Home TvFiction«Che Dio ci aiuti 5»: le foto esclusive sul set

«Che Dio ci aiuti 5»: le foto esclusive sul set

Siamo andati sul set dove si sta girando la nuova stagione della fiction interpretata da Elena Sofia Ricci, una scatenata suor Angela

Foto: Elena Sofia Ricci si prepara alla scena "delle cesoie"

31 Maggio 2018 | 17:00 di Stefania Zizzari

Siamo nella Confraternita di San Giovanni Battista de’ Genovesi, un angolo di pace nel cuore di Trastevere. Si gira la quinta stagione di «Che Dio ci aiuti» e il meraviglioso chiostro rappresenta gli esterni del Convento degli Angeli, quello di suor Angela, interpretata da Elena Sofia Ricci, e delle «sue» ragazze.

La scena appena terminata vede suor Angela alle prese con Nico (Gianmarco Saurino): lei lo riprende simpaticamente per il suo comportamento da «farfallone», agitandogli sotto il naso un paio di cesoie... Allo «stop» del regista Francesco Vicario c’è una risata generale per la riuscita della divertente scena. «Posso “svelarmi” ora?» chiede Elena Sofia Ricci alla costumista che le toglie il velo dalla testa lasciandola con i suoi capelli raccolti in uno chignon. «Il personaggio di suor Angela» spiega Elena Sofia «è il più comodo che abbia mai interpretato: tunica larga, scarpe basse, niente trucco. Ma il velo in testa appena posso lo levo e mi sento più libera nei movimenti».


L’attrice si siede nel suo camerino (che in realtà è una stanza spartana della Confraternita) e inforca gli occhiali da vista, che toglie per girare. «Le lenti a contatto le uso poco: in pratica quando sono sul set non vedo nulla...(ride)». La tonaca di suor Angela ormai le è diventata familiare: «È la prima volta nella mia carriera che supero la quarta serie di una fiction» spiega. «Per “Caro maestro”, come per “Orgoglio ” o “I Cesaroni”, ho sentito che a un certo punto i percorsi dei miei personaggi si erano esauriti. Suor Angela invece è capace ancora di divertirmi: è un contenitore di emozioni diverse e riesce sempre a far succedere qualcosa di nuovo e di imprevedibile. E scaccia via una cosa a cui sono allergica: la routine». Nella quinta stagione della serie, coprodotta da LuxVide e Rai Fiction, ci attendono nuovi amori, crisi profonde, sfide inaspettate. E poi ci sono i «nuovi arrivati»: Mattia, un piccolo orfano di appena 6 mesi di cui suor Angela si prenderà cura amorevolmente, Ginevra, una novizia appena arrivata, e Maria, la nipote di suor Costanza (Valeria Fabrizi). «Ginevra è una ragazza sensibile, buona, apparentemente convinta del suo percorso di fede» racconta Simonetta Columbu che la interpreta. «È integerrima, addirittura più delle suore stesse. E questo la porterà a situazioni buffe e a sentirsi spesso impacciata». Completamente agli opposti è Maria, la vivace nipote della suora superiora del convento. «Maria è una ragazza libera, moderna e anticonformista» dice Laura Adriani. «La sua ironia la porta a prendere la vita con leggerezza, ma allo stesso tempo con inaspettata profondità».

Ritroviamo i personaggi di Azzurra (Francesca Chillemi), Gabriele (Cristiano Caccamo), Valentina (Arianna Montefiori) e Nico. «Chissà se Nico rimarrà il “farfallone” di sempre, oppure se qualcosa riuscirà a cambiarlo» dice sorridendo Gianmarco Saurino. «Di certo si troverà a scoprire nuovi aspetti di sé e questo mi diverte molto».

Nuove vicissitudini anche per suor Costanza, la madre superiora del convento: «Con il suo carattere prorompente, severo, a tratti ingenuo, suor Costanza mi diverte ancora moltissimo» racconta Valeria Fabrizi. «In questo personaggio ci sono dentro io, con la mia voglia di impicciarmi sempre di tutto, ma anche mia mamma: suor Costanza è brontolona come lei».

Le riprese delle dieci nuove serate sono cominciate il 30 aprile e proseguiranno, tra Roma, gli studi di Formello e Fabriano, fino a novembre.«Credo che questa serie sia maturata dal punto di vista narrativo» spiega il regista Francesco Vicario. «I protagonisti vivono vicende umane con un peso specifico più grande. Il racconto entra in modo più intenso nelle speranze, nelle emozioni, nelle anime dei personaggi, pur non abbandonando mai l’ironia e il tono di commedia che ci caratterizza».