Eurovision 2022 in Italia: le città, i costi e i conduttori. Tutte le regole da seguire

Come si sceglie la città che ospiterà l'evento? Quante persone arriveranno? Noi di Sorrisi vi spieghiamo quali sono le tappe principali da seguire, rispondendo alle domande che tutti si stanno facendo

26 Maggio 2021 alle 15:39

Dopo il trionfo dei Måneskin a Rotterdam, nei Paesi Bassi, con il brano “Zitti e buoni”, l’Italia da Paese vincitore dovrà organizzare la prossima edizione di Eurovision Song Contest, che si terrà nella primavera del 2022. Ma adesso che succede? Si comincerà a pensare allo show insieme con Sanremo: le due gare canore vanno programmate secondo una tabella di marcia che viaggia in parallelo perché, finito il Festival di fatto la «macchina» di Eurovision deve essere già pronta.

Come si sceglie la città che ospiterà l'evento? Quante persone arriveranno? Noi di Sorrisi vi spieghiamo quali sono le tappe principali da seguire, i costi da affrontare, le persone coinvolte e i ricavi della manifestazione, rispondendo alle domande che tutti si stanno facendo sul mega evento televisivo internazionale che viene visto da oltre 200 milioni di spettatori nel mondo.

  • Quando si dovranno comunicare le date di Eurovision Song Contest 2022?
    Non c’è una scadenza regolamentare, ma negli ultimi anni le date di Eurovision Song Contest sono state comunicate dopo l’estate. Entro settembre 2021, quindi, dovremmo averle.
  • La Finale dovrà essere sempre di sabato come quest’anno?
    Sì. La Finale, che andrà in onda in diretta su Raiuno, è sempre un sabato di maggio, che non deve coincidere con la finale di Champions League.
  • Quante semifinali deve trasmettere la Rai obbligatoriamente?
    Da regolamento una, ma è dal 2015 che le trasmette tutte e due, perché si è visto che lo show piace e funziona in termini di ascolti.
  • Come verrà scelta la città in cui si terrà l’evento ed entro quando va decisa?
    Potrebbe essere scelta attraverso un bando, oppure no: la cosa è in via di definizione. Il bando sarebbe la cosa più logica, così come sarebbe saggio optare per una città che a maggio non è già “sold out” come presenze turistiche. La decisione va presa entro settembre, assieme a quella sulle date della manifestazione.
  • Che caratteristiche deve avere la città ospitante?
    Deve avere dei collegamenti comodi con un aeroporto internazionale e strutture ricettive alberghiere adeguate per accogliere e ospitare decine di migliaia di persone. Si fa il calcolo che servano 60 mila notti prenotate in più, extra stagione.
  • E come dev’essere la sede dell’evento?
    Serve un’arena, un palazzetto o un’altra struttura coperta, quindi un posto al chiuso (non uno stadio o l’Arena di Verona, per intenderci), con una capienza di almeno 10 mila posti effettivi. L’altezza è un plus: in Olanda, la Rotterdam Ahoy era alta 30 metri. Bisogna prevedere anche dei capannoni adiacenti di tipo fieristico per allestire l’area camerini degli artisti, l’area per le delegazioni internazionali con uffici, servizi, bar, chioschi turistici e informativi e l’area per la sala stampa.
  • Quanti saranno i Paesi in gara?
    Una quarantina.
  • Ci sarà una regia unica europea?
    Sì, come per un Gran Premio di Formula 1 o una partita di calcio internazionale. C’è un segnale trasmesso dall’emittente ospitante in Italia (la Rai) distribuito a tutte le altre emittenti. L’EBU (European Broadcasting Union) potrà fornire, qualora servissero, delle figure tecnico-professionali di raccordo.
  • Quanti devono essere i conduttori? E con che criteri devono essere selezionati?
    Non è detto che debbano esserci necessariamente più conduttori, è una scelta dell’emittente che ospita la manifestazione. Ma negli ultimi anni si è preferita una conduzione di gruppo: tre, quattro o anche solo due, che sappiano parlare in inglese e che dicano anche qualche frase in francese. Il format è blindato, i conduttori non sono “direttori artistici” dello show, hanno un copione molto rigido da seguire. Tra l’altro, anche il Paese ospitante, quindi l’Italia, oltre ai conduttori avrà anche i commentatori in lingua italiana, come sempre».
  • Quando devono essere comunicati i nomi dei presentatori?
    È auspicabile a gennaio 2022, quando ci sarà il sorteggio dei giorni delle semifinali. In quell'occasione, ci sarà un passaggio simbolico di testimone tra il sindaco della città uscente (Rotterdam) e il sindaco della nostra città prescelta per ospitare Eurovision 2022. Ed è il momento in cui in genere i conduttori, se non già noti, vengono annunciati.
  • Quanto costa organizzare l’evento?
    Quanto o più di un Festival di Sanremo: oltre 20 milioni di euro. Costi che vengono coperti in gran parte dagli sponsor, anche internazionali, dalla vendita dei biglietti degli show (fino a 12 spettacoli in tutto, considerando che possono essere venduti anche i biglietti delle nove prove generali, oltre che dei tre show televisivi: le due semifinali e la finale del sabato).
  • Ci sono contributi finanziari che arrivano dall’EBU, European Broadcasting Union?
    Sì, nell’ordine dei 4-6 milioni di euro.
  • Quante persone (tecnici, registi, autori…) servono per mettere in piedi lo show?
    Dalle otto alle 10 mila persone, considerando anche i volontari, gli autisti, gli infermieri, le hostess, gli steward e non solo le maestranze televisive.
  • Quante persone ci si aspetta che verranno in Italia per seguire l’evento?
    - Giornalisti: circa 1.500 (ma a causa della pandemia a Rotterdam erano “solo” 500 in presenza).
    - Delegati nazionali ed entourage degli artisti: circa 600.
    - Pubblico sul posto: il numero è variabile in base alla capienza dell’arena. A Rotterdam ci sono state 3.500 persone per 9 giorni, a Düsseldorf, in Germania, nel 2011 si è arrivati a 36 mila, a Tel Aviv, in Israle erano 9-11 mila.
  • Quanto costano i biglietti per assistere agli show di Eurovision? Si dovranno acquistare in anticipo o si potranno comprare in loco?
    Dipende da quali posti e per quali giorni si acquistano: a Rotterdam i biglietti per la Finale in parterre costavano fra i 250 e i 300 euro. Poi si va a scalare. Per fare “cassa”,  i biglietti potrebbero essere già messi in vendita in autunno e a novembre quindi alcuni show potrebbero già essere “sold out”.
  • Quanto potrebbe fruttare all’Italia l’Eurovision Song Contest?
    Con un’organizzazione ferrea e costi sostenibili, è una grossa opportunità. C’è un indotto da considerare, con ritorno economico importante sul turismo: un valore in immagine della città stimato attorno agli 11 milioni di euro.
  • Com’è andata negli ultimi anni in altri Paesi, per farsi un’idea?
    Esempi virtuosi sono il Portogallo, con Lisbona 2018 (costo totale: 23 milioni di euro, di cui solo 12,6 per la tv e un indotto turistico-economico di 25 milioni e 7 milioni ricavati dai biglietti) e la Svezia, con Stoccolma 2016 (costo totale: 13 milioni di euro, con una ricaduta turistico economica di 36,8 milioni di euro).
Seguici