Francesca Chillemi è la star della nuova fiction “Viola come il mare”

Sorridente, felice, ottimista e sicura di sé: si racconta a Sorrisi a tutto tondo, tra il lavoro sui set, la sua amata Sicilia e le gioie della vita da mamma

11 Agosto 2022 alle 08:01

Mentre facciamo l’intervista Francesca Chillemi è a bordo piscina a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), il suo paese natale: ha qualche giorno di relax dal set ed è andata a trovare i genitori. A settembre vedremo l’attrice in “Viola come il mare”, la nuova fiction di Canale 5 prodotta da Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rti, dove è protagonista insieme con Can Yaman, l’attore star delle soap turche popolarissimo in Italia.

Francesca interpreta Viola Vitale, una giornalista in erba che fa ritorno in Sicilia da Parigi e che ha una caratteristica molto particolare: la “sinestesia”.

Francesca, ci racconti: di che cosa si tratta?
«La sinestesia è una condizione neurologica che porta a sperimentare fenomeni percettivi uditivi o visivi diversi da quelli abituali. Nel caso di Viola, lei “vede” le emozioni degli altri attraverso una sorta di aura con determinati colori associati alla rabbia, alla paura... E quando riceve questi input visivi, è un po’ come se, quelle emozioni, le provasse pure lei. Ciò comporta due aspetti: uno positivo e uno negativo. Il buono è che Viola riesce a immedesimarsi negli altri; il cattivo è che a volte viene sopraffatta dalle emozioni. Fatto sta che, grazie a questa sua “dote” riesce ad aiutare l’ispettore capo Demir (Can Yaman, ndr), a risolvere i casi».

Le piacerebbe saper leggere le emozioni attraverso i colori?
«No, perché sarebbe complicato da gestire. Però vorrei essere empatica come Viola, entrare in connessione con le persone come lei. La vita degli altri va accettata senza giudicarla, con serenità. Senza farsi troppi film».

C’è un colore che associa a emozioni positive?
«Il rosso, perché lo lego subito al cognome che porta mia figlia Rania (avuta con l’imprenditore Stefano Rosso, il compagno di Francesca, ndr)».

Invece il colore che le dona di più addosso?
«Il color vinaccia è uno dei miei preferiti».

Viola è una giornalista che indaga a fondo nell’animo umano. Se fosse lei a intervistarla, che domanda le farebbe?
«La mia Viola è una donna molto sensibile, a volte fragile, ingenua. Ma di grande apertura emotiva: le interessa davvero capire cosa provano gli altri. Quindi la prima domanda che mi farebbe è: “Francesca, come stai? Stai bene? Sei felice?”».

E lei che cosa le risponderebbe?
«Che sto bene, sì. Quanto alla felicità, è difficile viverla in questo momento storico di caos, con tutto quello che succede. Vedo tanta ansia generale, tanta sofferenza intorno a me e questo mi tocca profondamente».

Nella fiction si ammirano tanti scorci di una Palermo crocevia di culture. Un luogo speciale?
«Una splendida terrazza che si affaccia sulla cattedrale arabo-normanna, dove abbiamo girato tante scene con Can. Perché Viola e Demir, che sono vicini di casa, si ritrovano lì a fare lunghe chiacchierate. E di sera è davvero stupenda, ha una vista magnifica».

Lei, da siciliana, ha fatto un po’ la turista? Quali posti ha scoperto della città?
«Mi è piaciuto molto addentrarmi nel mercato della Vucciria, di cui ti resta l’odore addosso. Ma poi abbiamo girato anche sulla spiaggia di Mondello, dove c’è un bellissimo stabilimento balneare liberty, sospeso sull’acqua».

Quando ritorna giù a casa, l’atmosfera com’è?
«Stiamo tutti insieme, i miei genitori, mia sorella Teresa, che ha tre anni e mezzo più di me, e mio fratello Giuseppe, che ne ha sette di meno. E rivedo i cugini di tutte le età. Il concetto di privacy non esiste: la famiglia si “espande” (ride)».

Sua mamma Maria la accoglie cucinandole i suoi piatti preferiti?
«Sì, perché il nutrimento per lei è affetto, è cura. Io le chiedo di cucinarmi le verdure, che qui hanno tutto un altro sapore. Le melanzane arrosto, per esempio. E poi adoro il tartufo: il gelato con un cuore di panna e il gianduia fuori che fanno qui».

Ma quali sono le sue doti più “siciliane”?
«Intanto l’aspetto fisico: scura, occhi scuri, sono mediterranea. A livello caratteriale, invece, la prerogativa siciliana è che, quando incontro qualcuno, tendo a studiare le persone. Se poi uno vale, mi butto: quando mi fido, mi apro e mi affido totalmente».

E da Viola passiamo ad Azzurra, il suo personaggio storico. Curioso che anche lei abbia il nome di un colore.
«Vero? Magari la prossima donna che interpreterò si chiamerà Bianca,Verde o Blu, chissà!».

