Home TvFictionAnna Foglietta è Pia in «La mafia uccide solo d’estate»

Anna Foglietta è Pia in «La mafia uccide solo d’estate»

Indipendente, coraggiosa e lontana da ogni stereotipo. È questo il ritratto di Pia Giammaresi, insegnante e moglie di Lorenzo

Foto: Anna Foglietta, affiancata da Claudio Gioè (a destra) nel secondo capitolo della fiction in onda su Raiuno

26 Aprile 2018 | 16:53 di Matteo Valsecchi

Indipendente, coraggiosa e lontana da ogni stereotipo. È questo il ritratto di Pia Giammaresi, insegnante e moglie di Lorenzo (Claudio Gioè), il protagonista di «La mafia uccide solo d'estate». A prestarle il volto, anche in questa seconda stagione della fiction di Raiuno (in onda il giovedì alle ore 21.25), è Anna Foglietta.

Cosa può anticiparci sulla storia di Pia?
«Finalmente otterrà la cattedra di ruolo. Tuttavia per farlo dovrà scendere a compromessi con quel mondo di illegalità che Lorenzo combatte. E questo finirà per mandarli in crisi».

Già nella prima stagione erano stati in procinto di lasciarsi: a causa di un flirt extraconiugale di Pia.
«Già. Questa volta, invece, toccherà a Lorenzo farsi tentare. Conoscerà una donna che è il suo specchio: seria e idealista. Questo scatenerà la gelosia di Pia, con molti risvolti comici».

La serie si svolge tra il '79 e il '82: che immagine ha di quegli anni?
«Tra terrorismo e mafia, la percezione è quella di un periodo molto buio. A illuminarlo, però, ci fu un presidente unico come Sandro Pertini».

Che rapporto ha con la Sicilia?
«L'ho visitata quasi tutta. A Palermo, per esempio, abbiamo girato in uno dei miei luoghi del cuore: la chiesa della Martorana. Ci ho portato pure i miei figli, ogni volta che ci vado resto senza fiato».

Durante l'ultimo Festival di Sanremo, ha duettato con Luca Barbarossa. Fare solo l'attrice inizia a starle stretto?
«Per me in questo mestiere nulla esclude nulla. Come lo è stato andare a Sanremo con Luca che è un mio grande amico. Mi sento più una performer. Quindi anche se mi arrivassero proposte per fare uno show in tv ci penserei eccome».