E un bel giorno la tv si illuminò di colori

50 anni fa ci fu il primo annuncio che diede il via all’addio al bianco e nero: una storia piena di colpi di scena

20 Agosto 2022 alle 08:31

Sabato 26 agosto 1972, i pochissimi italiani dotati di un televisore a colori e sintonizzati sul Secondo programma, il primissimo nome di Rai2, poterono assistere a un evento epocale: Rosanna Vaudetti, storica “Signorina buonasera” e familiare volto della tv, annunciava, per la prima volta a colori, la trasmissione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Monaco di Baviera.

Non si tratta ancora di una trasmissione regolare, quanto di una “prova tecnica”: la tecnologia necessaria per trasmettere a colori, negli Usa diffusa dal 1954, era a disposizione della Rai fin dal 1961, quando erano state inaugurate le trasmissioni del Secondo programma. I principali Paesi europei avevano abbandonato il bianco e nero alla fine degli Anni 60: nella primavera 1968 la Bbc aveva trasmesso a colori l’Eurovision Song Contest di Londra, ma in Italia alcune forze politiche avevano fino ad allora ritardato l’introduzione della nuova tecnologia. Le ragioni di questa scelta erano diverse: tra i partiti della maggioranza, c’era chi sosteneva che fosse pericoloso offrire ai cittadini la tentazione di acquistare gli apparecchi adatti a ricevere le trasmissioni a colori, ancora molto costosi, che avrebbero portato molti italiani a indebitarsi per comprare un bene considerato non di prima necessità.

C’era poi da prendere una decisione di tipo tecnico: scartato il sistema americano, già superato, l’Italia non aveva ancora scelto se adottare lo standard di trasmissioni francese Secam o quello tedesco Pal, che poi finirà per prevalere in tutta Europa (tranne che in Francia e nei Paesi del blocco sovietico). C’era poi chi caldeggiava lo sviluppo e l’adozione di una nuova tecnologia di marca italiana.

Si disse pure che l’industria automobilistica nazionale facesse pressioni perché il budget delle famiglie venisse destinato all’acquisto di un’altra automobile piuttosto che a un apparecchio televisivo, o che alcune importanti aziende italiane dovessero smaltire grandi quantità di televisori in bianco e nero, che avrebbero rischiato di rimanere invenduti.

In occasione delle Olimpiadi del 1972 vennero provate entrambe le tecniche: un giorno le gare erano trasmesse con il sistema “tedesco”, un giorno con quello “francese”. Il direttore generale della Rai Ettore Bernabei aveva fatto installare nel suo ufficio due televisori a colori di tipo diverso, perché si potessero notare immediatamente le differenze, ma non si era giunti a una scelta. I tecnici della Rai avevano dato prova della loro eccellenza già due anni prima, in occasione dei Mondiali di sci di Selva di Val Gardena (BZ) del 1970, che erano stati ripresi a colori per essere distribuiti all’estero, anche se gli italiani non avevano potuto vederli che in bianco e nero.

Le fiction (allora si chiamavano “sceneggiati”) più importanti erano già realizzate direttamente a colori per essere distribuite e trasmesse all’estero. La più famosa produzione tv di quegli anni, “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini, era stata girata a colori: trasmessa nell’aprile del 1972 in bianco e nero, venne poi riproposta agli italiani dieci anni dopo. Dal 1973 la Rai riprende a colori anche il Festival di Sanremo, ma solo per poterlo condividere con le altre televisioni europee: le immagini dell’edizione 1973 sono state recentemente trovate negli archivi della tv ceca e riproposte su RaiPlay.

Chi abitava nelle regioni del Nord vicino al confine poteva già vedere a colori i programmi di Telemontecarlo, della Tv Svizzera italiana e di TeleCapodistria. I lettori di Sorrisi, dal 1974, trovavano sulle pagine del giornale anche la programmazione di queste emittenti straniere. Ma solo nel ‘79, sette anni dopo...

Nonostante le resistenze di una parte della politica (l’opposizione di un partito della maggioranza aveva portato nel 1973 addirittura alla caduta di un governo), i tempi saranno presto maturi perché l’Italia, ultima in Europa insieme a Portogallo e Romania, si convertisse finalmente alla tv a colori. Nell’estate del 1976 era terminato il monopolio statale delle trasmissioni radio e tv e tutte le nuove tv private, che fioriscono immediatamente illuminando il territorio nazionale, erano nate direttamente a colori.

Dopo due anni di ulteriori prove tecniche, e la trasmissione integrale delle Olimpiadi di Montreal del 1976, soltanto il 1° febbraio 1977 la Rai inizierà a trasmettere a colori, anche se non in modo completo: molti programmi, infatti, saranno ancora prodotti in bianco e nero per qualche tempo. L’appena nata “Domenica in” condotta da Corrado, diventa a colori dopo l’estate, “Scommettiamo?”, il quiz di Mike Bongiorno in onda il giovedì sera, inizia a beneficiare della nuova tecnologia dal 5 gennaio 1978, seguito da “Discoring”, la trasmissione musicale di Gianni Boncompagni. Perché tutta la programmazione della Rai passi integralmente a colori bisognerà aspettare il 1979.

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