Azzurra adesso è il cuore della fiction “Che Dio ci aiuti”. Nell’ultima stagione l’abbiamo vista nei panni di novizia al fianco di suor Angela (Elena Sofia Ricci), mentre cercava di imparare da lei i “segreti del mestiere”. Come proseguirà? Novità sulla settima stagione che vedremo l’anno prossimo?
«Ora Azzurra metterà in pratica tutto ciò che suor Angela le ha insegnato. Passiamo dalla teoria alla pratica. Se vogliamo, è un po’ come la mia evoluzione nel cast. All’inizio ero io la più “piccola” sul set, oggi posso fare da sorella maggiore alle giovani attrici».

Con l’evoluzione di Azzurra, nel tempo, è cambiato anche il suo rapporto con la fede?
«No, il mio rapporto con la spiritualità è lo stesso di sempre. Sono credente, non praticante. Ma ogni sera dico le preghiere come mi ha insegnato nonna Ciccina».

Che cosa chiede a Dio nelle sue preghiere?
«Nulla, non faccio richieste, le preghiere sono il mio grazie quotidiano».

Sul set ad Assisi quest’estate ha fatto caldissimo. Ha sofferto molto?
«Io soffro molto il freddo, ma devo dire che, con gli abiti di scena che coprono dal collo ai piedi, girare con l’afa è decisamente faticoso».

I suoi rimedi anti afa?
«Per la pressione bassa, potassio e magnesio. E poi mi ripeto dentro di me: “Posso farcela!”. Bisogna crederci, è una strategia vincente, il cervello funziona così: se gli dici che il caldo è sopportabile, lui ci crede e tu stai meglio».

Su Instagram la vediamo indossare dei bellissimi cappelli a falde larghe. Li usa per proteggersi dal sole o perché danno un’aria da diva?
«La prima. Non posso prendere il sole in viso per motivi di lavoro: per non fare impazzire le truccatrici. Altrimenti tra una scena e l’altra sembrerei più scura».

Sul set da che cosa non si separa mai?
«Dal copione cartaceo! Le mie scene le stampo e me le porto dietro. Non riesco a memorizzarle bene se guardo il digitale che mi mandano via mail. E poi ho una borsetta con il cellulare, perché da quando ho una figlia voglio essere sempre reperibile per ogni evenienza».

È una mamma molto apprensiva?
«Ahimé, sì. Cerco di frenarmi, ma è dura: è genetico. Mia mamma mi diceva sempre: “Stai attenta a questo, stai attenta a quello...” e sono cresciuta con una soglia di attenzione altissima, fin troppo. Vorrei che per mia figlia fosse diverso».

A Ferragosto partirà qualche giorno con Stefano e Rania?
«Sì, faremo un viaggio per dedicare tutto il tempo alla bambina. E la coinvolgiamo nella decisione: non le imponiamo le opzioni, la meta la scegliamo assieme a lei».

A settembre che classe farà la bambina a scuola?
«La seconda elementare. Ha già pronto il diario e il corredo scolastico: è una bambina molto autonoma, decisa, mi piace. Fa la scuola americana e a volte mi corregge se sbaglio a pronunciare qualche parola inglese».

Del suo lavoro che cosa pensa?
«La porto sui set da quando aveva solo 50 giorni di vita. E devo dire che ora comincia a realizzare bene tutto il lavoro che c’è dietro».

Vi scattate mai qualche selfie insieme con la troupe nelle pause?
«No, perché lei non è una bimba “esibizionista”, per scattarle una foto devi chiederle il permesso! E trovo che questo sia sano».

Che spazio occupa la moda adesso nella sua vita rispetto agli inizi della sua carriera?
«Il solito: mi piacciono le cose belle, mi piace essere femminile, mi piace avere uno stile che mi identifica e che mi fa sentire a mio agio. Ma credo che nessuno debba sentirsi obbligato a seguire le mode o fare dei trattamenti che non gradisce. Per esempio, io non amo i massaggi, mi infastidiscono».

Il suo segreto di bellezza numero uno?
«Un’alimentazione bilanciata, senza rinunce ossessive. E il movimento: faccio yoga, pilates, pesi. Alterno».

Ci sono mattine in cui persino lei davanti allo specchio fa una linguaccia e tornerebbe a dormire?
«Ci sono, ci sono. Ma, anche lì, basta indirizzare il cervello nella direzione giusta. Io mi dico che faccio il lavoro più bello del mondo, che mi dà grandi soddisfazioni. Così la giornata riparte».

Nel 2023 saranno 20 anni da quando vinse il concorso di Miss Italia.
«Di già? Avevo 18 anni e mi sembra ieri, il tempo scorre veloce».

Ha realizzato tutti i suoi sogni di allora?
«Sì, ma c’è ancora spazio per altro. Se smetti di avere sogni, che vita è?».

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