Home TvDietro le quinte di «Quelli che il calcio»

Dietro le quinte di «Quelli che il calcio»

La lunga giornata di Nicola Savino & C. nel nostro esclusivo backstage

Foto: Lo studio di «Quelli che il calcio»  - Credit: © Stefano G. Pavesi / Contrasto

18 Marzo 2015 | 11:20 di Matteo Valsecchi

È tardo pomeriggio fuori dagli studi della Rai di Corso Sempione a Milano. Nicola Savino è visibilmente stanco: dalla riunione del mattino alla conclusione della diretta di «Quelli che il calcio» è trascorsa una decina di ore, senza quasi una pausa... Eppure, sorridente, si presta a far da vittima ai cacciatori di selfie che si sono appostati in strada da un paio d’ore. «In fondo non mi costa nessuna fatica: hanno aspettato così tanto» sussurra.

Ma per raccontare questa lunga giornata occorre cominciare dall’inizio...

È domenica mattina e la città si sta risvegliando, ma nella palazzina della sede Rai di Milano gli autori e il cast del programma sono già in piena attività per curare tutti i dettagli: l’uscita degli ospiti, le eventuali notizie di attualità da inserire in scaletta, gli sketch dei comici. È questo l’unico momento della giornata in cui tutta la squadra di «Quelli che...» riesce a stare insieme: attorno al tavolo della redazione per mezz’ora e poi liberi tutti, per ritrovarsi solo in studio al via della diretta.

Lucia Ocone e Ubaldo Pantani corrono sotto le mani dei truccatori per trasformarsi nei loro personaggi (hanno bisogno di circa due ore!). Nuzzo e Di Biase, invece, iniziano la scelta degli abiti di scena. Più tranquillo è Nicola che si chiude in camerino per leggere notizie della sua Inter. «Non è una stagione semplice per noi. Però, devo dire che con l’arrivo sulla panchina di Roberto Mancini qualcosa è migliorato».

E proprio su uno dei muri della stanza, una maglietta dei nerazzurri fa bella mostra di sé. È solo uno dei tanti cimeli portafortuna che Nicola tiene con sé: da una foto di quando ancora lavorava come regista a Radio Deejay («per ricordarmi sempre da dove arrivo») a quella di sua figlia Matilda, passando per un cespo di peperoncini rossi regalatogli da alcuni tifosi calabresi: «Lo conservo dalla mia seconda puntata ed effettivamente, da allora, mi sono tolto belle soddisfazioni. Quando iniziai, un anno e mezzo fa, avevo detto di essere arrivato con l’obiettivo di imparare qualcosa. Oggi riconosco che il lavoro in questo programma va sempre meglio. Gli ascolti sono in linea con quanto ci ha chiesto la rete (circa un milione e mezzo di spettatori
alla settimana, ndr), ma più di tutto sono contento della qualità del programma».

E forse non è solo merito dei portafortuna...