Carmine Buschini: «La mia forza mi ha reso felice»

Diventato famoso nel ruolo di Leo in “Braccialetti rossi”, ora è nel cast di "Cuori" e “Storia di una famiglia perbene”

Carmine Buschini
7 Novembre 2021 alle 08:24

Diventato famoso nel ruolo di Leo in “Braccialetti rossi”, dopo altre fiction di successo (da “Il capitano Maria” a “Mentre ero via”), ora ritroviamo Carmine Buschini in due importanti serie. In “Cuori”, su Raiuno, è il giovane e tenace cardiochirurgo Fausto Alfieri. E da mercoledì 3 novembre è Michele Straziota, figlio di un boss della malavita, in “Storia di una famiglia perbene” su Canale 5.

Anche lei, come Fausto, ha dovuto fare tanti sacrifici visto che ha iniziato a lavorare prestissimo?
«Qualcuno sì. Di giorno ero sul set, ma intanto frequentavo il Liceo scientifico e studiavo di notte. Ma sono riuscito a vivere la mia adolescenza e ho potuto contare sull’appoggio della famiglia. I miei genitori mi hanno suggerito di provare esperienze diverse per essere poi sicuro di scegliere la strada giusta. Mi sono dedicato allo sport e alla musica prima di capire che la mia vera passione era la recitazione».

Ed è unlavoro che le fa battere il cuore?
«Sì, ma insieme con tante altre cose: gli affetti, gli amici e l’amore, ovviamente».

Di amore non parla mai, quindi c’è una donna?
«Una ragazza c’è. Sono felicemente fidanzato e felicemente innamorato!».

Ci sono stati momenti in cui la felicità era invece un miraggio?
«Ho avuto un’infanzia turbolenta e delicata (abbandonato dalla madre naturale, è stato affidato a una casa famiglia prima di essere adottato, ndr). Ma ho cercato di convertire il dolore in forza».

Gli imprinting ricevuti da piccoli spesso hanno grande impatto da adulti. Lo vedremo con Michele...
«Ci sono due strade possibili: abbandonarsi alla corrente e non reagire al contesto in cui sei nato e cresciuto. Oppure cercare di far tesoro del proprio disagio e tirar fuori ciò che si ha dentro, incanalandolo in qualcosa di positivo. Non bisogna mai smettere di avere sogni, ma gli artefici della loro realizzazione siamo noi stessi. Ci si salva da soli».

Ha altre passioni oltre al lavoro?
«Mi piace praticare sport, soprattutto estremi. Appena posso suono la chitarra. Custodisco quella che mi ha regalato Ermal Meta, quando ha collaborato alla colonna sonora di “Braccialetti rossi”. E poi adoro cucinare. Sono uno chef mancato».

I cavalli di battaglia?
«I dolci, in particolare la cheesecake ai lamponi. E il pollo al mango e lime con riso e chips di salvia: un piatto che ho imparato in un viaggio ai Caraibi».

Avrà preso la sua fidanzata per... la gola!
«Beh, questo talento ha giocato a mio favore (ride)!».

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