Home TvDora Moroni: «Sono abituata ad avere una vita molto difficile»

Dora Moroni: «Sono abituata ad avere una vita molto difficile»

Dall’incidente stradale alla causa per cui rischia di dover vendere la casa: ma lei non si arrende al destino

Foto: Dora Moroni durante uno shooting nel 2012

02 Luglio 2020 | 9:20 di Barbara Mosconi

Dora Moroni è un nome che evoca la televisione degli Anni 70, volti e voci oggi scomparsi o dimenticati, trasmissioni in bianco e nero. All’epoca lei era una promettente e giovane cantante, e la fama arrivò grazie a Corrado che la volle come valletta a “Domenica in”.

Milioni di telespettatori, un successo incredibile e poi, in una tragica notte del 1978, un pauroso incidente d’auto che cambiò per sempre la sua vita e la sua carriera. Tante cure, tante operazioni, l’ultima delle quali, nel 2006, la vede oggi al centro di una complicata vicenda giudiziaria. Qualche anno fa, infatti, Dora si sottopone a un intervento estetico per correggere uno strabismo dovuto ai postumi dell’incidente di 30 anni prima. I risultati non sono quelli sperati. Lei fa causa, ma perde. Nel 2014 ricorre in appello e, nonostante il parere favorevole dei medici legali, la sentenza, in modo imprevedibile, la condanna a pagare 35 mila euro di spese legali. Mentre attende di ricorrere in Cassazione (il suo avvocato Giuliano Romini prevede di chiedere anche un risarcimento allo Stato), il 21 giugno Dora va ospite a “Live! - Non è la d’Urso” dove racconta la vicenda.

Come sta Dora?
«Male, con tutte queste cose successe nelle ultime settimane... È arrivata una sentenza che proprio non ci aspettavamo. Ho uno stato di ansia, devo tenere sotto controllo la pressione. Per fortuna ho tante persone vicino che mi stanno sostenendo».

Dopo aver raccontato la sua vicenda nella trasmissione di Barbara d’Urso, ha avuto qualche reazione?
«A me interessava dire la verità. Poi mi sono arrivate tante proposte di aiuto: ringrazio tutti, ma non sono andata in televisione per chiedere soldi alle persone. Sono andata per dire che sono vittima di un’incredibile ingiustizia giudiziaria».

Ha detto che per pagare i 35 mila euro della condanna dovrebbe vendere la sua casa.
«La casa di Ravenna, la mia città. Ci sono tornata a vivere quando mio figlio Alfredo aveva otto anni, prima vivevo a Milano. L’ho ereditata da mia mamma Martina. Ci vivevo con lei. Ora siamo rimasti io e i miei due gatti, la mia famiglia, li ho chiamati Marty e Alfred».

Quali ricordi sono legati alla casa?
«È l’appartamento dove mia mamma ha vissuto tanti anni, prima c’era anche mia sorella Mary, ci sono tutti gli oggetti della mamma, i suoi libri, testi di filosofia, meditazione, spiritualità, li sto leggendo per entrare nella mente della mamma. So che forse è difficile».

Ha lasciato Ravenna giovanissima.
«Ho cominciato a cantare che avevo 14 anni. In Romagna si cantava nelle balere e io mi esibivo con delle orchestre. Però non cantavo le canzoni romagnole, ma i pezzi della Vanoni, brani americani, Frank Sinatra, Barbra Streisand. Mi sono impegnata tanto per diventare una cantante».

Il successo arrivò grazie alla tv: con “Domenica in” divenne la valletta più amata dal pubblico.
«Avevo cominciato a fare concorsi musicali già a otto anni. A Roma ero arrivata per fare una commedia a teatro e poi sono rimasta. Ho conosciuto Corrado, Mike Bongiorno, Pippo Baudo. Mike Bongiorno avrebbe voluto fare un programma con me, ma poi c’è stato l’incidente».

Ci pensa spesso al terribile incidente in macchina con Corrado che le ha cambiato la vita?
«Ci penso e mi dico: “È successo, non ci si può fare niente”. La vita è fatta così. Non mi importa: è il passato, io ora vivo il presente».

Che persona era Corrado?
«Per me era come un padre, uno di famiglia, aveva un carattere forte. Quando facevo la valletta a “Domenica in” ero giovane, avevo 21 anni. Un giorno mi disse: “Dove vai con quei jeans?”. Diceva che in tv dovevo vestirmi in modo diverso».

Chi le è stato più vicino dopo l’incidente?
«Mia mamma, mia sorella, pochi altri. Dopo un po’ di tempo le persone sparirono. Sono stata nove mesi in ospedale a Roma. Mia mamma mi disse che ero stata in coma due mesi. All’inizio non parlavo, ero bloccata, non mi muovevo e non ricordavo nulla. Corrado ogni tanto veniva a trovarmi».

La riabilitazione è stata lunga?
«Molto. Avevo un insegnante di linguaggio e uno di ginnastica ogni mattina e ogni pomeriggio. Adesso forse parlo un po’ meglio, ma quando sono stanca o emozionata parlo male. Continuo ancora ad andare in ospedale per il linguaggio, ho interrotto per via del coronavirus».

Con il suo ex marito, il cantante Christian, come sono i rapporti?
«Buoni, ogni tanto ci sentiamo, mi chiama e ci facciamo compagnia. Ieri, per esempio, mi ha telefonato quattro volte».

E suo figlio Alfredo?
«Vive in America da 12 anni, era andato lì in vacanza, si è innamorato ed è rimasto. Si è risposato e vive a Los Angeles. Ho una nipotina, si chiama Aeelyn, ha 11 anni e vive in Bolivia, ci vediamo su Skype due volte al mese: io le canto “Besame mucho” e lei balla. Ha una bella voce anche lei».

Quando si rivede in tv nei filmati d’epoca cosa pensa?
«In generale penso che ero carina, non sono una che si vanta. Adesso non mi piaccio. Ho un pochino di nostalgia. Ogni tanto vado a curiosare su Internet, mi piace rivedermi a Sanremo quando cantavo “Ora”. Lì ho cantato davvero bene».

Continua a cantare?
«Gli ultimi spettacoli li ho fatti tre anni fa. La morte della mamma per me è stata una cosa molto triste, ho smesso di cantare. Lo faccio a casa, mi aiuta a livello personale. La musica mi ha sempre aiutata, sin da quando ero piccola, cantavo tanto, anche solo per me. Ora sto imparando “My way”, “La mia strada”, di Frank Sinatra, il testo è lunghissimo, ma io non sono per le cose facili».

Come si svolgono le sue giornate?
«Pulisco la casa, sto con i gatti, vado a fare la spesa, due volte alla settimana vado al cimitero a trovare la mamma e mia sorella. Per spostarmi uso la macchinina elettrica per invalidi».

Nel mondo dello spettacolo ha ancora degli amici?
«C’è Barbara d’Urso, che mi sostiene sempre. Tempo fa ho chiamato Donatella Rettore, che aveva scritto per me la canzone di Sanremo. Non ho più sentito Mara Venier, che nel 2006 mi aveva voluto a “Domenica in”. Mi piacerebbe chiamarla, ma ho sempre paura di disturbare».

Ha nostalgia della tv?
«La televisione resta sempre la mia passione, mi piacerebbe poter partecipare a un programma come “Ballando con le stelle”. Io sono molto cocciuta, amo le sfide».