Home TvFictionCristiana Capotondi in “Bella da morire”: «Difendo le donne. E non solo in tv»

Cristiana Capotondi in “Bella da morire”: «Difendo le donne. E non solo in tv»

L'attrice è un ispettore di polizia che si occupa di casi di femminicidio nella serie di Raiuno in onda dal 15 marzo per quattro serate, in cui interpreta l’ispettore Eva Cantini

Foto: Cristiana Capotondi è l’ispettore Eva Cantini

12 Marzo 2020 | 9:10 di Solange Savagnone

Curiosa coincidenza. L’ultima volta che abbiamo visto Cristiana Capotondi in tv, era il 1° marzo nel film “Amiche da morire”. Mentre la prossima sarà in “Bella da morire”, serie di Raiuno in onda dal 15 marzo per quattro serate, in cui interpreta l’ispettore Eva Cantini.

Curiosa questa assonanza tra i titoli. Non è scaramantica?
«In realtà il primo film era una commedia. Qui invece il titolo è provocatorio, gioca sull’immaginario collettivo per raccontare una piaga sociale».

La sua Eva è specializzata in casi di femminicidio.
«Ha 35 anni e lascia Milano per tornare nel suo paese di origine perché la sorella minore, una ragazza madre, ha delle difficoltà. Il primo caso che affronterà sarà la scomparsa di una giovane molto bella. Questa indagine darà il via a un viaggio anche personale di Eva che dovrà fare i conti con il suo vizio di arrivare a conclusioni affrettate, con la rabbia per avere visto troppi casi di femminicidio e con il desiderio di proteggere le donne. A questo si aggiunge poi la grande difficoltà a relazionarsi con gli uomini. Ma nel corso della storia cambierà, farà un bellissimo percorso».

Ha detto di essere molto legata a questa storia. Perché?
«Per la prima volta sullo schermo ho visto una versione fragile di me. E mi ha fatto venire voglia di proteggerla. Non mi era mai successo».

La violenza sulle donne è un tema che la tocca da vicino?
«È un argomento doloroso non solo perché una persona perde la vita. Un femminicidio è ancora più grave perché oltre a uccidere una donna, si uccide anche la femminilità che rappresenta. Mi tocca perché è come se si volesse togliere la parte femminile dalla società ed è un tema anche culturale».

Pensa che trattare questi argomenti in una serie tv possa essere utile in qualche modo?
«Fare una fiction come questa mi dà l’opportunità di affrontare questi temi. Spero che possa aiutare. Anche se è solo una goccia, tante gocce insieme fanno un mare. Da qualche parte si deve pur cominciare a trattare certi argomenti, parlarne è fondamentale. Fare cultura e informazione è il compito del servizio pubblico».

Tornando al titolo, lei che rapporto ha con la sua bellezza?
«È come se non ci fosse (ride)! Sono anni che sto bene con me stessa. Anch’io ho fatto fatica ad accettarmi…».

Anche lei come Eva ha una dipendenza da cibi spazzatura?
«Per lei il cibo è uno sfogo, una coccola. Io lo considero un premio. Anche se preferisco mangiare cose semplici e sane».

E quindi qual è la sua valvola di sfogo contro lo stress?
«Prima di tutto cerco di risolvere le cose che mi stressano. Altrimenti il mio sfogo è l’acqua. Nuotare mi dà una mano ma devo essere sempre in movimento: così lavoro all’uncinetto, faccio ciambelloni con farine speciali, sistemo la casa in campagna. Invece nei momenti di pace sfogo la mia creatività».

Nella serie ci sono tante donne forti che si capiscono immediatamente. Lei crede nella solidarietà femminile?
«Ho avuto esperienze miste. Donne che sono state in grado di fare gruppo, senza invidia, e altre che non ci riuscivano. Dipende dall’educazione ricevuta, se sei cresciuta con dei fratelli, se hai un obiettivo comune. La grande differenza tra noi e gli uomini è che loro riescono a discutere senza serbare rancore e sono molto diretti. Per questo li stimo e amo!».

Eva invece non vuole avere relazioni fisse. Al contrario suo, che da 14 anni sta con Andrea Pezzi.
«È una cosa della quale sono molto contenta e fiera. Abbiamo attenzioni quotidiane e costanti l’uno verso l’altra. Ho trovato la persona giusta. Sognavo un amore che fosse per tutta la vita. Sono molto fortunata».