Home TvFictionDon Matteo 11: Carlo Conti interpreta se stesso ed è “colpa” di Nino Frassica

Don Matteo 11: Carlo Conti interpreta se stesso ed è “colpa” di Nino Frassica

«È stato Nino Frassica a propormi di partecipare» racconta il conduttore che vedremo nella puntata del 1° marzo della fiction con Terence Hill. E nel frattempo prepara «La Corrida»

Foto: Terence HIll e Carlo Conti a Spoleto durante le riprese di «Don Matteo 11». Non hanno recitato nella stessa scena, ma hanno parlato a lungo sul set

22 Febbraio 2018 | 13:16 di Stefania Zizzari

Nella puntata di «Don Matteo 11» che va in onda il 1° marzo su Raiuno c’è un ospite d’eccezione: Carlo Conti. Il conduttore è stato a Spoleto sul set della seguitissima fiction con Terence Hill, come ci racconta lui stesso. E non è l’unica grande novità di cui ci parla in questa lunga intervista.

Carlo, ci spieghi, è stata una «incursione»?
«L’ultima cosa che posso immaginare è recitare: è un mestiere complesso, che bisogna saper fare bene».

E allora qual è stato il suo ruolo?
«Mi sono solo divertito a fare me stesso. Anche se non è stato poi così facile: un conto è essere se stessi, un altro è interpretare se stessi. Ora sono curioso di vedere il risultato».

E noi siamo curiosi di sapere come è andata sul set.
«Appena arrivato a Spoleto mi sono immerso nel meraviglioso mondo di “Don Matteo”, questa grande fiction piena di emozioni e di valori positivi. È stato un onore per me. Sul set ho trascorso una giornata interpretando il presentatore che porta in giro per l’Italia il programma tv “Canta in famiglia”, dove i bambini possono esibirsi insieme con i genitori. Il maresciallo Cecchini (Nino Frassica, ndr) tenta di portare sul palco il piccolo Cosimo (Federico Ielapi, ndr), che vive nella canonica di don Matteo, e finisce per combinarne di tutti i colori. Mi causa addirittura un incidente, al punto che io credo che sia un carabiniere falso e vado a denunciarlo in caserma. Lì invece scopro che è un vero maresciallo…».


Foto: Conti nel ruolo di se stesso durante le riprese della fiction. Con lui, Nino Frassica nei panni del maresciallo Cecchini e Maria Chiara Giannetta, il capitano Olivieri.

Che tipo di incidente?
«Mi fa inciampare e mi fa cadere dal palcoscenico. Ci siamo divertiti moltissimo con Nino e abbiamo pure improvvisato».

Il volo l’ha fatto lei o una controfigura?
«Non lo dirò mai (ride). O meglio, se è venuto bene dirò che l’ho fatto io, altrimenti lo stuntman».

Terence Hill l’ha incontrato?
«Nelle scene che ho girato non ci siamo incrociati, ma lui è stato così carino da venire a salutarmi sul set. È stata una mezz’ora di ossequi divertiti: io ringraziavo lui di avermi invitato e lui ringraziava me di aver accettato».

Ma è stato Terence a invitarla?
«Mi ha telefonato Nino Frassica proponendomi questa partecipazione. Io gli ho risposto: non credo di essere all’altezza, ma ci provo. Al limite mi diverto. E così è stato».

Però non è la sua prima volta su un set.
«Esatto. Il film “I laureati” è stata la prima regia di Leonardo (il regista Pieraccioni, suo grande amico, ndr) ed è stato anche il mio primo ciak. Anche in quel caso facevo me stesso. Ricordo che avevo una bizzarra cravattona azzurra. Poi ho interpretato nuovamente me stesso in “Paparazzi”, con la regia di Neri Parenti. E infine nella commedia “Se sei così ti dico sì”, con Belen Rodriguez e Emilio Solfrizzi, facevo ancora una volta me stesso, alla conduzione de “I migliori anni”».

