fatto. Non si divertiva più?
«È stato per motivi personali, dopo che all’asilo di mio figlio Matteo successe una cosa gravissima».

Quale?
«Un giorno all’uscita mi disse: “Babbo, il mio amico tifa Roma, posso tifare anche io un pochino Roma?”. L’ho preso e siamo andati a vivere a Firenze (ride)!».

Dei dieci anni di programma ce l’ha un ricordo particolare?
«Beh non posso non ricordare l’edizione con Fabrizio Frizzi. Gli telefonai una sera e gli dissi: “Ho una proposta indecente: ti va di partecipare al mio show?”. Ci pensò la notte e la mattina mi rispose di sì. Se penso che oggi questi stessi studi da cui andiamo in onda sono intitolati a lui...».

Lei da bambino faceva le imitazioni?
«Ho cominciato alle superiori. C’era un professore di italiano che ripeteva sempre: “Sono stato chiaro? Ditemi se sono stato chiaro. Vi ho spiegato bene? Ditemi se sono stato chiaro...”. E ci divertivamo a ripetere questo suo intercalare».

E crescendo?
«Più che un’imitazione ripetevo il tormentone “allegriaaa!” di Mike Bongiorno. Non ho mai fatto imitazioni vere e proprie».

Eppure l’abbiamo vista interpretare Zucchero...
«In realtà ero in incognito: era il 2012, l’ultimo dell’anno, in diretta a “L’anno che verrà”, io e Cirilli abbiamo fatto il “Miserere” di Zucchero e Pavarotti. Nessuno si era accorto che nei panni di Zucchero c’ero io, poi siamo andati in pubblicità e al ritorno in onda ero vestito normale».

Se nessuno si è accorto che era lei vuol dire che l’ha fatto bene!
«O l’ho fatto male male male oppure bene bene bene (ride)».

A proposito di bene bene bene... è una delle sue caratteristiche che chi la imita sottolinea.
«L’aspetto fisico, con pochi capelli, pelle scura e occhiali è piuttosto semplice da imitare. Invece c’è quell’intercalare. L’hanno “beccato” David Pratelli, Leonardo Fiaschi e poi anche Fiorello e Nicola Savino, che si diverte a fare il mio “bene bene bene”, esasperandolo un po’ col tono basso della voce, mettendoci un po’ di strascicamento fiorentino, quindi viene fuori così: “bene bene bene” (dice calcando le parole, ndr). Ecco, sto facendo l’imitazione di me stesso (ride)!».

Suo figlio Matteo la imita?
«A volte inconsciamente cerca di rifare le cose che faccio io. Per esempio, quando andiamo a pesca se tiro su l’ancora vuole tirare su l’ancora anche lui, se tiro su i parabordi vuole farmi vedere che ha imparato a tirare su i parabordi anche lui. Ora vuole dimostrare che sa cucinare e l’altro giorno ha preparato degli spaghetti al pomodoro con il suo ingrediente segreto: scorza di limone e qualche fogliolina di rosmarino».

Ma lei non sa cucinare!
«No, di certo non imitava me (ride). Ha avuto l’idea guardando dei bambini che cucinano su YouTube».

I suoi due giudici Loretta Goggi e Giorgio Panariello (insieme con Cristiano Malgioglio) la imitano?
«Giorgio ogni tanto mi fa il verso: “Bene bene bene”. In realtà lui e Leonardo (Pieraccioni, ndr) mi prendono in giro anche nel nostro spettacolo teatrale per il mio essere rigoroso nelle scalette. E Giorgio è un maestro nelle imitazioni. Quando l’ho conosciuto nel 1985 era vestito da Renato Zero: una performance memorabile».

Le piacerebbe se Loretta Goggi facesse la sua imitazione?
«Come no? Credo sia stata la prima donna a imitare anche personaggi maschili, lei sa fare chiunque e tutto: è un’artista completa e una donna intelligentissima. Io sono sempre stato affascinato dagli imitatori, fin da bambino. Ricordo Alighiero Noschese e, poi, Alighiero con Loretta e ancora Gigi Sabani, Virginia Raffaele, che ho voluto al mio fianco a Sanremo».

Anche quest’anno il quarto giudice di puntata sarà un imitatore?
«Sì. Avete visto Fiaschi nei panni di Jovanotti, nella prossima puntata ci sarà Barbara Foria che imita Serena Bortone».

Quali sono i suoi impegni oltre a “Tale e quale”?
«L’11 dicembre ci sarà “Natale e quale”, una puntata speciale dedicata alla raccolta fondi di Telethon, con le canzoni natalizie, e poi a gennaio si rifarà “Tali e quali”, per cinque puntate fino al Festival di Sanremo, con i protagonisti che sono persone comuni».

Tornerà con “I migliori anni”?
«Sì, mi piacerebbe, è un format che mi sta particolarmente a cuore, che è fermo da un po’ e che ha riposato abbastanza. Credo che i tempi siano maturi perché possa tornare».

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