Fabio Caressa: «Ho scoperto i social e intanto cucino per voi»

Il re delle telecronache si è messo ai fornelli ed è sulla copertina del nostro allegato Cucina

19 Luglio 2022 alle 08:06

Dopo le fatiche della Serie A e le delusioni della Nazionale (che, ricordiamo, non si è qualificata ai Mondiali di novembre in Qatar), il calcio è ormai andato in vacanza, lasciando spazio al grande “circo” del calciomercato. E Fabio Caressa, che da oltre trent’anni ci racconta il pallone dalla prima linea delle telecronache (prima a Tele+ e poi a Sky), dovrebbe cercare di godersi un po’ di meritato riposo.

In realtà il condizionale è d’obbligo, perché, volente o nolente, Fabio è diventato negli ultimi mesi un fenomeno social: quasi 200 mila iscritti su YouTube, più di 500 mila follower su TikTok e quasi 400 mila su Instagram. Tutto è nato per una scommessa con suo figlio.

Fabio, ci racconta come è andata?
«Diego, che ha quasi 13 anni, mi aveva fatto promettere che se l’Italia fosse arrivata in finale agli Europei dello scorso anno (che poi ha vinto, ndr) sarei entrato nei social. Quello era un mondo che non conoscevo e non volevo conoscere perché avevo valutato solo la parte negativa di queste tecnologie».

E poi cosa è successo?
«Mi sono rivolto alla società di comunicazione che segue Benedetta (Parodi, la moglie, ndr) e ho avuto la possibilità di confrontarmi con dei ragazzi molto esperti; perché il segreto per crescere è lavorare sempre in squadra. Tanti dicono che sono un individualista, ma è il contrario».

Come si prova a diventare influencer a 55 anni?
«È una boccata di ossigeno. Avevo bisogno di cimentarmi in cose nuove. Soprattutto dopo aver commentato la vittoria dell’Italia all’Europeo, ho sentito la necessità di cambiare».

Come mai?
«Senza presunzione, la mia esperienza come telecronista si avvicina a quella dei giocatori, emotivamente parlando. Dopo trionfi come quelli dell’Europeo o del Mondiale del 2006, ripartire è difficilissimo perché tutti vogliono da te la stessa intensità e le aspettative dei telespettatori sono talmente alte che rischi di deluderli. Perciò dopo Euro 2020 ho detto “stop” per ricostruire il mio percorso professionale che mi ha portato prima ai social e solo ora di nuovo a fare le telecronache».

Quest’anno ci saranno i Mondiali, a novembre e senza l’Italia...
«La Coppa del mondo invernale non mi piace per niente. E se non c’è l’Italia anche meno. Però faccio un pronostico: per me vincerà l’Inghilterra, perché storicamente i giocatori inglesi sono al massimo della loro forma a novembre e dicembre. Vedremo...».

Torniamo a Diego e alle altre due figlie, Eleonora e Matilde. Noi conosciamo benissimo il Fabio giornalista, ma che ci dice del Fabio papà?
«Io e Benedetta non siamo due genitori che definirei “permissivi”, i figli devono impegnarsi in quello che fanno, la scuola per adesso. Poi, c’è da dire che sono un papà molto apprensivo: quando Matilde esce la sera, non chiudo occhio finché non torna a casa».

Sembrate una famiglia molto unita...
«Lo siamo. Le faccio solo un esempio: io per tre anni sono stato direttore di Sky Sport. Ho deciso di lasciare quando Diego, allora aveva 8 anni, in un tema scrisse che gli sarebbe piaciuto che il papà fosse a casa più spesso. Tre giorni dopo averlo letto, ho dato le dimissioni...».

Con tre figli, i social e la tv, lei e Benedetta riuscite a ritagliarvi del tempo per voi?
«Non tantissimo, in realtà. Ogni tanto riusciamo a fare delle piccole vacanze da soli... Comunque siamo presenti nella vita l’uno dell’altra perché facendo lo stesso lavoro l’interscambio è costante. Lei mi ha aiutato molto con la nuova avventura nei social, visto che li conosce meglio di me. Da tempo stiamo pensando a un progetto televisivo da realizzare insieme che, però, non riguardi né il calcio né la cucina. Vediamo».

A proposito di cibo, lei sarà in copertina sul nostro allegato Cucina e ci ha preparato delle farfalle alla vodka...
«È il piatto che ho preparato la prima volta in cui ho cucinato con l’obiettivo di fare colpo su Benedetta. Anche se allora erano pennette e non farfalle. Eravamo alla fine degli Anni 90, ma io e Benedetta spesso parlavamo degli Anni 80 e così avevo scelto di preparare una ricetta tipica di quel decennio: ero indeciso tra quella e la pasta con la panna e il salmone (a quei tempi non c’erano le crociate degli chef contro la panna da cucina). Poi, alla fine, scelsi le penne alla vodka».

E riuscì a conquistarla?
«Fu una serata folle, perché nel tentativo di fare il sugo “flambè”, si alzò una fiammata così alta da far scattare immediatamente l’allarme antincendio. Un caos totale, con il vicino del piano di sotto che salì in mutande e canottiera per lamentarsi... Però diciamo che poi la nostra storia non ne ha risentito».

Le farfalle di Caressa

La prossima settimana non dimenticate di chiedere al vostro edicolante Sorrisi con l’allegato Cucina (a 2 euro compreso Sorrisi). Su questo numero Fabio Caressa ha cucinato le farfalle alla vodka, e inoltre ci sono tante ricette di piatti leggeri con verdure di stagione, insalate con cereali, panini freschi e dolci al cucchiaio.

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