Home TvFederica Sciarelli tra “Chi l’ha visto?”, “Dottori in corsia” e l’incontro con il papa

Federica Sciarelli tra “Chi l’ha visto?”, “Dottori in corsia” e l’incontro con il papa

La conduttrice ci racconta il suo emozionante incontro con papa Francesco

Foto: Federica Sciarelli all'incontro con papa Francesco

27 Febbraio 2020 | 17:00 di Tiziana Lupi

Racconta Federica Sciarelli che la prima cosa che le ha detto la nuova direttrice di Raitre, Silvia Calandrelli, è stata: «Non ci pensare nemmeno!». A cosa? A lasciare "Chi l’ha visto?", il programma che conduce il mercoledì sera da ben quindici anni e sempre con grandi ascolti.

Un impegno che, alla fine del 2019, non le ha impedito di condurre anche "Dottori in corsia", la docu-serie dedicata alle storie dei piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Esperienza che l’ha poi portata, pochi giorni fa, a un emozionante incontro con papa Francesco.

Federica, cominciamo da Chi l’ha visto?. Ha mai pensato davvero di lasciare il programma?
«No, però è vero che il giornalista ogni tanto dovrebbe cambiare per dare il meglio di sé. A maggior ragione nel caso di un programma come "Chi l’ha visto?", ormai conosco i paesi italiani per chi vi è scomparso e per chi vi è morto!».

In tanti anni qualche caso l’avrà colpita più di altri.
«Le storie che affrontiamo sono tutte importanti, anche quelle di cui, poi, non ricordiamo i nomi. Come quella figlia che si è rivolta a noi perché la madre era uscita da casa con la pelliccia in piena estate e non era più tornata. Aveva l’Alzheimer, ma lei non ce lo aveva detto. Le ho spiegato: “Con la pelliccia addosso qualcuno la noterà sicuramente”. E infatti è stata ritrovata mentre eravamo in onda. Entrambe le donne abitano nel mio quartiere ma non le ho mai più incontrate e non saprei dire il loro nome. Eppure le ricordo benissimo».

Ricorda anche tutti i casi irrisolti?
«Certo. I nostri buchi neri, scomparsi che non sono mai tornati. Penso, ad esempio, a Denise Pipitone, sparita pochi giorni prima che io arrivassi a Chi l’ha visto?. O a Emanuela Orlandi. Con sua sorella Natalina siamo diventate amiche, portiamo a spasso i nostri cani e parliamo d’altro. Ogni tanto, però, ci guardiamo e ci chiediamo: “Possibile che non riusciamo a venirne a capo?”».

Anche quelle che ha raccontato in "Dottori in corsia" sono storie di dolore.
«Ma a lieto fine. È stata l’unica condizione che ho posto per la conduzione. L’ho fatto anche per il pubblico, gli spettatori devono avere una speranza. E, per quanto mi riguarda, ho imparato molte cose».

Ce ne dice qualcuna?
«Ho scoperto che, grazie ai progressi della scienza, ci sono macchinari che fanno le funzioni del cuore in bambini in attesa di trapianto. Che c’è un esercito straordinario di volontari che aiuta persone che nemmeno conosce. Persino un tassista».

Un tassista?
«Sì, era un donatore di sangue del Bambino Gesù. Mi ha detto: “Non chiedo mai com’è andata a finire, non ne ho il coraggio”. La sua generosità mi ha entusiasmato».

A proposito di entusiasmo, come è stato l’incontro con il Papa?
«È stata una grande emozione. Ero talmente agitata che non sapevo nemmeno come vestirmi! Lui, però, ci ha messo subito a nostro agio. Sono andata all’incontro con Simona Ercolani, l’ideatrice di "Dottori in corsia", e con la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc. Pensavo sarebbe stato uno scambio veloce, visti i tanti impegni di Bergoglio, invece lui ci ha dedicato almeno mezz’ora. Ha stretto la mano a tutti e ha avuto una parola e un sorriso per ciascuno di noi. E alla fine ha detto una cosa che mi ha commosso».

Che cosa?
«Ci ha detto: “Qualunque sia la vostra religione o il vostro pensiero, vi benedico tutti”. Poi ci ha regalato un rosario».