Francesca Chillemi e Can Yaman: «Sul set di “Viola come il mare” è nata la nostra amicizia»

«Ci siamo conosciuti preparando i personaggi della fiction, travolti dall’affetto dei fan» dicono il divo delle soap turche e l’attrice

Can Yaman e Francesca Chillemi  Credit: © Iwan Palombi
29 Settembre 2022 alle 07:46

Radiografia di un fenomeno: non è ancora andata in onda, ma la amano tutti, come se l’avessero già vista, perché è una serie attesissima, che ha avuto un grande battage sui media e sui social. Parliamo della nuova fiction di Canale 5 “Viola come il mare”, prodotta da Lux Vide per Rti con la regia di Francesco Vicario e al via per sei prime serate il 30 settembre.

Noi di Sorrisi l’abbiamo seguita fin dai primi ciak, andando sul set a Palermo a caccia di foto e notizie esclusive e chiacchierando fino a pochi giorni prima della messa in onda con i due protagonisti: Francesca Chillemi, che interpreta Viola Vitale, giornalista di cronaca nera con doti speciali da “profiler”, e Can Yaman che per la prima volta recita in italiano nei panni di un poliziotto, l’ispettore capo Francesco Demir. Occhio: Can si pronuncia “Giàn” con la G aspirata e Demir invece “Demìr”, con l’accento sulla i: saputo questo, non farete gaffe in società, commentando le puntate con gli amici.

Un mondo a colori

Nella trama, come sul set, c’è un arcobaleno di emozioni. Il personaggio di Viola vive infatti una particolare condizione neurologica, la sinestesia, che fa sì che lei veda la rabbia, il dolore, la paura o la gioia delle persone che incontra attraverso i colori. Inevitabile chiedere ai due attori: “Di che colore dipingeresti il tuo partner sul set”? Can nicchia, alza le spalle forti e robuste (frutto di duri e costanti allenamenti con i pesi) e cede galantemente la parola a Francesca, che a sua volta scherza: “Can si vede blu. E chi sono io per mettere in dubbio le sue certezze?”. Poi si passa alle altre sfumature relative alla famiglia, al lavoro e al calore dei fan: «Se penso all’amore, vedo rosso, perché è il cognome del mio compagno e di mia figlia Rania» dice Francesca. «Se penso a quanto mi ha dato girare questa serie, mi viene in mente il giallo del sole e dell’energia» le fa eco Can. «A Palermo abbiamo girato per quattro settimane e anche se all’inizio c’era brutto tempo, io ho il ricordo di un cielo sempre celeste, perché è stato bellissimo».

Una grande famiglia

Ma cosa è successo di così bello in Sicilia? Abbiamo curiosato... «L’affetto della gente ci ha travolti. Ogni giorno sul set ci accoglievano con i sorrisi, con tanti regali, con tante cose buone da mangiare. E quelle, si sa, da noi non mancano mai» ricorda Francesca, orgogliosa di essere siciliana. «Sono innamorato di Palermo perché sono stato accolto come in una grande famiglia: con tutto il cast e la troupe alloggiavamo in un piccolo albergo in pieno centro» spiega Can. «E capitava di studiare i copioni tutti nella stessa stanza, in allegria. Con Giovanni Nasta (che interpreta Turi D’Agata, l’assistente di Demir, ndr) nelle pause giocavamo a pallone in camera e nonostante gli appostamenti dei fan sotto il mio balcone sono riuscito anche a fare qualche “monelleria” e pure un tuffo in mare». E Francesca conferma: «Con Chiara Tron (l’attrice che interpreta la videomaker Tamara Graziosi, ndr) andavamo spesso insieme nella palestra dell’hotel». Per non tacere delle cene, un concentrato di buon umore e scoperte interessanti. «Arancine, cannoli, caponata» snocciola Yaman, mentre fuma con gusto l’inseparabile sigaro. «Can ci ha fatto una testa così perché provassimo il rakı (si pronuncia raq’, ndr), una bevanda alcolica turca a base di anice di cui lui va matto. Ma a me non è che sia piaciuta un granché» ci confida Francesca.

Che intesa perfetta!

Fatto sta che, dopo 12 ore insieme sul set e anche dopo il lavoro, è nata una splendida amicizia. E nulla di più, sebbene i paparazzi quando le due star hanno calcato elegantissimi il red carpet della Mostra di Venezia avessero tentato in tutti i modi di ricamarci su. Francesca, cosa ammiri più di Can? «La tenacia». Can, cosa apprezzi di più di Francesca? «La professionalità». C’è stima reciproca, insomma, questo è chiaro, ma anche spazio per rilassarsi un po’, riproponendo le stesse dinamiche dei propri personaggi. Francesca descrive Can come un attore turco? E lui: «Ma chiamami pure “divo”». Vanno ospiti in coppia a “Verissimo”? Ed è subito un gioco di battibecchi. «Ci sono volte in cui mi fa arrabbiare!» svela Francesca a Silvia Toffanin. Si punzecchiano volentieri, proprio come fanno Viola e Demir, al tramonto, nella terrazza con vista sulla Cattedrale di Palermo che condividono da vicini di casa. E chissà che tra l’affascinante giornalista e il tenebroso ispettore, tra loro sì, intendiamo i personaggi, non possa nascere l’amore?

Una bella esperienza

Ciak dopo ciak e intervista dopo intervista, i due artisti hanno lavorato sodo, traendo dai loro personaggi anche qualche lezione di vita. «Da Viola ho imparato il valore dell’empatia e quanto è importante accogliere e ascoltare gli altri, senza giudicare e senza pregiudizi» dice Francesca. «Il mio Demir è serio, concentrato, disciplinato. In questo mi somiglia, perché ho dato il massimo per recitare in italiano, lingua che avevo studiato cinque anni al liceo, ma che ho perfezionato con l’aiuto prezioso della mia coach Francesca Rizzi. E con quest’esperienza sono cresciuto, sono maturato» dice Can. Adesso è tempo di sposare altri progetti. «Sarò sul set di “Che Dio ci aiuti” fino a dicembre e poi avrei voglia di fare un viaggio un po’ selvaggio con la mia famiglia» si congeda Francesca. Can nel frattempo è già volato a Budapest, in Ungheria, in un posto segretissimo dove non prende neanche il telefonino. In attesa di girare una nuova versione di “Sandokan”, che attualmente è in fase di scrittura, l’attore è stato arruolato per la serie di Disney+ “El turco”, tratta dal romanzo omonimo dello scrittore Orhan Yeniaras. Sarà il muscolosissimo ufficiale dell’esercito dell’impero ottomano Balaban Agha fuggito a Moena, vicino a Trento, dopo essere stato fatto prigioniero nell’assedio di Vienna del 1683.

Un poliziesco con sfumature da commedia romantica

Lei (Francesca Chilemi) è Viola, una giornalista di cronaca nera alle prime armi che lavora per un giornale online: torna in Sicilia da Parigi, dove lavorava nella moda, per cercare il padre. Lui (Can Yaman) è Francesco Demir, ispettore capo della polizia nato in una famiglia difficile, con papà turco e mamma italiana. Ecco i protagonisti di “Viola come il mare”, che si ritroveranno a lavorare insieme in vari casi di omicidio. Ma non condivideranno solo preziose informazioni per le indagini, ma anche una terrazza condominiale. Sì, perché la brillante giornalista e l’affascinante poliziotto sono anche vicini di casa...

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