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Così Massimo Giletti risponde alle minacce

La puntata del 10 maggio di “Non è l’Arena” era dedicata alle scarcerazioni dei boss per l’emergenza sanitaria. A guardarla c’era anche il capo mafioso Filippo Graviano

Foto: Massimo Giletti conduce “Non è l’Arena” su La7 dal novembre 2017. Tra il 2004 e il 2017 aveva condotto “L’arena” la domenica su Raiuno

21 Luglio 2020 | 8:15 di Antonella Silvestri

La puntata del 10 maggio di “Non è l’Arena” era dedicata alle scarcerazioni dei boss per l’emergenza sanitaria. A guardarla c’era anche il capo mafioso Filippo Graviano che parlando ad alta voce disse: «Quell’uomo… di Giletti e quel… Di Matteo stanno scassando la m*****. Il ministro fa il suo lavoro e loro rompono il…». Lo ha rivelato Lirio Abbate nel suo ultimo libro “U siccu” (Rizzoli, 18 euro).

Massimo, ha paura?
«La paura fa parte della vita ed è da incoscienti non provarla ma è importante avere il coraggio di fare le cose. Sono soltanto deluso dal fatto di non essere stato avvertito dalle istituzioni».

Qual è il confine tra il dovere di raccontare verità scomode e la preoccupazione di rischiare grosso…
«C’è una sottile linea rossa che appartiene a ognuno di noi. Chi fa questo mestiere sa che spingersi oltre è rischioso. Noi lo abbiamo fatto assumendoci tutte le responsabilità».

Tanti giornalisti hanno pagato a caro prezzo il loro impegno. Qual è il suo modello?
«Ho apprezzato sempre le battaglie condotte da Costanzo e Santoro. Il mio pensiero va ai cronisti che pur di portare a casa una notizia rischiano la pelle».