Home TvFiction“Doc – Nelle tue mani”, Sara Lazzaro: «La mia Agnese piace a tutte le donne»

“Doc – Nelle tue mani”, Sara Lazzaro: «La mia Agnese piace a tutte le donne»

L'attrice, interpreta il direttore sanitario dell'ospedale dove lavora l'ex marito, il primario Andrea Fanti (Luca Argentero)

Foto: Sara Lazzaro

12 Novembre 2020 | 8:47 di Antonella Silvestri

Il pubblico ha imparato ad amarla sin dalla prima puntata di “Doc - Nelle tue mani” riconoscendo nel suo personaggio una grande forza ma anche tante piccole fragilità. Sara Lazzaro è Agnese Tiberi, l’ex moglie di Andrea Fanti, il medico interpretato da Luca Argentero che ha perso dodici anni di memoria dopo un incidente d’auto (la vicenda narrata nella serie di Raiuno è liberamente ispirata a quella vera del primario Pierdante Piccioni). La raggiungiamo al telefono durante una pausa delle riprese della seconda stagione di “Volevo fare la rockstar”. «Sono a Gorizia ma tra poco mi sposterò a Venezia, la mia città del cuore, perché sto girando anche l’ultimo film di Andrea Segre» ci dice con voce timida Sara.

Venezia è la città del cuore per antonomasia…
«Sì però per me ha un valore in più. E’ qui che ho trascorso la mia adolescenza, è qui che ho studiato, è qui che ho tanti amici. Ho addosso il suo odore perché l’ho respirata per tanto tanto tempo».

Una città che evoca bellezza e malinconia. Quanto si riflette in lei?
«Venezia culla da sempre i miei stati d’animo. A tratti sono solare, ironica per poi perdermi in una dolce malinconia. Sono introversa e nostalgica».

In effetti il suo temperamento ricorda molto Agnese, il personaggio che interpreta in “Doc - Nelle tue mani”.
«E’ una donna irrequieta perché da un giorno all’altro si ritrova a fare i conti con una vita che non aveva minimamente immaginato. Mi sono molto concentrata su Agnese sforzandomi di darle dignità e carattere. Ha perso un figlio, è una donna a cui viene asportato l’utero. Insomma ci sono tanti motivi per i quali le donne stesse si sono immedesimati in lei. E di dimostrazioni ne ho avute».

Dimostrazioni di che tipo?
«Non sono una frequentatrice dei social eppure leggo messaggi in cui le donne difendono Agnese a spada tratta. Ognuna di esse si rispecchia in una persona costretta a fare i conti con un uomo che è cambiato, che si è indurito, che è diventato austero. E poi prima dell’incidente l’ex marito l’aveva comunque allontanata e lei si era dovuta abituare all’idea dell’abbandono».

Sara, rimaniamo sul set: come è riuscita a rendere credibile il suo personaggio vista la “maturità” anagrafica di Agnese, una donna con una figlia grandicella che potrebbe essere sua sorella?
«Ho dovuto interpretare una quarantatreenne quando io di anni ne ho molti di meno. Reparto costumi, trucco e parrucco mi hanno aiutato a strutturare questa donna con una personalità importante».

Agnese respinge l’ex marito: come si fa a dire no a Luca Argentero?
«(Sorride) me lo chiedono in tanti. Per esigenze di scena, sono scostante ma, a riflettori spenti, io e Luca abbiamo un bellissimo rapporto improntato all’ironia. Tra me e lui c’è stata subito sintonia».

“Doc - Nelle tue mani” è stata una svolta professionale importante perché l’ha fatta conoscere al grande pubblico…
«Ora la gente mi riconosce per strada addirittura con la mascherina… La cosa mi fa anche un po’ sorridere ma mi riempie di orgoglio perché ho perseverato in questi anni, studiando e perfezionandomi in tutti i modi».

Usciamo dal set. Puo’ raccontarci in poche righe chi è veramente Sara Lazzaro. Di lei si sa poco.
«Sono riservata per indole. Sono figlia di un veneto e di una americana, ho vissuto molto in California, ho viaggiato tanto e a mia madre sarò riconoscente a vita perché sono bilingue motivo per il quale ho potuto iscrivermi alle scuole di recitazione di Londra dove mi sono formata. Sin da piccola ho sempre amato il disegno. Mi sono laureata in Arti visive e dello spettacolo presso lo Iuav, l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Il pallino della recitazione si è sviluppato da una esperienza in un laboratorio teatrale fatta al liceo. Passione che alla fine ha preso il sopravvento sul disegno. Sono stata fortunata. Ho trascorso un’infanzia felice, ho fatto quello che desideravo potendo contare su genitori che hanno sempre condiviso le mie scelte».

I suoi genitori pensavano di avere un architetto in famiglia per poi ritrovarsi un’attrice…
«Sono due persone straordinarie. Mio padre è giornalista scrittore, mia madre era docente universitaria. Entrambi aperti e appassionati di cinema, arte, musica. Loro dicono sempre che prima di parlare, disegnavo notando in me un’indole artistica. In ogni caso sono contenti che abbia scelto il mestiere di attrice. Mio padre che è stato, da giovane, un calciatore professionista mi ha sempre ripetuto: “Scegliti un lavoro che ami fare quando devi alzarti la mattina dal letto…”. Mamma e papà mi hanno trasmesso il senso del dovere, del sacrificio».

Con due genitori misti, qual è la cultura che ha prevalso nel suo stile di vita?
«Forse quella più italiana anche se l’impronta americana di mia madre mi ha aperto molto la mente. Lei ha cercato di responsabilizzare me e mio fratello sin da piccoli. Fate quello che volete ma fatelo con criterio, questo il senso. Mia madre mi ha trasmesso la passione per la cucina etnica in particolare quella indiana. I miei nonni americani avevano un’attenzione per il cibo e cucinavano piatti italiani».

Sara, per restare in tema, tiramisù o cheesecake?
«Cheesecake tutta la vita. Il mascarpone non lo digerisco (sorride…)».