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Com’è fatto il pubblico dell’Amica geniale?

Noi di Sorrisi abbiamo voluto scavare più a fondo, con l’aiuto dei dati Auditel. Abbiamo voluto far parlare i numeri. Ed ecco che cosa è venuto fuori

Foto: Margherita Mazzucco e Gaia Girace

18 Dicembre 2018 | 14:12 di Francesco Chignola

Chi l’avrebbe detto, fino a qualche tempo fa, che una serie «d’autore» costruita su una storia cruda e drammatica, recitata in dialetto con sottotitoli, sarebbe diventata il fenomeno televisivo della stagione? «L’amica geniale» è tutto questo. E se il risultato è dovuto a una qualità indiscutibile (la serie è tra le più acclamate dell’anno dalla critica anche negli Stati Uniti) noi di Sorrisi abbiamo voluto scavare più a fondo, con l’aiuto dei dati Auditel. Abbiamo voluto far parlare i numeri. Ed ecco che cosa è venuto fuori.

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Diamo i numeri
Quante persone hanno guardato «L’amica geniale»? È presto detto: i primi tre appuntamenti sono stati seguiti da una media di 6.941.500 spettatori con il 29,5% di share. Cosa significa «share»? Che fra tutte le persone che in quelle serate stavano vedendo la televisione, quasi un terzo ha scelto la serie di Raiuno.

La dote di oltre 10 punti
Ma quanto vale il successo di «L’amica geniale» rispetto agli altri programmi di Raiuno? La media della rete nei medesimi orari delle stesse settimane è stata di 3.876.377 spettatori per uno share del 17,8%. La «dote» portata dalla fiction, quindi, è di oltre tre milioni di spettatori e più di 11 punti di share. E la serie, a metà del primo episodio, ha raggiunto un «picco» di 8.118.204 spettatori.

Amata dalle donne
L’amicizia tra Lila e Lenù ha conquistato più donne o uomini? Indubbiamente le prime: se isoliamo il pubblico femminile, la serie ha ottenuto uno share del 34,4% (contro il 22,4% tra gli spettatori uomini). E il 65% degli spettatori di «L’amica geniale» erano donne. Ma due delle tre puntate si sono scontrate con importanti sfide di Champions League, che potrebbero averne penalizzato la popolarità presso il pubblico maschile.

Raiuno «ringiovanita»
Gli spettatori di questa serie sono davvero così giovani? Facciamo un passo indietro: l’età media degli spettatori di Raiuno è di 63 anni (è il pubblico più «anziano» dopo quello di Rete 4). Quella degli spettatori di «L’amica geniale», invece, è di 58: la serie ha avuto così il potere di «ringiovanire» il canale. In ogni caso, gli spettatori sopra i 55 anni compongono il grosso del pubblico (quasi due terzi). Più nello specifico, il 42,61% degli spettatori aveva più di 65 anni, mentre solo il 14,4% degli spettatori aveva tra i 20 e i 44 anni.

Scelta dai laureati
Nei dati relativi alle classi socio-economiche (divise quindi per capacità di spesa dei nuclei familiari) riscontriamo un successo importante di «L’amica geniale» nella classe più alta, dove ha ottenuto il 32,80% di share: si tratta della fascia dove si è rilevata una maggior preferenza rispetto alle proposte televisive della concorrenza. Il pubblico della serie è formato per più di un terzo da spettatori di classe media e da persone con un titolo di studio di medie superiori. Sempre a proposito di istruzione: lo share più alto è quello ottenuto dagli spettatori laureati, il 35,59%.

Al Sud... si vola
Non sorprende che una serie recitata in dialetto napoletano ottenga preferenze stellari in Campania. Infatti è così: è la regione con la percentuale di share più alta, superiore al 40% (oltre 15 punti in più rispetto alla media regionale delle stesse settimane su Raiuno). In generale su «L’amica geniale» il pubblico pare spaccato in due tra Nord e Sud: tra le regioni che registrano share superiori alla media ci sono Puglia, Basilicata, Toscana e Lazio. Quote inferiori alla media le troviamo in regioni come Lombardia, Piemonte e Liguria. Guardando la composizione del pubblico, infine, il Sud e le isole portano il 40,5% degli spettatori.

Elaborazione dati: Studio Frasi

Quegli odiati-amati sottotitoli

Quali sono le difficoltà nel vedere un programma sottotitolato? Lo abbiamo chiesto al professor Alberto Priori, direttore della clinica neurologica dell’Università degli studi di Milano. «Ci sono due ordini di difficoltà. I sottotitoli tolgono attenzione alla visione del film rendendo la fruizione dell’immagine e del suono diversa da quella prevista in origine: per quanto uno possa diventare abile e veloce, c’è sempre uno “shift” (un cambio, ndr) attentivo che non ci fa gustare una storia come accade automaticamente con la lingua madre. Ma dall’altra parte il doppiaggio, traducendo da una lingua all’altra, distorce il senso originario del film in quanto ogni lingua ha un contenuto emotivo e affettivo differente». Cosa si può fare per ovviare a queste distorsioni? «Occorre che la sottotitolazione sia fatta in modo adeguato, con spezzoni non troppo lunghi e inseriti nei punti chiave». Qualche trucco per apprezzare meglio un film sottotitolato? «Guardare prima rapidamente la scena e poi leggere il sottotitolo: la scena dà la carica affettiva e poi ci si può concentrare sullo scritto. In questo modo si perdono “solo” tra i 100 e 300 millisecondi».

Da collezionare in dvd

Dal 19 dicembre in edicola con Sorrisi trovate il dvd del primo episodio della serie, «Le bambole», a 9,90 euro (rivista esclusa). Ogni mercoledì, poi, usciranno le puntate successive, allo stesso prezzo, per un totale di otto uscite settimanali.