Federica Masolin: «Spero di raccontarvi altri 150 GP di Formula 1»

Abbiamo intervistato la giornalista di Sky Sport in occasione del Gran Premio di Monza 2021

Federica Masolin
10 Settembre 2021 alle 11:02

Per tutti gli appassionati di motori, è in arrivo su Sky un weekend intenso e imperdibile. Oltre alla MotoGp con il Gran Premio d’Aragon, infatti, c’è il mondiale di Formula 1 che fa tappa sullo storico circuito di Monza per il Gran Premio d’Italia. Particolarmente ampia è la copertura televisiva prevista, per la quale va segnalata una significativa variazione rispetto alle gare tradizionali. Le prove di qualificazione si disputeranno venerdì 10 alle ore 18 perché sabato 11 alle 16.30 ci sarà la gara sprint (100 km), come era già successo a luglio a Silverstone, che determinerà la griglia di partenza del Gran Premio d’Italia in programma domenica 12 settembre alle ore 15 (diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport F1 e in chiaro su Tv8). Per sapere qualcosa in più, tra un’intervista ai piloti e una riunione, siamo riusciti a intercettare Federica Masolin, conduttrice e padrona di casa di una delle corse più attese dell’anno per i tifosi italiani a caccia di un successo per la Ferrari.

Federica, tutto l’anno in giro per il mondo, ma alla fine il Gran Premio più amato, quello di Monza, è girato l’angolo.
«Certo, ed è un onore per noi italiani essere qui a raccontare il nostro Gran Premio. La frase richiamo di Sky Sport è “La tua casa dello sport” e questa per noi è “La nostra casa della Formula 1”. E’ un’emozione anche se quest’anno ci sarà molta meno gente sugli spalti per le restrizioni legate al Covid, ma quando si arriva a Monza è tutto un po’ speciale. A parte il fatto che non si prendono aerei e si dorme a casa propria (ride) e già questo è un po’ speciale, devi rifarti il letto, preparare la colazione e buttarti nel traffico fra Monza e Milano. Poi io venivo qui da quando ero piccolina, per me è un sogno che diventa realtà poter calcare la griglia di partenza, la corsia box di quello che poi è il Gran Premio di casa mia, di casa nostra, di casa degli italiani».

Meno gente sugli spalti e comunque quest’anno niente assembramenti per festeggiare i piloti sotto al podio.
«Sarà un podio un po’ diverso ma sempre speciale visto che tutti i piloti con i quali abbiamo già avuto modo di incontrare hanno detto che quello di Monza, anche per la sua posizione, è il più bello della stagione».

Rispetto agli altri Gran Premi, cambia la sua conduzione?
«Poco per quanto riguarda il nostro modo di essere in pista. L’idea è sempre quella di essere vicini alla gente, qui però la gente, la tua gente, quella che ti segue, ce l’hai veramente vicina. Quindi è un modo per ricambiare sorrisi, fare magari qualche foto, quando si poteva ovviamente, con chi di solito ci segue da casa o solo sui social. Cambia in questo, dal punto di vista emotivo, però poi quando le macchine entrano in pista siamo un po’ anche noi come i piloti, tiriamo giù la visiera del nostro casco immaginario e andiamo dritti per il nostro lavoro».

Ha parlato del suo team, vuole ricordare chi sono?
«Certo. Carlo Vanzini è l’anima del nostro gruppo, la voce della Formula 1, anche la testa se vuole, perché è una persona veramente ricca di idee, molto attento anche alle logiche della televisione, la conosce bene, ci dà un sacco di spunti. Spunti che però noi elaboriamo tutte le mattine, perché per noi ogni giorno è un nuovo giorno. Mara Sangiorgio è un rullo compressore, lei è sempre sulla notizia, sempre nel paddock, non le sfugge niente, ci riporta subito le sensazioni dei piloti subito dopo le sessioni di prove, è davvero bello lavorare con persone così. Roberto Chinchero è il nostro “insider”, non si sa come ma lui sa sempre le notizie prima di tutti, in particolare sul mercato piloti, un aspetto che ultimamente interessa molto. Poi arrivo a quelli che definisco i miei bodyguard: Marc Gene, una persona di una sensibilità e di una correttezza incredibili, qualunque cosa tu gli chieda lui è sempre disponibile, gentile e ha una bellissima visione delle gare. Mi piace molto. Davide Valsecchi, il mio compagno d’avventure per eccellenza, un personaggio, lui è così, quello che vedete in tv. Genuino, spontaneo, anche un po’ difficile da arginare e non solo per i suoi modi così pieni di energia. Poi è imprevedibile, ogni tanto scappa, va a vedere qualcosa, a raccogliere informazioni. Infine Matteo Bobbi, che non è in pista con noi ma al muretto box a Sky. Con l’ausilio di tanta tecnologia, ha l’opportunità di sfruttare e svelare piccoli segreti, curiosità della telemetria, magari dettagli in apparenza difficili da spiegare ma che poi lui rende molto semplici».

