Sanremo 2021

Cesara Buonamici: «Stavo per farmi suora, ma poi papà…»

Di solito è lei a intervistare gli altri. Questa volta invece le parti si invertono: e si racconta con generosità. La giornalista svela il dietro le quinte del Tg5 e le sue passioni: «Il rossetto rosso, l’olio di famiglia e il cioccolato fondente!»

Cesara Buonamici
28 Gennaio 2021 alle 08:41

Domande brevi e risposte chiare e rapide, come piace a lei. La facciamo così, l’intervista con Cesara Buonamici, volto familiare della nostra tv, conduttrice e vicedirettrice del Tg5, che si racconta a Sorrisi con molta generosità.

Partiamo dalla sua infanzia. Se dovesse descrivere com’era da bambina per lanciare un servizio del Tg5, cosa direbbe?
«Ero una bambina timida, che parlava poco ma ascoltava e leggeva molto».

Sognava già di fare questo mestiere?
«Da piccola sognavo di fare il medico, magari in una missione in Africa. Ero affascinata dalla vita di Florence Nightingale, la “signora con la lanterna”, un’infermiera inglese nata a Firenze che si dedicò interamente alla cura delle persone malate e indigenti».

Ma è vero che a un certo punto pensò di farsi suora?
«Sì, è vero. Ho una famiglia molto religiosa, la mia tata carmelitana nei momenti di riposo tirava subito fuori il breviario nero e cominciava a pregare. E io con lei: non so dire quanti rosari in latino abbiamo recitato insieme! A un certo punto cominciai a essere un po’ ossessionata dal senso del peccato e fu mio padre, con grande dolcezza, ad aiutarmi a rimettere in ordine i miei pensieri».

Perché all’Università si iscrisse alla facoltà di Farmacia?
«Sulla scia dell’idea della medicina, dopo una serie di elucubrazioni arrivai alla scelta di Farmacia. Penso che nello studio niente sia buttato via, ma col senno di poi non fu la scelta migliore».

Come si è innamorata della tv?
«Ero molto attratta dalle televisioni libere, locali, che stavano nascendo e più per curiosità che per altro mi presentai a un provino di Tele Libera Firenze. Quando mi telefonarono per dirmi che avevano scelto me, non ci potevo credere. Furono anni belli, divertenti, pieni di entusiasmo».

E oggi che cosa le piace guardare in televisione?
«A parte qualche raro film, io in televisione guardo soprattutto telegiornali e sono una fanatica della rassegna stampa che cerco la notte e la mattina presto su tutti i canali. Guardo anche gli approfondimenti giornalistici con una particolare predilezione per quelli di Rete 4».

Lei è sempre garbata ed empatica quando ci dà le notizie. Sono doti naturali?
«Mi hanno insegnato fin da piccola l’importanza della gentilezza e del rispetto. Se lo sono diventata, è merito della bellissima grande famiglia che ho avuto intorno: i genitori, ma anche la nonna e le zie… E naturalmente la mia tata terziaria carmelitana (ride)!».

A che cosa pensa nei 30 secondi prima di andare in onda?
«A concentrarmi su quello che sto per dire. Da noi niente gobbo, si va a braccio. Cerco di mettere in primo piano le notizie del giorno e di valorizzare nel migliore dei modi il grande lavoro di squadra che c’è dietro a un telegiornale».

Il momento più divertente al lavoro?
«Quello della riunione con i colleghi e il direttore Clemente Mimun. Facciamo di tutto per non meritarci una delle sue proverbiali definizioni, quella di “Corpaccione inerte che non trova mai una notizia”».

Il più stressante?
«Lo stress arriva quando si prepara uno speciale, se un ospite importante ti dà buca all’ultimo, se un collegamento salta. Insomma “il bello della diretta” certe volte è parecchio stressante».

Cosa la rilassa?
«Camminare a piedi, lo faccio sempre, anche quando piove».

Come passa il tempo libero?
«Tutto il tempo libero che ho dal telegiornale lo dedico alla nostra azienda di famiglia a Fiesole, vicino a Firenze. Mio fratello Cesare e io teniamo tantissimo alla nostra terra e ai suoi prodotti, a cominciare dall’olio».

Usa molto l’olio in cucina?
«L’olio è alla base di tutto: da un semplice pane e olio a un pinzimonio, a una bistecca. Io amo molto i minestroni di verdure con un bel giro di olio a crudo».

Quali sono i piatti che le riescono meglio?
«Il roast beef. E i dolci: torta di mele, strudel, montebianco».

Il suo peccatuccio di gola?
«Il cioccolato fondente».

Quello di vanità?
«Il rossetto rosso fiammante».

Noi la guardiamo alla tv mentre siamo a tavola, magari in pantofole. Lei come si veste a casa?
«Con un bel golf comodo, ma non in pantofole».

A cosa non sa resistere?
«A un bel tessuto, a un ricamo che racconta la storia di un popolo: ricordi dai viaggi. Quelli in India e in Cina sono la mia felicità».

È felice dal 1997 accanto al medico israeliano Joshua Kalman. Qual è il segreto della vostra unione?
«Tanta autoironia e una gran dose di pazienza, da parte di entrambi».

In video appare sempre calma, ferma e composta. Ma qualche volta si arrabbia anche lei?
«Raramente, ma anch’io mi arrabbio. Di fronte all’ostinazione ottusa e alla maleducazione».

Qual è la notizia più importante che le piacerebbe dare in questo 2021?
«La cura per il coronavirus».

Sarebbe davvero una bella notizia, ce lo auguriamo tutti. Ma intanto, le va di regalare a Sorrisi un piccolo “scoop” su di lei, qualcosa che ci aiuti a conoscerla ancora meglio?
«E va bene: sono una pigra convinta! Trovo che l’ozio, sia nel senso latino di “otium” come cura di sé, sia in quello più prosaico del fare niente, abbia grande presa su di me, ma faccio un lavoro dove questo dolce vizio non ha spazio: bisogna essere sempre all’erta e pronti a reagire».

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