Dica la verità, ci ha preso gusto a fare l’attore...
«Ma no! Ogni volta che metto piede su un set, per esempio quando vado a trovare Leonardo, mi rendo conto che il cinema non lo potrei mai fare. Sono abituato ai tempi rapidi della televisione, mentre lì è tutto un “siediti, aspetta, cambio l’inquadratura…”. Per me che vado a braccio, già fare due volte la stessa cosa diventa difficile».

Torniamo a parlare di tv, allora. Sta preparando «La Corrida», in onda dal 6 aprile su Raiuno.
«“La Corrida” torna a casa dopo 50 anni. Era il 1968 quando Corrado la conduceva alla radio, dalle sedi Rai di Roma e di Firenze. E quando l’ascoltavo, da bambino, mi domandavo sempre: “Chissà dove si trova esattamente a Firenze questo signor Corrado?”. E mi sentivo orgoglioso della mia città».

Come sarà la sua «Corrida»?
«Torniamo alle origini, daremo ai dilettanti allo sbaraglio la possibilità di esibirsi con la confezione migliore: l’orchestra del maestro Pinuccio Pirazzoli e la scenografia del grande Studio 5 della Dear a Roma. L’esibizione durerà un minuto con il semaforo rosso, poi scatterà il verde e  il pubblico si scatenerà con fischietti, pentole, coperchi, campanacci. Ma speriamo che ci siano anche gli applausi!».

Gli altri elementi?
«La forza è che non ci sono cambiamenti: sarà come quella di Corrado. Ci sarà il corpo di ballo e, come nella tradizione del programma, all’inizio della puntata sceglierò delle persone tra il pubblico che andranno in sala prove con il coreografo per preparare un balletto che mostreranno alla fine della puntata».

E lei non balla?
«Ma per carità… Io piuttosto seguirò le esibizioni su uno sgabello come faceva Corrado. Certo, le sue famose espressioni sono irripetibili e la sua mimica facciale è irraggiungibile. Io lo farò alla mia maniera. Ma sempre con un elemento fondamentale che apparteneva anche a Corrado: il rispetto verso tutti coloro che si esibiranno sul palco. Anche per i concorrenti più strampalati».

Ne ha già visto qualcuno?
«Stiamo ancora facendo selezioni in tutta Italia, ma voglio avere pochi contatti con loro per poter vivere la freschezza e lo stupore del momento della diretta».

Nella versione originale Corrado aveva la valletta. La sua chi sarà?
«Non ho ancora deciso se ci sarà o no. Vedremo».

Il suo programma in onda su Raitre, «Ieri e oggi», va molto bene: le quattro puntate previste sono diventate nove.
«Andiamo avanti con meravigliose coppie di protagonisti: Alba Parietti e Teo Teocoli, Enzo Decaro e Loretta Goggi, Massimo Lopez e Tullio Solenghi con Marisa Laurito, e poi Nino Frassica e Fausto Leali».

Intanto il 21 marzo sarà il gran cerimoniere della serata dei «David di Donatello», i prestigiosi premi cinematografici.
«È un onore. Li avevo condotti nel 1999 e nel 2000, ricordo Alberto Sordi e Sophia Loren: che emozione. Sono contento perché abbiamo molti attori italiani che stanno dimostrando tutta la loro bravura».

E non finisce qui: ha in serbo per noi un’altra novità...
«Il 28 marzo su Raiuno condurrò “Lucio&Lucio”, una serata speciale di musica. Il 4 e il 5 marzo del 1943, nel giro di 24 ore, sono nati due geni musicali: Lucio Dalla e Lucio Battisti. In questi giorni avrebbero compiuto 75 anni e ci piace festeggiarli con tanti ospiti che verranno a cantare le loro canzoni e a ricordarli con i loro racconti».

Foto: Lucio Battisti e Lucio Dalla