Home TvFictionBarbara d’Urso: «Per la “dottoressa Giò” ho cancellato le ferie»

Barbara d’Urso: «Per la “dottoressa Giò” ho cancellato le ferie»

Dopo 20 anni Barbara si rimette il camice: «Ho insistito così tanto per far rivivere la serie che alla fine hanno dovuto accontentarmi. Quindi lavorerò sul set tutta l’estate: evviva!»

Foto: Barbara d’Urso sul set della nuova stagione di «La dottoressa Giò»  - Credit: © Gianluca Saragò/La Presse

19 Luglio 2018 | 09:00 di Stefania Zizzari

La cosa più curiosa, arrivando sul set della serie «La dottoressa Giò» nell’ospedale San Carlo di Nancy a Roma, struttura all’avanguardia e guidata da grandi professionisti, è che non si distinguono i dottori veri dagli attori con abiti di scena. D’altronde le divise verdi dei medici e i camici bianchi sono proprio gli stessi. Un infermiere, divertito dalla situazione, ha scritto sul suo tesserino di riconoscimento: «Io sono vero!». E anche la protagonista Barbara d’Urso, con il camice bianco e lo stetoscopio al collo, sembra proprio una dottoressa. Anzi. È la dottoressa Giorgia Basile, per gli amici Giò. Si gira, appunto,  la nuova serie di «La dottoressa Giò», quattro puntate per Canale 5 dirette da Antonello Grimaldi e prodotte da Picomedia. Oggi è il secondo giorno di riprese.

Barbara, l’ultima puntata della fiction andò in onda nel 1998. Come ritroviamo il suo personaggio dopo 20 anni?
«Determinata. Accusata ingiustamente di inadempienza nei confronti di una paziente che si era tolta la vita, mentre in realtà la donna era vessata dalle violenze del marito, viene assolta e ritorna in ospedale nel suo ruolo di ginecologa. Ma con un obiettivo preciso: vuole aprire dentro l’ospedale un centro antiviolenza per accogliere e aiutare le donne in difficoltà».

Come ci si sente dentro questo camice che, oltretutto, dopo tanti anni le sta ancora alla perfezione?
«Benissimo. Prima di cominciare ero indecisa tra la divisa verde, quella storica, o quella azzurra, che è una nuova versione. Ho fatto un sondaggio sui social. Il risultato? Il popolo del web ha preferito la divisa classica. E allora, con questa operazione nostalgia un po’ vintage, eccomi qua con la divisa verde».

Lo sa che risulta credibile?
«Anche stavolta, come per le altre due stagioni, ho fatto dei giorni di training in sala operatoria: ho assistito a parti naturali e cesarei, per riprendere... la manualità. L’emozione di assistere alla nascita di una vita è sempre fortissima. Non solo, ho fatto pratica anche con i monitoraggi e le ecografie».

E al mattino quanto tempo impiega ad entrare nei panni della dottoressa Giò?
«Poco. Tra trucco, capelli, vestiti e “microfonatura”, che è l’operazione più complicata, circa un’ora. Ma prima, a casa, mi faccio la doccia, mi lavo i capelli un giorno sì e uno no e poi faccio le mie respirazioni e la colazione. Insomma, mi sveglio verso le 5.30».

Come mai è così laborioso mettere il microfono?
«Per nasconderlo va attaccato direttamente alla pelle, poi il filo deve passare all’interno dei pantaloni. E c’è una cavigliera dentro la quale va nascosto il trasmettitore».

Aveva conservato gli abiti di scena di allora?
«Certo! La dottoressa Giò è un pezzo della mia vita e io ho conservato gelosamente tutto, anche se non ho utilizzato nulla per questa nuova stagione. Lo stetoscopio invece è quello che ho usato per dichiarare ad Alberto Mezzetti che aveva vinto il “Grande Fratello”».

Che ricordi ha delle prime due serie della fiction?
«Tutti i bambini che ho visto nascere nei parti, sia naturali sia cesarei, durante i tre mesi di training: sono loro il ricordo più emozionante».

Come è nato questo ritorno?
«Io questa serie ce l’ho nel cuore da oltre 20 anni e credo che sia nel cuore di tante persone. Da tempo chiedevo a Mediaset di rifare la dottoressa Giò.  Mi rispondevano sempre: “Ma non hai il tempo, ci vogliono tre mesi, quando mai potrai girarlo?”. Io insistevo: “Voglio fare la dottoressa Giò!”. E loro: “Non hai il tempo!”. Alla fine quest’anno ho vinto io. Ho detto a Pier Silvio (Berlusconi, vicepresidente esecutivo e amministratore delegato di Mediaset, ndr): “Per fare la dottoressa Giò rinuncio completamente alle vacanze”. E così il giorno dopo la finale del “GF” ho iniziato il lavoro sul set. Lavoro che finirò il 2 settembre, il giorno prima di iniziare in diretta la nuova stagione di “Pomeriggio Cinque”».

