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Fuoco Amico Tf45, intervista a Megan Montaner

Parla la co-protagonista della fiction con Raoul Bova iniziata il 30 marzo su Canale 5

Foto: Megan Montaner

31 Marzo 2016 | 14:37 di Stefania Zizzari

Set di «Fuoco amico TF45-Eroe per amore», a pochi passi da Roma. Pausa pranzo. Siamo in sei nell'auto della produzione che percorre il breve tratto di strada fino alla mensa. Sul sedile di dietro siamo stretti come sardine. Megan Montaner, schiacciata tra l'addetta stampa e la sottoscritta, tira faticosamente fuori il cellulare dalla tasca e esclama divertita: «Immortaliamo questo momento con un selfie!». Risultato: una foto buffa, con espressioni improbabili. Subito dopo tutte le «sardine» dell'abitacolo ricevono la foto mandata da Megan sui propri telefonini: «Muy bueno: così abbiamo un ricordo di questa bella giornata!» dice ridendo.

Megan è un vulcano di energia e di allegria, e sul set incanta tutti. Proprio come aveva conquistato il pubblico italiano nel ruolo di Pepa di «Il segreto». Poi è stata la volta della dolce Maria Fuentes, l'avvocato dal cuore grande in «Senza identità». Infine l'abbiamo vista mettersi in gioco con i bambini di «Pequeños Gigantes», dove era il giudice più buono. Ora la ritroviamo con un personaggio completamente diverso in «Fuoco amico TF 45-Eroe per amore».

Megan, chi è Samira?
«È una donna afghana che lavora in uno degli ospedali di Recovery, organizzazione umanitaria che difende i bambini nel suo Paese. Ha un passato doloroso con cui deve fare i conti e, suo malgrado, incontra l'amore quando proprio non se l'aspetta. Conosce Enea De Santis (Raoul Bova, ndr), il comandante della Task Force 45, durante un'operazione militare per liberare dei bambini tenuti in schiavitù. Tra i due, nonostante le profonde differenze culturali, nasce un sentimento tanto forte quanto contrastato. E la loro storia non sarà facile. Quello di Samira è un personaggio bellissimo perché pieno di ombre e sfaccettature. La vediamo all'inizio con il velo, ma lei ha studiato in Europa e si comporta come una ragazza moderna. E cerca di trovare la sua strada pur rispettando la propria cultura. Interpretare qualcuno che è così lontano da me è stato stimolante».

Tra lei e il pubblico italiano è scoppiato da subito un colpo di fulmine?
«È vero, sono grata al personaggio di Pepa di ?Il segreto? perché mi ha fatto conoscere in Italia. Poi c'è stato il successo di ?Senza identità?. Era da tanto che desideravo lavorare nel vostro Paese perché l'affetto dei fan italiani mi era arrivato fino in Spagna».

Questa fiction è il suo primo lavoro in Italia?
«Sì, le riprese si sono svolte prima della mia partecipazione a ?Pequeños Gigantes?, che per inciso è stata un'esperienza nuova e bellissima: mi piace lavorare con i bambini. Quanto a ?Fuoco amico?, ce l'ho messa tutta per imparare la vostra lingua e il vostro modo di vivere. Sono riuscita a recitare in italiano. Anche se poi mi hanno doppiata lo stesso? (ride)».

Cosa le è piaciuto di più?
«Il clima che si è creato sul set. Sono nate amicizie vere. E poi Roma: io amo camminare e me la sono proprio vissuta, andando in giro a piedi e perdendomi tra le vie del centro. L'unico aspetto negativo è stata la nostalgia della mia famiglia, degli amici, del fidanzato e... dei miei cani. Era la prima volta che restavo fuori casa sei mesi di seguito».

Chi è il suo fidanzato?
«Si chiama Gorka, è un biologo e ci siamo conosciuti tre anni fa in montagna. Siamo entrambi escursionisti appassionati»

Parlava anche dei suoi cani. Quanti sono?
«Due: una si chiama Kiara e l'altro Manson, in onore di Marilyn Manson (cantante metal noto per le sue provocazioni estreme, ndr), di cui sono grande fan da sempre.

Ora è rientrata in Spagna.
«Sono a Madrid sul set di una fiction spagnola ambientata a Bangkok che si chiama ?L'ambasciata?».

Tornerà a recitare nel nostro Paese?
«Non vedo l'ora. Ma per i prossimi mesi sono ancora piena d'impegni in Spagna».