Home Live newsSorrisi e Gerry Scotti dietro le quinte di «Io canto»

05 Febbraio 2010 | 17:07

Sorrisi e Gerry Scotti dietro le quinte di «Io canto»

Durante la settimana studiano a casa i brani assegnati. Il giovedì pomeriggio arrivano a Milano e il venerdì c'è la prova generale. Sabato sera la diretta e poi tutti a nanna. Ecco curiosità e sogni delle piccole star...

 di

Sorrisi e Gerry Scotti dietro le quinte di «Io canto»

Durante la settimana studiano a casa i brani assegnati. Il giovedì pomeriggio arrivano a Milano e il venerdì c'è la prova generale. Sabato sera la diretta e poi tutti a nanna. Ecco curiosità e sogni delle piccole star...

05 Febbraio 2010 | 17:07 di Redazione

Gerry Scotti e Sara Musella
Gerry Scotti e Sara Musella (foto Frezza/La Fata/P. Muci - PMF)

Sono le otto di un sabato sera e una trentina di bambini scorrazza al primo piano dello studio 20 di Cologno Monzese. Qualcuno telefona alla mamma, qualcuno gorgheggia o beve un succo di frutta o si guarda allo specchio del camerino. «Io non volevo un vestito di velluto nero, io lo volevo rosso!» dice una ragazzina. Infine arriva un’autrice del programma e li richiama all’ordine: «Ora ci sediamo e ci calmiamo un po’». Manca un’ora.

Alle nove e qualche minuto tutti insieme salgono sul palco di «Io canto» e per le successive tre ore intonano questo e quel pezzo musicale, da Caterina Caselli ad Aretha Franklin, da «’O Sole mio» all’«Adagio» di Albinoni. Finché, a mezzanotte in punto, il conduttore Gerry Scotti saluta il pubblico e tutti a nanna. I 30 giovani cantanti vanno in albergo, poi l’indomani torneranno a casa e si disperderanno in tutta Italia.

E così una settimana via l’altra. «I ragazzi hanno regole precise, il lunedì ricevono a casa i tagli musicali che dovranno cantare e li studiano, il giovedì pomeriggio arrivano a Milano accompagnati da un genitore, provano due ore, il venerdì c’è la prova generale e il sabato sera la diretta» racconta Roberto Cenci, che di «Io canto» è regista e direttore artistico e che un programma simile («Ti lascio una canzone») l’ha inventato (con successo) due anni fa per la Rai. Poi anche Mediaset ha deciso di puntare sui bambini canterini e in quattro e quattr’otto ha messo in piedi un programma che il sabato sera dà filo da torcere al supervip «Ballando con le Stelle». «È un programma che piace anche agli investitori pubblicitari, ha un pubblico eterogeneo, con tanti giovani» spiega il capostruttura Simona Raya.

La vita dei ragazzi è scandita dalle prove: alloggiano in un hotel vicino agli studi di Cologno Monzese, mangiano alla mensa Mediaset, un autore li segue durante tutta la giornata, organizza dei giochi quando sono troppo vivaci. Le regole principali? Indossare il giaccone nel corridoio degli studi dove fa freddo, mettersi la sciarpa, non urlare: insomma, la voce prima di tutto.

E Gerry? Gerry Scotti è entusiasta, confessa che da ragazzino sognava di diventare una rock star: e star lo è diventato ma non per la musica. «Adoro la normalità di questi ragazzini, non sono dei fenomeni o dei personaggi da baraccone o dei super belli, sono ragazzi normali». Loro lo chiamano «zio Gerry» e gli chiedono autografi per i compagni di classe, per la nonna che impazzisce per lui, esclamano: «Non hai la pancia come mio papà!», oppure: «Se sei qui a fare le prove come fai a essere in tv col Milionario?». Misteri della tv.