“Casa Vianello”: così nacque “Che noia che barba, che barba che noia”

La tata Giorgia Trasselli ci racconta i retroscena della sitcom con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello

7 Maggio 2022 alle 08:17

Il 7 maggio Raimondo Vianello avrebbe compiuto 100 anni. Ci piace ricordarlo attraverso il racconto di Giorgia Trasselli, l’attrice che per vent’anni, nei panni della tata, ha condiviso con lui e con Sandra Mondaini il set della sitcom più famosa e più longeva della storia della nostra televisione: “Casa Vianello”. E proprio il ricordo di quei vent’anni di lavoro è il cuore del libro che la Trasselli ha da poco pubblicato, dal titolo “Scusi, lei fa teatro?”, che è la prima domanda che Raimondo le fece al provino per il ruolo, appunto, della tata.

Giorgia, è una domanda che le ha cambiato la vita...
«E io non sapevo cosa rispondere! Venivo proprio dal teatro, che allora era considerato una nicchia un po’ snob. Ho pensato: “Magari gli attori di teatro gli sono antipatici”. Risposi un timido: “Sì...”. E Raimondo: “Bene, noi vogliamo attori di teatro”. Sospirai di sollievo!».

Come arrivò a fare quel provino?
«Era il 1987. Il mio agente mi disse: “Gioia (mi chiamava così perché non ricordava mai il mio nome), c’è da fare un provino con Raimondo Vianello per una sitcom che lui girerà con Sandra Mondaini. La prima immagine che mi venne in mente di Raimondo fu lui, irresistibile, vestito da Tarzan. Ma non sapevo cosa fosse una sitcom. “Ha presente I Jefferson e I Robinson? Ecco una situation comedy così, ma con Raimondo Vianello e Sandra Mondaini” mi spiegò il mio agente».

E andò bene.
«Arrivai in un palazzo a piazzale Clodio a Roma. Lì, al primo piano, Corrado faceva “ll pranzo è servito”. Entrai in una grande sala e c’era Raimondo con gli autori. L’incontro fu allegro, mi sentii subito a mio agio. Quando Raimondo mi chiese quanti anni avessi io risposi “Tra i 30 e 40, faccia lei”. Si mise a ridere».

Da allora per tutti divenne la tata, un po’ pasticciona, di “Casa Vianello”. Il suo personaggio non ha mai avuto un nome...
«È vero (ride). Il contratto era per sei puntate. Rimasi vent’anni».

Ricorda il primo giorno di set?
«Certo. Eravamo al teatro Clodio. Raimondo era accogliente e gentile, l’unica raccomandazione che mi fece fu questa: “Niente dialetti. Per il resto... benvenuta!”. Sandra si mise seduta accanto a me e cominciammo a chiacchierare. Mi chiese quasi subito di passare al tu».

Come era una giornata di riprese?
«A Roma girammo solo la prima stagione, poi nel 1989 ci siamo trasferiti negli studi di Cologno Monzese. Si arrivava verso le 11, quasi sempre Raimondo e Sandra venivano insieme, lui lo ricordo con la sua valigetta con dentro i copioni. Dopo il trucco si andava tutti in studio per una lettura di prova. E qui c’era una gag ricorrente».

Quale?
«Sandra entrava e si sedeva sul divano. Raimondo le diceva: “Hai letto il copione? Sai di che cosa si tratta?”. E la sua storica risposta era: “Buongiorno a tutti! Qual è la trama oggi?”. E tutti a ridere. Il fatto è che Sandra era grandiosa nel leggere il “gobbo” in maniera naturale: bastava che Raimondo le spiegasse con poche frasi la situazione e lei poi andava come un treno. Raimondo invece ricordava tutto, aveva una memoria pazzesca».

E poi come proseguiva la giornata?
«Con il pranzo: Sandra prendeva in genere un toast, mentre Raimondo lo ricordo parco col cibo. A mezzogiorno non mangiava, ma tutti i giorni alle 17 prendeva il tè con i biscottini. Registravamo una puntata ogni due giorni e lavoravamo il lunedì, il martedì e poi il giovedì e il venerdì perché il mercoledì Raimondo aveva “Pressing”».

Nei momenti di pausa cosa succedeva?
«A volte andavo a chiacchierare nel camerino di Sandra, altre volte si ripassavano le battute. Raimondo in genere rimaneva in studio a parlare di sport con i tecnici, oppure a leggere il giornale. Capitava anche che passassero i colleghi per salutare, ricordo Paolo Bonolis e Pippo Baudo».

I manicaretti che la tata cucinava che fine facevano?
«In realtà erano preparati dai cuochi della mensa di Cologno (ride). Erano ottimi. Sandra spiluccava qua e là e Raimondo si arrabbiava: “Ma cosa mangi sempre, che poi ti senti male...”. E lei: “Ma se è tutto buono! Come sei noioso... stai sempre a criticare!”».

La frase più famosa di Sandra «Che noia che barba, che barba che noia», ricorda come è nata?
«Lei lo diceva davvero! E la cambiava di volta in volta con “Che vita vuota, che vuota vita” o “Che vita triste, che triste vita...”. Anche il movimento con i piedi che sollevavano la coperta se l’era inventato lei. Mentre Raimondo, impassibile, leggeva la “Gazzetta dello Sport” in attesa che lei smettesse».

Come erano Sandra e Raimondo quando non recitavano?
«Si prendevano in giro. Sandra gli diceva: “Sei noioso, sei barboso, non vuoi mai fare niente!”. Le schermaglie televisive erano in fondo il prolungamento di quelle che avevano normalmente anche a casa, ma c’era pure molta tenerezza, si volevano bene. Lui era attento a lei, anche nelle piccole cose. E se lui aveva una cosa fuori posto, Sandra andava a sistemarla. C’erano tanti momenti di tenerezza».

Ne ricorda uno in particolare?
«Giravamo una scena in cui lui entrava vestito con l’uniforme da ammiraglio. Prima del ciak, lei gli si avvicinò, gli toccò il bavero della divisa e gli disse: “Come sei bello Raimondo!”».

E l’ultimo giorno di set come andò?
«Era il 2006. Ricordo l’abbraccio con Raimondo, poi entrai nel camerino di Sandra per salutarla, lei mi strinse forte, più del solito. Una volta uscita mi feci un gran pianto. Non so perché: nessuno immaginava che sarebbe stata l’ultima stagione. Pensavamo tutti che saremmo tornati di nuovo sul set. C’erano già i nuovi copioni pronti. Invece...».

Giorgia, l’abbiamo di recente vista nella fiction “Fosca Innocenti” dove interpreta Bice, una sorta di tata... contemporanea.
«È vero, è una specie di tata ma completamente diversa da quella di “Casa Vianello”. Anche solo perché ha un nome (ride)! Bice è burbera ma adora la sua “figlioccia” Fosca (Vanessa Incontrada, ndr), ha un grande senso pratico. Mi piace molto lavorare in questa serie, non vedo l’ora di tornare sul set per la seconda stagione».

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