Home TvEleonora Daniele: «Le vacanze ideali? Tenervi compagnia»

Eleonora Daniele: «Le vacanze ideali? Tenervi compagnia»

«Il lavoro è la mia passione e non sento il bisogno di andare in ferie» spiega la padrona di casa del pomeriggio di Raiuno, dove conduce «Estate in diretta»

17 Giugno 2016 | 13:13 di Stefania Zizzari

«Guardi come è bello, non è meraviglioso? È arrivato a casa nostra ieri e sono felicissima». Eleonora Daniele mi mostra sul cellulare la foto di Furio, uno splendido gattino dal pelo bianco e rosso e dagli occhi celesti. «Sono cresciuta in campagna, ho sempre avuto animali in casa e finalmente ho convinto il mio fidanzato a prendere un gatto». Eleonora è nel suo camerino di via Teulada, Roma. Tra un paio d’ore sarà in onda con «Estate in diretta». Ha ancora i capelli bagnati dopo lo shampoo, un trucco leggero, una tuta da ginnastica e la scaletta della puntata in mano. Questo look acqua e sapone la rende ancora più bella. È ora di pranzo e nel camerino non c’è traccia di cibo. «Ancora oggi, ogni volta che sono in onda mi emoziono come fosse la prima volta e l’adrenalina mi chiude lo stomaco» spiega, «così faccio colazione e tiro fino a cena». Per la maggior parte delle persone, estate è sinonimo di vacanza, ma non per lei. Per il terzo anno consecutivo, infatti, è alla conduzione del contenitore pomeridiano di Raiuno in onda durante i mesi più caldi. 

Quindi niente vacanze?

«Ci saranno: avrò molto probabilmente una settimana libera a settembre, tra la fine di “Estate in diretta” e l’inizio di “Storie vere”».

Intendevo dire vacanze vere e proprie... 

«Intese come un lungo periodo di riposo estivo io non le ho mai fatte. Neanche da bambina».

Scusi se insisto, ma come mai?

«Ricordo solo dei campi scuola con la Diocesi di Padova. Ma duravano una, al massimo due settimane, non di più».

Quindi il fatto di essere sempre in onda e non avere mai il tempo per staccare la spina non le pesa?

«No. Non sento l’esigenza di andare in vacanza. È il mio lavoro, lo faccio con grande passione e non mi pesa proprio. Dice che c’è qualcosa che non va? (ride, ndr)».

Facciamo un gioco. Provi almeno a immaginarla la sua vacanza ideale...

«Mi piacerebbe fare un viaggio con le mie due sorelle Elisa e Cosetta. Non l’abbiamo mai fatto tutte insieme. Magari a New York, una città che amo molto».

Che cosa metterebbe in valigia?

«Scarpe da ginnastica, perché i tacchi non li sopporto più. Carta e penna, perché scrivo in continuazione e non col computer. Un libro che sto leggendo e che mi sta dando tanto: “La quarta via” di P. D. Ouspensky». 

Eleonora, un libro di un filosofo russo dei primi del Novecento... ma lei non si rilassa mai?

«Con i libri non riesco: non ho mai comprato un romanzo di evasione, non mi interessano. Ho sempre preferito libri che facciano riflettere».

 Quindi quando non lavora cosa fa?

«Dormo di più, mangio di meno, ballo... I miei genitori erano appassionati di liscio, sono cresciuta in una famiglia di amanti del ballo». 

Il 20 agosto compirà 40 anni. 

«E farò una grande festa! Sono cambiata tanto negli ultimi tempi. Il lutto per la perdita di mio fratello è un enorme dolore che mi porto dentro, che mi ha segnato profondamente e ha cambiato le prospettive della mia vita. Ma allo stesso tempo mi sento maturata. “Ciò che non ti distrugge ti fortifica” dicono. Ed è proprio vero».

In che modo?

 «Do più valore agli affetti importanti e alle cose che mi stanno a cuore. E, magari, se arrivasse un figlio sarebbe un modo per attaccarmi ancora di più alla vita».

Una vita che per quanto riguarda il lavoro cosa le riserverà ancora?

«Sono contenta di occuparmi quest’anno soprattutto di attualità. Mi piace che a “Estate in diretta” la parte che conduciamo io e Salvo (Sottile, ndr) sia una sorta di prosecuzione di “La vita in diretta”. A settembre riprenderò “Storie vere”. E poi sto scrivendo un altro libro, stavolta un romanzo, che ha sullo sfondo il tema dell’autismo».

E il suo sogno nel cassetto?

«Un programma come autrice, tutto dedicato ai temi del sociale. Secondo me il pubblico in tv cerca il racconto, non lo scontro. Desidera storie nelle quali identificarsi. In un momento in cui ci si allontana l’uno dall’altro credo invece sia importante ritrovare l’idea di condividere, di darsi una mano. Un tempo le persone si aiutavano, oggi il debole viene sopraffatto. Ma cosa è successo? Dov’è che ci siamo persi? Una volta in aeroporto un signore mi è venuto vicino e mi ha detto: “Lei mi piace perché è vicina alla gente”. Mi sono commossa, perché in fondo questo è quello che ho sempre sognato».