Home TvFictionDon Matteo, intervista e prime foto dal set

Don Matteo, intervista e prime foto dal set

Siamo andati sul set della decima stagione della popolare fiction di Raiuno a parlare con Terence Hill che ha confermato: l'abito di don Matteo è sempre lo stesso!

Foto: Terence Hill approfitta di una pausa per dare consigli alla troupe  - Credit: © Fabrizio De Blasio

31 Luglio 2015 | 17:20 di Tiziana Lupi

Una bicicletta sfreccia su una delle strade principali di Spoleto proprio mentre nella direzione opposta sta arrivando una macchina ad alta velocità. L'impatto sembra inevitabile? «Stop, buona», la voce del regista rompe la tensione: nessun incidente, si tratta solo di una scena di Don Matteo 10, la serie che, dallo scorso maggio, si sta girando nella cittadina umbra e che vedremo in autunno (attualmente Raiuno manda in onda le repliche della ottava stagione). Il ciclista, naturalmente, è Terence Hill: appena sceso dalla bici mi vede e mi viene incontro sorridente: la visita di Sorrisi sul set, all'inizio delle riprese, è ormai una sorta di rituale scaramantico.

La prima cosa che noto è la tonaca: mi avevano detto che dopo nove stagioni e 194 episodi Terence aveva accettato di averne una nuova e invece vedo che indossa sempre la stessa, a dir poco «vissuta», piena di rammendi e con qualche toppa. Gli chiedo come mai nemmeno stavolta abbia ceduto e lui sorride sornione: «Non è vero che quella nuova non l'ho mai messa, l'ho usata una volta all'inizio delle riprese. Poi il giorno dopo ho detto: ?Oggi giro con quella vecchia? e non me la sono più tolta. L'altra ce l'ho in camerino. Don Matteo non può avere una tonaca nuova».

Mentre parliamo la troupe lavora per preparare la scena successiva. La strada è sempre quella, il traffico è già stato bloccato, stavolta basta solo spostare le transenne che servono a frenare l'entusiasmo dei fan di don Matteo. Sono decine e decine, di tutte le età, che non perdono una battuta e aspettano l'occasione buona per scambiare due parole con i loro beniamini (anche gli altri attori sono ricercatissimi, innanzitutto Nino Frassica e Simone Montedoro, ma anche Nathalie Guetta con il fedele Achille, il bulldog francese di tre anni e mezzo che la segue sempre sul set), o, se sono fortunati, farsi una foto al volo. Alcuni di loro, mi raccontano, sono stati anche sul lago di Braies, in Alto Adige, per seguire Terence nelle riprese di Un passo dal cielo», «perché è troppo simpatico, è un mito». C'è persino una bambina che ha appena compiuto 11 anni e, come regalo di compleanno, ha chiesto di poter vedere da vicino don Matteo.

Terence ascolta queste parole con lo sguardo un po' incuriosito, proprio mentre una piccola fan riesce ad avvicinarsi e a consegnargli una lettera che lui legge immediatamente. «Non avrei mai immaginato» dice l'attore «quando abbiamo iniziato Don Matteo 15 anni fa, che saremmo arrivati così lontano. Lo avevamo pensato come una novella e, invece, è diventato un romanzo di centinaia di pagine. È un transatlantico dal quale chi sale non vorrebbe mai scendere».
Un successo del genere (ma guai ad usare la parola «successo» con Terence, la cui umiltà sul set è proverbiale) indurrebbe chiunque a rallentare un po' i ritmi, a vivere, per così dire, di rendita. Ma non lui: «Ogni volta ci vuole un impegno maggiore e tutti ci mettono qualcosa in più: gli autori, che devono trovare storie nuove, e gli attori, che non possono deludere il pubblico. Certo, questo significa anche sacrificio per noi e per le nostre famiglie perché le riprese durano tanti mesi e, per tutto questo tempo, non hai modo di fare nient'altro. Io sono anni che desidero andare a San Pietroburgo per vedere il museo dell'Ermitage e non ci sono ancora riuscito. Quest'anno, però, forse riesco a rubare qualche giorno per andarci con la mia famiglia».

Oltre all'umiltà, sul set si parla anche della generosità di Terence nei confronti di tutti quelli che lavorano con lui, a partire dagli attori, vecchi e nuovi, famosi o semplici comparse. Glielo dico e, mentre si prepara per le nuove riprese (con l'aiuto della sua assistente Stefania che non lo perde di vista un attimo), spiega: «Da attore ho capito che, quando reciti con qualcuno, più lui è bravo e meglio è anche per te. Devi fare il tifo per chi hai davanti, perché, se vanno bene loro, vai bene tu. Visto che anche don Matteo, sotto sotto, ogni tanto riesce a essere anche un po' egoista?».
È arrivata la bicicletta, c'è tempo solo per un saluto. Poi Terence sale e si allontana con quell'iresistibile sorriso che, di stagione in stagione, continua a conquistare milioni di spettatori.