Alice Arcuri è il nuovo primario di “Doc”, una virologa spietata e antipatica

«Durante la prima puntata i colleghi mi leggevano i nomignoli che mi davano sui social: significa che sono stata brava!» racconta l’attrice

Alice Arcuri
20 Gennaio 2022 alle 08:21

Alice Arcuri è una donna simpatica, alla mano e molto ironica. Tutto il contrario di Cecilia Tedeschi, il nuovo, antipaticissimo primario di “Doc - Nelle tue mani”. «Sto raccogliendo una serie di epiteti molto divertenti. Il più carino è “vipera bionda”, e per me è un trionfo, vuol dire che sono stata brava. Ma la velenosità di Cecilia è solo all’inizio. Mi hanno consigliato di non aprire i social per un paio di settimane perché mi distruggeranno» ci dice ridendo l’attrice genovese, una carriera di successi a teatro, e che da poco abbiamo visto in tv nella serie “Blanca” («Ero una ex tossica, Carolina, che si scopre essere una assassina»).

Com’è riuscita a rendere Cecilia così odiosa?
«Non è stato difficile. Quando il personaggio è descritto così bene, basta adeguarsi. Le parole e il linguaggio forbito che usa, l’abbigliamento ricercato, i tacchi a spillo, la rendono molto antipatica. E poi mi hanno disegnato così (ride)».

Dubito migliorerà nel corso della storia. O ci saranno delle sorprese?
«Ce ne saranno moltissime. È un personaggio interessante, si capisce che non è al 100 per cento cattivo. Dietro c’è un sogno, un background e una storia personale che verrà fuori».

Anche il rapporto con Andrea Fanti è ambiguo. In futuro ci sarà più odio o più amore?
«Ci saranno entrambi. Dal punto di vista lavorativo avranno contrasti, ma poi c’è anche un legame affettivo che li lega».

Lei non è così nota. Come ha avuto la parte?
«La mia agente mi ha proposto di fare questo provino, ma non avevo visto la prima stagione perché durante il lockdown avevo deciso di disintossicarmi dalle serie e di fare anche altro. Solo dopo che il provino, durato due ore e mezza, è andato bene l’ho vista e mi è venuto un colpo: ho capito la sua importanza».

So che viene da una famiglia di medici e voleva fare la cardiochirurga. Perché ha cambiato idea?
«La passione per la recitazione ha preso il sopravvento. Però, sempre durante il lockdown, mi era venuta voglia di fare un corso triennale per diventare infermiera. Sono cresciuta in un ambiente di medici, sono abituata a usare la loro terminologia. Papà faceva trapianti di rene e pancreas, e quando andavo in ospedale a trovarlo era un evento. Per Cecilia mi sono ispirata a lui, alla sua postura e alla sua calma, anche se lui è molto più empatico. Insomma, alla fine sono riuscita a diventare un dottore, anche senza studiare 15 anni Medicina!».

Però si è laureata in Lettere moderne.
«Sì, perché iniziando a lavorare a 19 anni sentivo il bisogno di essere preparata. Volevo che oltre al talento ci fosse anche un cervello».

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