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Elisa Isoardi: «Sogno un programma col meglio di me»

In questo periodo è lontana dalla tv ma molto presente sui social. «Sto seminando» dice

Foto: Elisa Isoardi

07 Gennaio 2021 | 8:34 di Stefania Zizzari

Prima i problemi alla caviglia che le hanno impedito di dare il meglio a “Ballando con le stelle”. Poi la mamma Irma che, venuta finalmente dopo tanto tempo a Roma a trovarla, durante una passeggiata cade e si rompe un piede. Diciamo la verità, non è stato un anno così fortunato per Elisa Isoardi. Come del resto per tutti (o quasi). Ma lei non perde il suo buonumore. «Cerchiamo di vedere le cose in positivo: il 2020 ce lo siamo comunque messi alle spalle!» dice. «E per fortuna siamo ancora qui. La prendo con filosofia».

Quanta saggezza Elisa.
«Sto vivendo un periodo di transizione e penso che siano questi i periodi più importanti della vita».

In che modo?
«È facile star bene quando si ha da lavorare. È facile non pensare quando si è impegnati. Invece i momenti di stop, e lo abbiamo visto anche per il lockdown, se si prendono nel modo giusto sono fasi importantissime. Se si cambia la prospettiva, è proprio da questi periodi che impari a crescere, a pianificare le cose in modo sereno. Quando si corre troppo, non ci si accorge di quello che succede intorno a noi».

E lei cosa ha pianificato in questo momento?
«Cerco semplicemente di tenere compagnia alle persone attraverso Instagram, che è una bellissima forma di comunicazione privata perché ti dà la possibilità di far vedere la tua vita al di fuori dei riflettori. Io condivido le mie giornate raccontando tutto quello che faccio, dallo sport al piacere della cucina, dalle persone che frequento ai miei cari».

Non le pesa stare lontano dalla tv?
«Per chi fa il mio lavoro quando non sei sotto i riflettori allora sei in un “periodo basso”. Invece se lo guardi da una prospettiva diversa può diventare un “periodo alto”, un’occasione di costruzione. Se si cerca di fare introspezione magari si capisce qual è la giusta strada. Certo, non è facile trasformare il negativo in positivo».

E lei che cosa ha capito?
«Che se nella vita semini bene alla fine una risposta c’è sempre».

Come sta “seminando”?
«Leggo tanto. Ho ripreso in mano dei classici studiati alle superiori e che non avevo mai avuto il tempo di rileggere, come Verga e Nietzsche. E a proposito, mi piace leggere libri che parlano del tempo, scandito in modo diverso. Come, per esempio, i libri sulla montagna. Quelli di Mauro Corona sono stupendi. Io ho facilità ad avvicinarmi al suo linguaggio perché arrivo da quei posti, da quelle realtà».

E la televisione la guarda?
«Come no? Guardo tutto. Mi è piaciuto molto “The Voice Senior”: lì hanno vinto le storie delle persone. Io ho la fortuna di avere ancora una nonna e poi ho una zia acquisita, ma sento che stiamo tralasciando la generazione dei “senior” ed è un errore. Le loro storie sono preziose perché sono storie di rivincita a qualsiasi età e ci dicono che non dobbiamo mai perdere la speranza. E soprattutto la voglia di ascoltarli».

Come sono le sue giornate?
«Dipende. A volte mi alzo alle sei, faccio delle lunghe camminate senza meta, torno a casa e cucino. Altre volte mi piace stare a letto fino a tardi, leggo, ballo, metto la musica “casuale” e cerco di cogliere il significato delle canzoni che passano. Mi dedico a me stessa».

E quando vuole coccolarsi?
«Massaggi, cura di sé. Da un paio di mesi ho scoperto la “Riflessologia Zu”, un ramo della riflessologia plantare che appartiene alla medicina cinese. Non me la sono andata a cercare, l’ho scoperta per caso: tutto torna, come un ingranaggio della vita. Mi è così utile che ho prenotato delle sedute a tutte le mie amiche. Poi per carità, magari sbaglio, mica sono una guru... Lo consiglio a tutti coloro che vogliono mettersi in ascolto di sé. Anche a lei».

Grazie del consiglio. Quali sono i suoi buoni propositi per l’anno appena cominciato?
«Più che altro mi auguro che tutti potremo cominciare a pensare positivo».

E per lei?
«Devo imparare a fare più attenzione, a essere più ponderata e riflessiva. A non lasciare che le cose vadano da sole».

Ha dei progetti professionali?
«Vista la situazione sanitaria, è ancora tutto in alto mare. Dobbiamo aspettare e vedere come vanno le cose».

Quale tipo di programma vorrebbe condurre?
«Mi piacerebbe provare cose nuove, che però abbiano il “totale” della mia storia: sarebbe bello portare quello che ho fatto in questi anni, senza buttarlo via. Con “Ballando” ho capito che si può cambiare, si può mostrare un lato diverso di sé. Mi piacerebbe prendere tutti questi spunti e portarli in un programma da scrivere».

Un programma contenitore, intende?
«Perché no? Certo, le idee sono tante, immagino una trasmissione che possa racchiudere tutte queste bellissime sfumature».

È innamorata?
«Sono in fase di “ricezione e ascolto” anche da questo punto di vista. Chissà. E quando uno è propositivo e ricettivo, le cose poi arrivano...».