Home TvFictionAntonia Liskova, Micaela di «Nero a metà», dice: «Il mondo è di tutti»

Antonia Liskova, Micaela di «Nero a metà», dice: «Il mondo è di tutti»

Quel fascino algido unito al carisma e a un forte senso del dovere la rendono un personaggio ambiguo. L'attrice di origini slovacche è la dirigente della squadra mobile nella fiction di Raiuno con Claudio Amendola

Foto: Antonia Liskova in una scena della fiction

13 Dicembre 2018 | 08:00 di Antonella Silvestri

Quel fascino algido unito al carisma e a un forte senso del dovere la rendono un personaggio ambiguo. Antonia Liskova è Micaela Carta, la dirigente della squadra mobile nella fiction di Raiuno «Nero a metà» con Claudio Amendola. Una donna che cambia volto a seconda delle persone e delle circostanze.

Antonia, lei non sarà così nella vita…
«Noo… Sono una persona dolcissima e molto forte. Naturalmente nella vita ho incontrato tante difficoltà che ho dovuto affrontare a muso duro. Nella serie, Micaela non è cattiva ma se la deve vedere con un ambiente maschile. E si sa che gli uomini, quando devono ricevere ordini da un capo donna, non la prendono benissimo (sorride)».

Anche in casa deve fare la voce grossa per farsi rispettare?
«Quando dico: “Devi portare l’immondizia fuori” mi viene risposto: “Sì ok, ma se me lo dici con un altro tono è meglio”. Quindi siamo ancora in alto mare».

Se ne è andata dal suo Paese d’origine, la Slovacchia, molto presto. Sono queste le difficoltà a cui si riferiva?
«Sì. A diciotto anni ho lasciato la mia famiglia e mi sentivo ancora un cucciolo. Il metro di paragone è mia figlia quattordicenne: se penso a quello che ho fatto io quando avevo solo pochi anni in più, mi sembra davvero una follia. Questo percorso mi ha reso molto forte. I miei non sono stati protettivi con noi figli proprio per abituarci a non abbassare mai la guardia nella vita».

È lei che mamma è con sua figlia?
«Sono autorevole ma, ripeto, dolcissima e scherzosa. Le insegno a come cavarsela nelle situazioni. Sto cercando di cucirle le ali per prepararla a spiccare il volo».

Tornando a «Nero a metà», pensa che affrontare nelle fiction temi legati alla diversità sia utile per veicolare messaggi positivi?
«Certo. Malik (Miguel Gobbo Diaz) rappresenta uno dei tanti ragazzi italiani di colore perfettamente integrati. Perché il mondo appartiene a tutti».