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Fabrizio Bentivoglio è Remigio in “Il nome della rosa”

A lui è affidato uno dei ruoli più difficili della fiction di Raiuno: quello del frate che nasconde ai compagni molti segreti, tra cui quello di essere stato in passato un seguace dell’eretico Dolcino (Alessio Boni)

Foto: Fabrizio Bentivoglio è frate Remigio in "Il nome della rosa"

25 Marzo 2019 | 09:30 di Paolo Fiorelli

Nel cast internazionale di "Il nome della rosa" spicca Fabrizio Bentivoglio, a cui è affidato uno dei ruoli più difficili della fiction di Raiuno: quello di Remigio, frate che nasconde ai compagni molti segreti, tra cui quello di essere stato in passato un seguace dell’eretico Dolcino (Alessio Boni).

Fabrizio, come descriverebbe il suo ruolo?
«Remigio è un personaggio molto complicato e mi ha suscitato sentimenti contraddittori. Da una parte ha una sincera compassione per i poveri e i deboli, dall’altra a volte li sfrutta ed è arrivato anche a uccidere. Poi c’è il suo rapporto morboso con Salvatore (Stefano Fresi), di cui è un po’ protettore e un po’ tiranno... una coppia che si contrappone a quella formata dai protagonisti Guglielmo (John Turturro) e Adso (Damian Hardung), direi che è quasi una loro copia deforme».

Avete girato in inglese: una difficoltà in più. Ma Rupert Everett (Bernardo Gui) le ha fatto i complimenti.
«Lo ringrazio. In effetti è stata una vera sfida. Mi sono preparato con grande anticipo e poi sul set avevo un’assistente madrelingua che controllava la pronuncia. Un anno dopo ho dovuto doppiare me stesso in italiano, ed è stato come dar vita a un nuovo personaggio».

Cosa pensa del romanzo da cui è tratta la serie?
«Avevo letto il libro oltre 30 anni fa, ma l’ho ripreso in mano per prepararmi a girare la fiction. E con piacere ho scoperto molte cose che non avevo colto allora. È il classico libro che ti sembra più ricco ogni volta che lo rileggi».

Mentre in tv è frate Remigio, al cinema è il protagonista della commedia "Croce e delizia".
«Sì, sono un padre di famiglia che all’improvviso si innamora di un altro uomo, cioè Alessandro Gassmann, lasciando di stucco la figlia (Jasmine Trinca) e tutti i conoscenti. All’inizio non volevo che film e fiction arrivassero al pubblico negli stessi giorni, adesso invece ho cambiato idea: mi fa piacere. Perché interpreto due personaggi diversissimi, e non era facile riuscirci. Nello spettacolo, appena hai successo con un ruolo, ti chiedono di ripeterti e ripeterti...».