Home TvFictionAspettando “I Medici. Nel nome della famiglia”: i diari di Lorenzo il Magnifico – Primo episodio

Aspettando “I Medici. Nel nome della famiglia”: i diari di Lorenzo il Magnifico – Primo episodio

Il 2 dicembre torna la fiction di Raiuno con la sua terza stagione. Per ingannare l'attesa, ripercorriamo gli otto episodi della seconda attraverso i diari di Lorenzo il Magnifico

Foto: "I Medici - Lorenzo il Magnifico", episodio 1  - Credit: © Fabio Lovino

08 Novembre 2019 | 16:21 di Redazione Sorrisi

Il 2 dicembre torneranno "I Medici" con la terza stagione. Per ingannare l'attesa, ripercorriamo gli otto episodi della seconda attraverso i diari di Lorenzo il Magnifico.

• "I Medici - Lorenzo il Magnifico": trama, cast e personaggi

a cura di Sofia Astrologo

Firenze, 10 maggio 1469
Oggi mentre stavo tornando a Firenze con la mia famiglia, ci hanno teso un’imboscata… io e Giuliano siamo riusciti a difenderci… nostro padre ha una brutta ferita alla gamba… ma è vivo…

Per fortuna mia madre e Bianca erano in un’altra carrozza… non lo nego ho avuto paura… ma allo stesso tempo rabbia… e poi è sopraggiunta l’inquietudine: per salvare me e la mia famiglia ho dovuto uccidere un uomo… le mie mani ora sono sporche del suo sangue… non avevo mai ucciso un uomo prima… pensare che solo ieri sera stavo bevendo in allegria con i miei amici Sandro e Poliziano...

Ho chiesto a Sandro e Diego di indagare su quanto è accaduto… hanno trovato un medaglione con lo stemma dei Pazzi nella camera dove hanno alloggiato gli aggressori. I Priori credono che l’agguato sia stato commissionato da Venezia...per me è chiaro chi c’è dietro: Jacopo Pazzi. Ma ho dovuto placare presto la mia rabbia… dovevo agire con razionalità.

Così sono andato da Pazzi con Giuliano… ovviamente ha negato tutto… con mia sorpresa c’era anche Francesco Pazzi. Pensare che un tempo eravamo grandi amici… Lui ha provocato Giuliano, che lo ha attaccato senza pensarci due volte… mio fratello non riesce a controllarsi... è stato portato via dalle guardie. Ora dobbiamo per forza portare il caso davanti ai Priori e al Gonfaloniere. Come se non bastasse i mercanti sono in rivolta: mio padre ha ritirato decine di crediti, centinaia di persone ora sono in miseria. Io non ne sapevo nulla… mi è sembrato tutto così assurdo: la banca non ha più denaro… e si è già attinto alle decime del papa… e non sono bastate. Mio padre nonostante la ferita ha incontrato Sforza: Milano penserà a fornirci il denaro di cui abbiamo bisogno. Sono sollevato. Ora però ho bisogno di vedere Lucrezia.


Firenze, 12 maggio 1469
Appena ho potuto ieri nel pomeriggio sono andato da Lucrezia, per fortuna il marito non c’era. C’è qualcosa di profondo che ci lega... un legame intellettuale che non ho avuto mai con nessun’altra… non è solo passione… Le ho parlato delle mie insicurezze, dei miei dubbi su come dimostrare a mio padre e ai Priori che non sono più un ragazzino, ma che sono un uomo. Le sue parole mi hanno rincuorato. È stata una notte incredibile.

Stamattina ho incontrato i Priori e il Gonfaloniere per parlargli del medaglione e per liberare Giuliano. Con mio padre ferito devo farmi carico io degli affari della mia famiglia…

La prova che avevamo in mano si è rivelata inutile: pare che il medaglione fosse stato venduto…

In Consiglio abbiamo ancora degli amici però, Messer Soderini mi ha avvertito che i Pazzi stanno portando via i nostri clienti e diffondendo falsità sul nostro conto all’interno del Consiglio… forse dietro c’è di più di quanto io possa immaginare… ma devo essere forte.
Giuliano è stato aggredito da Francesco Pazzi e dai suoi… è ridotto malissimo, mi sono preoccupato…

Ci sono troppe tensioni… la posizione della nostra famiglia è in bilico… mio padre sta sempre peggio… è stato costretto a dirci la verità. Sforza non dovrà pagare il suo debito ma, in cambio, per sedare le rivolte contro la nostra famiglia, l’esercito di Milano dovrà entrare a Firenze. I suoi uomini sono mercenari… distruggeranno e saccheggeranno la città…non posso permetterlo… Per mio padre il potere dei Medici viene prima di tutto… anche prima di Firenze.

Firenze, 13 maggio 1469
Stamattina mi sono svegliato agitatissimo… ho cercato nella preghiera un aiuto e le parole di mia nonna Contessina mi sono tornate in mente: “lavora e impegnati duramente per il bene di Firenze”.

Ho deciso di convocare i Priori a Palazzo, il tempo è poco, l’esercito di Milano è sempre più vicino a Firenze: li ho informati dell’accordo fatto da mio padre con Sforza. Ho preso una decisione dura da accettare per i miei cari ma che i Priori hanno appoggiato: spodestare mio padre, in cambio del suo seggio alla Signoria. Davanti al Consiglio ho dovuto ammettere di aver accusato ingiustamente i Pazzi e perdonato Francesco… mi è pesato ma bisogna lasciarsi i vecchi rancori alle spalle. Io per Firenze e la sua arte voglio la pace, a costo di andare contro gli interessi della mia famiglia.

Uscendo, Soderini mi ha proposto un accordo: la fusione delle nostre due banche, suggellata dal matrimonio tra Bianca e suo figlio Bastiano. Ho accettato…

Sono riuscito appena in tempo a convincere Galeazzo Sforza alla ritirata, lo farò passare da eroe e non dovrà comunque saldare il suo debito. Sono cosciente di aver distrutto la figura di mio padre… ma dovevo salvare Firenze e la nostra famiglia. Il pericolo di farsi nuovi nemici ora è ancora più imminente. L’impegno, il duro lavoro, l’amore per Firenze e la fede sono sicuro che mi sosterranno, soprattutto ora che niente sarà più come prima…