Lei come si prepara a un Gran Premio?
«Mangiando sempre (ride), no scherzo. Noi di solito arriviamo in pista presto, almeno a tre ore della messa in onda e in qualche caso anche prima. Mi piace molto entrare nel clima del weekend ascoltando tutte le chiavi di lettura che ognuno di noi dà, perché una notizia può essere interpretata e letta in maniera diversa. Mi piacciono le riunioni, ascoltare tanto gli altri, fare domande soprattutto ai nostri piloti. Mi piace passeggiare nel paddock e cogliere gli sguardi delle persone, il lavoro dei meccanici, capire un po’ l’energia che c’è nell’ambiente. Il mio ruolo è anche quello di stuzzicare chi è con me in onda, che ha competenze tecniche, per far tirare fuori quello che, a mio modo di vedere, la gente vorrebbe sapere, vorrebbe scoprire. Tra l’altro, arrivando in pista la mattina presto, qui a Monza ho visto tanti ragazzi soprattutto giovanissimi, forse grazie anche al diverso modo di comunicare, all’attività sui social fra in piloti e i team, è un aspetto dell’informazione che trovo interessante». 

A proposito di social, su Instagram ha raggiunto quota 500 mila.
«Ah sì? Devo fare un bel ringraziamento ai ragazzi, ma la cosa bella dei social è che ho trovato tantissime ragazze che mi seguono chiedendomi consigli su come si può fare il mio lavoro. Bello questo interesse per ilmondo dei motori, uno sport considerato appannaggio degli uomini. Sono appassionate, ne capiscono, mi piace questo riscontro e il confronto che ho con loro. Quando posso cerco sempre di rispondere».

A Zandvoort ha festeggiato le 150 presenze a un Gran Premio di Formula 1.
«Mi creda, non lo sapevo! Me l’hanno ricordato dei ragazzi che mi seguono sui social, evidentemente molto più bravi di me. Fino a quando avrò la passione, la voglia di scoprire, di raccontare, questo è il lavoro perfetto. Perché coniuga il mio amore per lo sport, per i viaggi, per l’incontro con la gente, con le culture».

A breve, su Sky inizia anche il suo impegno con il calcio.
«Sarà un bel connubio quello tra calcio e Formula 1, poi l’impegno per i Gran Premi si sviluppa da giovedì a domenica, io con il pallone vado in onda il lunedì sera, tutto sembra fatto apposta per me (ride). Scherzi a parte, sono molto felice di questa novità, anche se è un po’ un ritorno alle origini visto che mi ero già occupata di calcio. Ma io amo tutto lo sport e penso che quante più conoscenze uno abbia, e quanti più mondi si frequentino, non possano che migliorarti, nell’aprire anche i tuoi orizzonti, nel cogliere il sottile filo che unisce gli atleti. Sono tutti ragazzi che fanno dello sport la loro ragione di vita. La Formula 1 non è tanto diversa dal calcio nella dinamica di approccio al lavoro, poi certo ogni disciplina ha le sue peculiarità, è ben diversi sono anche i rischi fisici che si corrono. Però sono dei mondi talmente ampi e belli da raccontare, ma soprattutto in momenti così complicati che, lo dico sempre e sembro anche un po’ banale, è un privilegio poter dare la possibilità, a me stessa di viverli, ma soprattutto agli altri di renderli partecipi. Sono un momento di distrazione, di tifo, di passione. E’ bello, lo sport è meraviglioso, aggrega, divide, unisce, a me piace tanto».

Insomma, possiamo tranquillizzare i suoi numerosissimi fan?
«Certo, non abbandono la Formula 1, manterrò il mio ruolo di conduttrice che è iniziato in Australia nel 2014, e dopo aver superato il traguardo delle 150 presenze mi auguro che ce ne siano altrettante o magari di più. Lo voglio dire chiaramente. E’ un grande amore quello sbocciato fra me e la Formula 1, quindi come tutti i grandi amori spero possa continuare il più a lungo possibile».

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