Home TvFiction“Fratelli Caputo”, Cesare Bocci e Nino Frassica: «Abbiamo giocato a Nord contro Sud»

“Fratelli Caputo”, Cesare Bocci e Nino Frassica: «Abbiamo giocato a Nord contro Sud»

I due attori sono i protagonisti della nuova divertente fiction di Canale 5 in onda da mercoledì 23 dicembre in prima serata

Foto: Nino Frassica e Cesare Bocci

17 Dicembre 2020 | 9:16 di Stefania Zizzari

Proprio due gocce d’acqua non sono, in effetti. A parte i baffi. E i capelli brizzolati. E la capacità di far divertire il pubblico. E il cognome “per fiction”. Già, perché Cesare Bocci e Nino Frassica interpretano due fratelli nella nuova spassosa serie di Canale 5 “Fratelli Caputo”. Conosciamoli.

Nome.
Cesare: «Alberto».
Nino: «Nino».

Cognome.
Cesare: «Caputo».
Nino: «Caputo».

Siete fratelli...
Cesare: «Così dicono. Ma il vero Caputo sono io!».
Nino: «Lo dici tu».

Chi è il vostro personaggio?
Cesare: «Alberto Caputo è un commercialista di Milano con un’anima divisa in due: è mezzo milanese e mezzo siciliano, la mamma è milanese e il papà è il Caputo di cui al titolo della serie. Alberto, come la sua professione richiede, è una persona seria, precisa, educata e ben organizzata».
Nino: «Io sono il fratello bello, intelligente e buono. Lui è il brutto, stupido e cattivo. Io sono uno pseudocantante melodico organizzatore di spettacoli cialtroni: lavorano per me degli artisti improbabili, tra cui il cantante lugubre, l’ipnotizzatore di galline e altri squinternati».

Farete scintille insieme!
Cesare: «Lui farà scintille con me!».
Nino: «Lo speriamo».

Perché è una serie da non perdere?
Cesare: «Perché è una serie che farà divertire grandi e piccini, e perché ci sono due mondi opposti che alla fine si ricongiungono».
Nino: «Perché parla di noi, di tutti noi».

È la prima volta che lavorate insieme.
Cesare: «E sarà anche l’ultima (ride)!».
Nino: «No, lui non se lo ricorda ma eravamo due bambini lustrascarpe in “Sciuscià” di Vittorio De Sica».

La cosa che ha scoperto dell’altro, lavorando insieme?
Cesare: «Nino è un artista vero, anche del disegno. Dipinge con lo smalto. E sul set è molto generoso con i compagni».
Nino: «È donna».

Il più bello tra i due?
Cesare: «Neanche rispondo (ride)».
Nino: «Il nostro papà. Nella serie si vede una sua foto: il regista Alessio Inturri ha scelto quella del padre di Claudia e Anna Mori, produttrici della fiction».

Il più intelligente?
Cesare: «Lo sanno tutti».
Nino: «50% io, 80% lui».

Il più permaloso?
Cesare: «Perché mi fa questa domanda (ride)?».
Nino: «Non so cosa significa».

Il più secchione?
Cesare: «A me piace essere preparato, sono un commercialista...».
Nino: «Io. Lui è più pupa».

Il piatto più buono che avete mangiato in Puglia durante le riprese?
Cesare: «La cozza pelosa».
Nino: «Piatti siciliani, perché nella finzione la storia si svolge in Sicilia».

Il ricordo più divertente?
Cesare: «Ogni scena con Nino lo era. Divertente e imprevedibile».
Nino: «Quando a Red Canzian, che interpreta se stesso, scappava da ridere. Comunque è bravo: come fa se stesso, non lo fa nessuno».

La scena più difficile?
Cesare: «Sul terrazzo, in camicia con otto gradi e con il vento».
Nino: «Quando di notte dovevo scavare: scavavo malissimo, sembrava giocassi a tennis».

La scena ripetuta più volte?
Nino: «La scena del bacio tra noi due. Veniva bene ma l’abbiamo ripetuta tante volte per affetto reciproco».
Cesare: «Concordo: proprio quella!».

Siete due fratelli: vi somigliate?
Cesare: «Ma per carità!».
Nino: «Fisicamente io ho preso dal padre, lui dal babbo».

Una cosa in comune ce l’avrete!
Cesare: «Il cognome».
Nino: «Ridiamo uguali».

In cosa siete diversi?
Nino: «Nelle abitazioni».
Cesare: «...che poi sarebbe la mia!».

Cosa invidi a tuo fratello?
Cesare: «Che non si abbatte mai».
Nino: «Alberto ha moglie e figli. Io sono senza moglie e senza figli».

E nella realtà?
Cesare: «Vorrei avere la sua capacità di improvvisazione e conoscenza dei tempi comici».
Nino: «Come balla. Lui è fanatico e gira con la coppa di “Ballando” sotto il braccio. Ho provato a rubargliela dal camerino ma non ci sono riuscito».

Cosa regaleresti a tuo fratello a Natale?
Cesare: «Un’agenda, la cosa più triste del mondo. Ma Alberto, da organizzato qual è, regala agende».
Nino: «Il successo che merita non solo per “Fratelli Caputo”, ma anche per la trasmissione “Viaggio nella grande bellezza” (presto in onda su Canale 5, ndr)».

Progetti?
Cesare: «A gennaio ricominciano a Matera le riprese della seconda serie di “Imma Tataranni”».
Nino: Il mio nuovo libro “Vipp” per Einaudi, due film: “Scuola di mafia”, regia di Alessandro Pondi, e “Genitori contro influencer”, regia di Michela Andreozzi, e una serie drammatica per Amazon. Poi mi fermo un paio d’ore...».

Vorreste lavorare ancora insieme? Che cosa vi piacerebbe fare?
Cesare: «Io spero proprio di sì, con i bravi attori come Nino qualsiasi progetto va bene, funziona tutto di più e senza fatica».
Nino: «Il ritorno dei Fratelli Caputo, i Fratelli Caputo alla riscossa, i Fratelli Caputo contro tutti...».