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Fake News: cosa sono e come nascono

Dalla bufala sul ritiro di Bublé ai «morti» che non sono morti

Foto: Una delle tante bufale: Elvis Presley è vivo

01 Novembre 2018 | 16:00 di Paolo Fiorelli

Sostenere che le «fake news»(«notizie false» in inglese) siano una novità è una «fake news». Infatti ne è piena la storia dell’umanità. Però è vero che l’avvento di Internet e dei social network ha reso molto più facile diffondere le «bufale» e ha addirittura creato un «mercato» che le rende redditizie. Esistono infatti veri «professionisti delle bufale» che si arricchiscono attirando i visitatori sul loro sito con notizie false inventate ad arte: è il fenomeno del «clickbaiting» («esca da clic»). Come difendersi? Ve lo dice Nicola Porro nel box sotto. Qui invece vogliamo raccontarvi le «fake news» più pazze e divertenti della storia. Tenetevi forte.

L’invasione degli alieni
Il 30 ottobre 1938 molti americani ascoltarono in diretta la cronaca di una invasione aliena. Ma era solo il regista  Orson Welles che, ispirandosi a «La guerra dei mondi», aveva elaborato la «messa in scena» usando il taglio di un notiziario e bravi rumoristi.

Ti regalo un regno
Nel 1440 Lorenzo Valla dimostrò che la «donazione di Costantino», con cui l’imperatore romano avrebbe concesso terre e poteri a papa Silvestro, era un documento falso. E dire che anche Dante ci aveva creduto...

L’«anello mancante»
Nel 1912 vennero ritrovati in Inghilterra i resti dell’Uomo di Piltdown, che «cambiava la storia dell’Evoluzione». Ma nel 1953 si capì che era un falso creato unendo il teschio  di un umano e di un orango.

I ragni-cammello
Nel 2004 invasero il web le immagini di mostruosi ragni-cammello lunghi quasi un metro «al seguito» delle truppe americane in Iraq. In realtà i ragni esistono davvero, ma non superano i 12-15 centimetri: erano stati fotografati con una prospettiva tale da farli sembrare giganteschi.

21/12/2012: Apocalisse
L’annuncio della «fine del mondo» di sei anni fa era basato su una interpretazione volutamente errata dell’antico calendario Maya.

La meraviglia delle Figi
Nel 1842 l’American Museum di New York, guarda caso di proprietà del magnate del circo P. T. Barnum, espose come vero uno «scheletro di sirena delle isole Figi» (sopra). In realtà era stato creato cucendo insieme i poveri resti di una scimmietta e la coda di un pesce.

Le fatine messe in posa
Questa «foto di fate» scattata a Cottingley (GB) nel 1919 trasse in inganno anche Sir Arthur Conan Doyle, l’inventore di Sherlock Holmes, che la considerava autentica.

Bill si compra il Vaticano
Un «comunicato» del 1994 annunciava l’acquisto della Chiesa cattolica da parte di Microsoft «per rendere la religione più facile e divertente». Bill Gates dovette smentire.

Presidente in prestito
Non solo il 44° presidente degli Usa Barack Obama non sarebbe nato negli Stati Uniti, ma avrebbe addirittura proibito per legge di giurare fedeltà alla bandiera americana! Entrambe le notizie sono ovviamente false.

Bollicine al dente
Le bollicine dello spumante italiano rovinano i denti: meglio la birra. Sarà un caso che la notizia (totalmente infondata) sia uscita sui giornali inglesi in tempo di Brexit?

Ricarica gratis
Un video diventato virale su YouTube mostra «come caricare il telefonino con una cipolla immersa in un liquido» grazie a una «reazione elettrolitica». Reazione che c’è davvero: peccato che la corrente generata sia mille volte inferiore a quella necessaria per misurare un qualche effetto. Invece su WhatsApp circola un messaggio che se viene reinviato a due amici... ti ricarica la batteria! È un falso, ovviamente.

«Tfr» d’oro
Nel 2012 fece scalpore una proposta di legge del senatore Cirenga: 134 miliardi di euro da destinare ai deputati alla fine del loro mandato. Niente paura: il «senatore Cirenga» non è mai esistito.

La notte dei raggi cosmici
«La tv di Singapore dice che stanotte i raggi cosmici passano sulla Terra. Spegnete i cellulari o avrete danni terribili». Questo messaggio circola sui social ma, in verità, i raggi cosmici ci attraversano ogni giorno. Però chissà, forse a Singapore danno più fastidio...

«Morti» che non sono morti... e «vivi» che non sono vivi

Qualcuno ne ride (famosa la battuta dello scrittore Mark Twain: «Ho letto la notizia della mia morte. È fortemente esagerata»). Ma i più si arrabbiano di brutto. Che sia per interesse (nel 1814 fu diffusa la falsa notizia della dipartita di Napoleone per speculare in Borsa) o uno scherzo di cattivo gusto, sono stati vittime di falsi annunci di morte: Brad Pitt, Russell Crowe, Paul McCartney, Bruno Pizzul, Pippo Baudo, Lino Banfi e Checco Zalone.

Per quanti documenti possano mostrare autorità e familiari, certi fan non si rassegneranno: per loro le «prove» sono tutte false e le persone idolatrate sono ancora vive. Il caso da scuola è quello di Elvis Presley, «segnalato» contemporaneamente in parti opposte del mondo. Ma «sarebbero ancora vivi» anche Marilyn Monroe, Jim Morrison, Lady Diana, Kurt Cobain, Osama bin Laden, Michael Jackson e Moana Pozzi.

Nicola Porro: «difendetevi così»

A «Matrix» Nicola Porro ha affrontato spesso il tema delle bufale della Rete.
A lui abbiamo chiesto sei consigli per non farsi ingannare. Eccoli.

Popolare non vuol dire vero
C’è chi pensa: «Questo filmato lo hanno visto 2 milioni di persone, non può essere falso». Sbagliato. Molte bufale sono rese «virali» ad arte proprio per ingannarvi.

Attenti alle «catene»
«Dovete assolutamente farlo sapere a tutti». Il fatto che tanti vostri amici condividano tra loro la stessa «notizia» non significa che sia vera!

Foto e filmati
Per istinto crediamo di più alle immagini. «C’era pure la foto, dev’essere vero…». E invece il 90% delle bufale sfruttano questa nostra debolezza.

Andate alla «fonte» (se c’è)
Bisogna chiedersi: «Da dove arriva questa notizia?». Se la «fonte» non è citata… bruttissimo segno.

C’è «fonte» e «fonte»
Non basta che ci sia una «fonte»: deve pure essere autorevole. Una notizia di tv da Sorrisi è più credibile di una che arriva da uno sconosciuto; per l’economia mi fiderò del «Sole 24 ore» e così via.

Fate una ricerca
A questo punto invertite il meccanismo e controllate. Vi è arrivata una «notizia clamorosa» di tv e il sito di Sorrisi non ne parla? Strano, no? La Rete rende molto più facile spargere bufale, ma rende più facile anche smascherarle.