Home TvFiction“Doc – Nelle tue mani”, Raffaele Esposito: «Cattivo io? no, mi dipingono così!»

“Doc – Nelle tue mani”, Raffaele Esposito: «Cattivo io? no, mi dipingono così!»

Parla l'attore che fa parte del cast della serie-evento con Luca Argentero in onda su Raiuno

Foto: Raffaele Esposito

12 Novembre 2020 | 8:52 di Solange Savagnone

Fra tutti i personaggi di "Doc", Marco Sardoni è il più cattivo: è il primario senza scrupoli che non solo prende il posto di Andrea Fanti (Luca Argentero) con l’inganno, ma tenta pure di “avvelenarlo” con dei farmaci contraffatti. A interpretarlo è Raffaele Esposito, attore di teatro, pittore, ex rugbista e padre di due bimbi che vivono a Palermo con la madre, e coi quali guarda la serie in tv. «In genere non mi rivedo mai. Ma stavolta, all’inizio per colpa del lockdown, mi guardo assieme ai miei figli Rocco, di 11 anni, e Rachele, di 8. Loro parteggiano per Fanti, ovviamente... E ai loro occhi ho “perso anche credibilità” come padre, perché ora quando li sgrido sembra che stia recitando (ride)».

Se i suoi figli tifano per Doc, chissà i fan della serie...
«A dire il vero no. Sarà che vivo di riflesso il successo della fiction, ma la gente mi fa i complimenti. Forse non osano dirmi niente perché essendo un ex rugbista ho un fisico imponente».

Anche lei ha affiancato un medico vero per entrare nella parte?
«Oltre alle due settimane al Policlinico Gemelli di Roma insieme agli altri del cast, sono stato una settimana nell'ospedale di Lodi dove per dieci anni mio padre e Pierdante Piccioni (il medico che ha ispirato la serie, ndr) sono stati colleghi».

Però, ammettiamolo, lei come medico non è un granché.
«Sbaglio sempre le diagnosi. Scherzando con gli sceneggiatori, li pregavo di farmene azzeccare almeno una, ma niente. Io dico una cosa ma poi arriva sempre Fanti con il suo colpo di genio».

Come è nata la sua passione per la recitazione?
«A 9 anni mio padre mi costrinse a salire sul palco, ricattandomi con dei regali, perché aveva una compagnia e cercavano bambini. Poi da grande, dopo una recita per strada con gli amici della comune di artisti che avevo fondato a Crema dopo la maturità classica, un attore mi notò. Lavorai con lui e subito dopo andai a studiare al Piccolo di Milano con Luca Ronconi. E pensare che alle selezioni per l’ammissione alla scuola non sapevo neppure chi fosse!».

In tv quando è arrivato?
«Ho debuttato nella mini-serie “Virginia, la monaca di Monza” di Alberto Sironi con Giovanna Mezzogiorno. Poi ho fatto qualche ruolo in "Il commissario Montalbano" e in "Non uccidere". Ma ho sempre prediletto il palcoscenico al video. Anche se "Doc" ha cambiato un po' le cose».

Ora ci ha preso gusto a lavorare in tv?
«Sì, infatti sono sul set di “Che Dio ci aiuti”, anche qui in un ruolo non molto positivo: ormai il buono non me lo fanno fare più!».