Niente vacanze sul serio, allora.
«Mi concederò solamente tre giorni di pausa a cavallo di Ferragosto. Andrò a Castrocaro Terme, in un posto meraviglioso: il centro benessere della mia amica Lucia Magnani. Segue un metodo che si chiama “longlife”».

Oggi è il suo secondo giorno di riprese: che emozione è stata ieri ritornare sul set?
«Incredibile. L’ultima volta sul set di una fiction è stata 13 anni fa con “Ricomincio da me”. Da allora sono stata tutti i giorni in diretta in tv: impossibile fare altro. Ma ieri, dopo il primo ciak, è stato come riprendere ad andare in bicicletta: mi sono rimessa il camice e sono diventata subito la dottoressa Giò».

Aveva dormito la notte precedente?
«Macché. Per l’emozione non ho dormito per niente. E vedere il ciak con la scritta “La dottoressa Giò” mi ha riempito il cuore».

La cosa che le è piaciuta di più?
«Ognuno nella vita ha dei sogni. Io ne ho realizzati tanti. Il ritorno al “Grande Fratello”, per cui sono stata corteggiatissima, dopo 14 anni. E tornare a interpretare la dottoressa Giò dopo 20 anni è un altro cerchio che si chiude. So che molta gente l’aspetta e questo mi fa felice. Io ci sto mettendo tanto impegno».

L’aspetto più difficile?
«Non ce n’è nemmeno uno. O forse il sacrificio di non fare vacanze. Ma tanto a 90 anni avrò un sacco di tempo per riposare…» (ride).

In cosa le somiglia Giò?
«È dalla parte delle donne, sempre e comunque. E poi ci saranno delle storie che riguardano anche l’omosessualità e i figli di coppie omosessuali. Giò è una donna moderna e nella serie verranno affrontate tematiche attuali».

Nella sua vita ha mai incontrato una... dottoressa Giò?
«Sì, si chiama Francesca Puggioni, è un’allergologa e lavora a Milano. È simpatica, bella, empatica, una dottoressa che ama davvero i suoi pazienti. Quando l’ho incontrata ho capito immediatamente che era un’ipotetica dottoressa Giò “reale”».

Nel ruolo del «cattivo» c’è un certo Christopher Lambert…
«Figo eh? (ride). Non l’ho ancora incontrato: arriverà sul set a fine agosto. Ma sono impaziente anche di incontrare Rocco Tanica, anche lui nel cast. E mi permette di ringraziare una persona?».

Certo!
«Pippo De Luigi è colui che ha inventato la dottoressa Giò e ne è stato il regista 20 anni fa. Un uomo meraviglioso che adesso non fa più questo lavoro. La seconda serie la girammo a Pergola, nelle Marche: abbiamo vissuto lì per tre mesi e ci siamo tutti innamorati di quel posto meraviglioso. Al punto che Pippo ha comprato una casa colonica e da allora vive lì con la sua famiglia».

Dopo il «GF» e «La dottoressa Giò» qual è il prossimo sogno?
«Arriverà il Festival di Sanremo, prima o poi. Ma tra un paio d’anni, prima mi prendo del tempo...».

Ci sono pure il super divo e il comico

Nel cast della nuova edizione vedremo anche due nomi sorprendenti: Christopher Lambert e Rocco Tanica, comico e tastierista storico degli Elio e le Storie Tese.

Un successo nato nel 1995

La serie «La dottoressa Giò» ha esordito in un film tv di Canale 5 del 1995: si intitolava «La dottoressa Giò - Una mano da stringere». Visto il successo ottenuto, Mediaset programmò due stagioni su Rete 4 nel 1997 e nel 1998. Protagonista è la dottoressa Giorgia Basile, per tutti Giò, ginecologa. La sua vita è segnata dalla perdita del bimbo che aveva in grembo (in una colluttazione nata per difendere una paziente): questo causa anche la rottura del suo matrimonio con Armando (Fabio Testi). Ma Giò ne esce rafforzata, e svolge la sua missione aiutando le proprie pazienti non solo come dottoressa, ma anche da amica e confidente.