Home TvFictionChristopher Lambert, un «highlander» in camice bianco

Christopher Lambert, un «highlander» in camice bianco

Dalle selvagge valli scozzesi a Roma: in «La Dottoressa Giò» c’è anche il mitico protagonista del kolossal «Highlander»

Foto: Christopher Lambert in «La dottoressa Giò» nei panni del dottor Monti  - Credit: © Fabrizio Di Giulio

11 Gennaio 2019 | 10:07 di Giulia Ausani

Dalle selvagge valli scozzesi a Roma: in «La Dottoressa Giò» c’è anche il mitico protagonista del kolossal «Highlander», Christopher Lambert.

Interpreta il dottor Sergio Monti, responsabile dell’allontanamento di Giorgia dall’ospedale. «È un personaggio ambiguo, per questo interessante» racconta Lambert. «È molto potente e gli piace sfruttare il suo potere per ottenere ciò che vuole». Giò infatti ha cercato di affrontare Monti quando ha scoperto che picchiava la moglie, Michela, che poi si è suicidata. Per togliersi Giorgia di torno, lui l’ha accusata di aver contribuito al suicidio della moglie con la sua inadempienza. Tornata dopo essere stata scagionata dalle accuse, Giò è di nuovo pronta ad affrontare Monti, ma non sarà facile.

«Ho adorato poter interpretare un cattivo. Ho girato più di 80 film e ho sempre fatto la parte del buono che vuole salvare il mondo. Questa è stata una bella novità per me, anche perché il mio sogno è fare il cattivo in un film di 007!». Monti ha dalla sua la direttrice dell’ospedale, la dottoressa Anna Torre, interpretata da Camilla Ferranti. «È veramente una persona speciale e un’ottima attrice» spiega. «Recitare le importa davvero e le interessa farlo bene, quindi lavorare con lei è stato un piacere».

Lambert e il regista Antonello Grimaldi si conoscevano già: 20 anni fa hanno recitato assieme in «Nirvana» di Gabriele Salvatores. «Antonello è sempre molto attento e riesce a creare una bella atmosfera sul set, che è fondamentale. La sua presenza è uno dei motivi per cui ho accettato la parte». E gli altri motivi? «Monti era un personaggio nuovo per me, qualcosa che non avevo mai fatto prima. E poi amo lavorare in Italia: le persone sono fantastiche e il cibo pure!».