Ficarra e Picone: «Il nostro Palermo ci fa impazzire»

I due comici raccontano la gioia per la promozione in Serie B della loro squadra del cuore

23 Giugno 2022 alle 08:26

Una gara di spareggio di Serie C registra un milione e 380 mila telespettatori con l’8,6% di share su Rai2 (più altri 133 mila spettatori su Sky): un dato televisivo clamoroso. Quella stessa partita, in concomitanza con un appuntamento elettorale, scatena la “fuga” di quasi 200 presidenti di seggio e scrutatori, producendo 147 segnalazioni alla Procura e richieste di dimissioni del Ministro degli Interni. Così il tutto diventa un fatto di cronaca. Questo è stato Palermo-Padova, con i siciliani che, vincendo per 1 a 0, sono stati promossi in Serie B.

Salvo Ficarra e Valentino Picone sono i tifosi più noti del Palermo (Salvo è pure coautore dell’inno della squadra). Un buon pretesto per farci raccontare il loro rapporto con il calcio e molto altro.

Il Palermo torna in Serie B in tre anni partendo da un fallimento e dalla Serie D. Sarete felicissimi.
Ficarra: «Eccome! L’obiettivo ora è proporci come Nazionale: la Nazionale del Palermo».
Picone: «Vogliamo partecipare ai Mondiali. E poi permettimi, io vorrei aprire una polemica, non posso più tacere...».

Prego.
Picone: «Così come l’Italia meritava di accedere direttamente ai Mondiali, il Palermo, per il campionato che ha fatto, doveva andare direttamente in Serie A. Invece dobbiamo accontentarci della B!».
Ficarra: «Poi ricordiamoci che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è palermitano... Avrebbe potuto intervenire dicendo: “Il Palermo va iscritto d’ufficio in Serie A”».

A proposito di presidenti: la “fuga” dai seggi sembra un film di Ficarra e Picone.
Picone: «È successo perché Silvio Baldini (l’allenatore del Palermo, ndr) aveva promesso che per cinque minuti avremmo giocato tutti. E comunque era un dovere essere presidenti di seggio, ma era un dovere anche essere alla partita: non era facile. E poi su, qualche presidente si è presentato: lo stupore vero è questo».
Ficarra: «Io invece sono indignato, è una vergogna: ma come, c’era la partita e loro si erano candidati a fare i presidenti? Scandaloso!».

L’allenatore, prima della gara, ha mostrato a ogni giocatore un video-messaggio dei parenti. Potrebbe funzionare anche con i politici?
Ficarra: «Non credo. I parenti nel videomessaggio chiederebbero favori, posti di lavoro, raccomandazioni. Meglio di no».

Nei vostri film il Palermo è sempre presente. In “Nati stanchi” il bar è addobbato con sciarpe e maglie rosanero; in “Il 7 e l’8” nella camera di Valentino si vede un collage di vecchi biglietti dello stadio; in “Il primo Natale”, tra oggetti e paramenti sacri, nella bottega di un ricettatore, si vede una sciarpa rosanero...
Ficarra: «Ci viene naturale. È la squadra della nostra città, tifiamo Palermo da sempre e poi, per fortuna, genera tante gioie e tante sofferenze: prima 30 anni in Serie B, poi la rinascita con l’ex presidente Maurizio Zamparini (scomparso a febbraio, ndr), poi di nuovo il fallimento. Con queste alternanze diventa un amore passionale, forte... un amore tormentato. Questa promozione è un bel messaggio: invece di aspettare sempre un salvatore che venga da fuori, abbiamo dimostrato che, se vogliamo, ce la possiamo fare anche da soli».

A proposito di fare da soli: come procede la vostra Maredolce Onlus?
Picone: «Continuiamo ad agire e a raggiungere molti obiettivi, anche se magari meno eclatanti di quando portammo 25 mila tifosi allo stadio per regalare un macchinario per le Tac all’Ospedale dei bambini di Palermo. Grazie alla generosità dei siciliani, che ci danno la possibilità di avere risorse e di investirle in solidarietà, realizziamo progetti che servono alla popolazione, soprattutto ai bambini. Adesso a noi si sono aggiunti anche Stefania Petyx, l’inviata di “Striscia la notizia”, e Pif».

E il lavoro? A che punto siete con la seconda stagione di “Incastrati”, la vostra serie su Netflix?
Picone: «La stiamo girando e proseguiremo fino a luglio. Nel frattempo abbiamo preso parte al film di Roberto Andò “La stranezza”, con Tony Servillo (nei panni di Luigi Pirandello, mentre Ficarra e Picone interpretano due attori, ndr). Lavorare con un attore e un regista di quel livello è stata un’esperienza straordinaria».

E il prossimo vostro film come duo?
Ficarra: «Stiamo scrivendo. Uscirà a Natale 2023».

Un’ultima cosa: ma c’è un punto in comune tra comici e calciatori?
«Le Veline. Noi ci lavoriamo, loro ci si fidanzano. Ancora una volta, non abbiamo capito niente».

Seguici