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Elena Sofia Ricci nella fiction «Che Dio ci aiuti 4»

«Quanto mi piace piangere... di gioia» ci dice l'attrice, tornata nei panni di suor Angela nella quarta stagione della fiction

Foto: "Che Dio ci aiuti 4"  - Credit: © Rai

11 Gennaio 2017 | 10:00 di Paolo Fiorelli

«Aspetti che prima dell’intervista devo salutare la tassista».
Come la tassista?
«E sì io ho un’amica tassista, capisce la fortuna? Lei è inglese ma ha fatto la cavolata di sposarsi un italiano. Così posso chiamarla sul cellulare e mi fa pure lo sconticino. Bye, Cindy… smack smack».
Mi avevano detto che Elena Sofia Ricci ha il piglio amichevole e sollecito di suor Angela. Il primo scambio di battute conferma l’impressione.
Dunque Elena Sofia, finalmente ci siamo. È arrivata la quarta serie di «Che Dio ci aiuti».

Ci sono novità?
«Certo, suor Angela è un personaggio talmente ricco di sfumature che non si esaurisce mai. È comica e drammatica, fragile ed energica insieme. Anche un po’ scorretta, a volte. Insomma, è umana».
Magari in questa serie la vedremo anche cambiare, crescere, evolversi…
«Cosa? Certo che no. Suor Angela ha alle spalle una storia “tanta così”, ne ha viste di cotte e di crude e il suo carattere ormai è formato, fortissimo, convinto. Sono gli altri che cambiano. E a volte la fanno impazzire».
Veramente si riparte con un evento felice, il matrimonio di Azzurra e Guido. Erano almeno 20 puntate che suor Angela cercava di farli andare d’accordo…
«Già, peccato che poi arriveranno un sacco di grane. Comunque è vero, in questo suor Angela è come me: le piace mettere d’accordo, fare tutti felici, incastrare ogni pezzo del puzzle. Però esagera. Io se non ci riesco a un certo punto dico: “Vabbe’, fate come volete”. Lei invece vuol forzare gli eventi e magari combina guai. Il matrimonio è un suo trionfo. E anch’io me lo sono proprio goduto».
In che senso?
«Mi vergogno un po’ a dirlo».
Coraggio.
«Be’, io ai matrimoni mi commuovo. Sempre. Anche a quelli finti. Per cui, mentre giravamo, avevo le lacrime agli occhi. Spero che gli altri attori non se ne siano accorti, perché tutto questo sentimentalismo mi fa sentire un po’ matta. Spero che abbiano solo pensato: “Accidenti quanto è brava a recitare”».
Diciamo che si è calata nel personaggio. Il famoso metodo dell’Actors Studio americano, no?  
«Ma quale metodo, io non ci credo. Certo, la scena è commovente. Ma io ultimamente ho proprio la lacrima facile. Ha presente quello spot dove si vede la vita di una famiglia che scorre in pochi secondi? Ogni volta che passa in tv mi vengono i lacrimoni. Tanto che le mie figlie mi prendono in giro. Però piango solo per le cose belle, tenere. Piango di gioia. Il dolore me lo tengo dentro».
L’ultimo dolore che ha provato?
«Vedere Norcia distrutta dal terremoto. Ho passato tante estati là, in compagnia di mia figlia che faceva seminari di pianoforte. Invece per fortuna Fabriano, dov’era il nostro set, ha resistito. Abbiamo girato per tutta l’estate, ma quando è arrivato il terremoto eravamo già andati via. C’è stata una baraonda di telefonate, per assicurarsi che stessero tutti bene. Quando stai per mesi in una città piccola come Fabriano nascono amicizie vere. È inevitabile, ci si sente come in famiglia».  
Matrimoni a parte, cos’altro ci può raccontare di questa quarta serie?
«Arriva Monica, una nuova ospite del convitto che è anche un po’ “figlia” di suor Angela. Perché il padre di Monica è l’uomo di cui lei era innamorata prima di farsi suora, quello con cui aveva fatto addirittura una rapina… Monica se ne approfitta, la sfida, pretende un trattamento di favore».
Arrivano anche una escort, un bambino viziatissimo e un playboy sempre a caccia delle ragazze del convitto. Ma suor Angela ha mai pensato di ritirarsi in clausura?    
«Mai. Non è quel tipo di suora (che pure io ammiro profondamente). Lei è più sul genere della missionaria, ha presente? E la sua missione è quella di aiutare gli altri».